I cambiamenti climatici provocano lo spostamento delle montagne

I cambiamenti climatici provocano lo spostamento delle montagne

Una ricerca dell’Università di Cincinnati ha messo in relazione lo scioglimento dei ghiacciai, i processi di erosione e l’attività sismica e i risultati sono sorprendenti: i cambiamenti climatici spostano le montagne.

montagne


Il cambiamento climatico è il risultato dell’inquinamento incontrollato. Nel corso degli ultimi secoli, a partire dalla Rivoluzione industriale, il livello di anidride carbonica è aumentato del 35% e ciò ha fatto sì che i ghiacci si sciogliessero, le temperature si alzassero e le calamità naturali aumentassero.

Oggi questa situazione è particolarmente grave nelle aree di montagna: sembra, infatti, che il clima sia responsabile del loro spostamento.

Le montagne ricoprono circa il 22% della superficie terrestre e ospitano il 14% della popolazione mondiale; forniscono tra il 60% e l’80% delle risorse idriche per uso domestico, agricolo e industriale; ospitano gran parte della biodiversità del Pianeta. Eppure questo patrimonio incredibile è in forte pericolo.

Una recente ricerca pubblicata sulla rivista Geophysical Research Letters e coordinata dalla geologa Eva Enkelmann dell’Università di Cincinnati ha lanciato nei giorni scorsi l’allarme: lo scioglimento dei ghiacci sta attivando i movimenti tettonici e di conseguenza lo spostamento delle montagne.

I dati presentati al Convegno della Società Americana di Geologia hanno messo in relazione lo scioglimento dei ghiacciai, i processi di erosione e l’attività sismica evidenziando come i cambiamenti, visibili solo nel lungo periodo e soprattutto con il perdurare delle precipitazioni, siano responsabili di numerosi movimenti tettonici, capaci a loro volta di sollevare intere catene montuose.

D’altra parte, a causa del cambiamento climatico, già molte popolazioni nel corso degli ultimi anni sono state costrette a spostarsi altrove: la disponibilità d’acqua diminuisce, molte specie sono in via d’estinzione ed esiste una maggiore vulnerabilità a disastri naturali come frane, alluvioni e terremoti. Ed il terremoto in Nepal dell’aprile 2015 ne è un esempio eclatante.

Ma i fenomeni in corso in Alaska, in questi ultimi mesi, in particolare sul Monte St. Elias, hanno lasciato i geologi dell’Università di Cincinnati a “bocca aperta” perché stanno causando una vera e propria trasformazione profonda del paesaggio. L’Alaska è una regione a rischio sismico, che nel 1964 è stata colpita da un violento terremoto, ma nessuno si aspettava di riscontrare che in appena un secolo in molti punti il terreno si fosse sollevato di quasi 15 metri.

Ad innescare questo processo di sollevamento - ha spiegato la Enkelmann - sarebbero stati i cambiamenti climatici che hanno portato all’aumento della temperatura e al progressivo scioglimento dei ghiacciai. Può sembrare impossibile, ma le modificazioni apportate al paesaggio dalle precipitazioni e dal riscaldamento continuo producono enormi effetti nell’arco di milioni di anni, fino ad attivare una forte attività sismica in grado di sollevare le catene montuose. Quando sono estesi e compatti, infatti, i ghiacciai si comportano come delle briglie in grado di trattenere ogni movimento; mentre quando si sciolgono il terreno è libero di scatenare tutta l’energia accumulata. Processi analoghi sono stati alla base della formazione delle Alpi e della catena himalayana milioni di anni fa”.

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