I 24 indicatori per la sostenibilità delle bioenergie

I 24 indicatori per la sostenibilità delle bioenergie

Destinato ad aumentare il loro ruolo nel mix energetico globale e nazionale

bioenergie

Durante i lavori del World Future Energy Summit e il contemporaneo lancio ufficiale da parte dell’ONU dell’Anno internazionale dell’Energia Sostenibile per Tutti (cfr: l’articolo a pag. 20 di questo stesso numero), eventi che si sono svolti entrambi ad Abu Dhabi (16-19 gennaio 2012), Global BioEnergy Partnership (GBEP), ha annunciato la pubblicazione del Rapporto “The Global Bioenergy Partnership Sustainability Indicators for Bioenergy”. La GBEP riunisce stakeholders pubblici, privati e della società civile di 23 Paesi e 13 Organizzazioni e Istituzioni Internazionali con lo scopo di sostenere “un più ampio ed efficiente uso delle biomasse e dei biocombustibili, in particolare nei Paesi in via di sviluppo dove l’uso delle biomasse è prevalente”, secondo gli impegni presi dal G8 nel Piano di azione di Gleneagles (Scozia, 2005). 

“Il Rapporto GBEP è unico, poiché rappresenta il prodotto dell’iniziativa multilaterale che, sola nell’ampia schiera di organizzazioni governative e internazionali, abbia costruito consenso sullo sviluppo sostenibile delle bioenergie - ha dichiarato il Presidente GBEP, nonché attuale Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Corrado Clini - La sostenibilità è la chiave per assicurare che le bioenergie raggiungano il loro potenziale sia nei Paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo. Gli indicatori GBEP offrono un valido strumento per aiutare la definizione di politiche in materia e per monitorare il contributo che le bioenergie possono dare allo sviluppo sostenibile”.

Il Rapporto costituisce il primo accordo globale, a livello governativo, per definire un Gruppo di indicatori di sostenibilità volontari per le bioenergie che costituiranno una guida per ogni analisi a livello nazionale, al fine di informare il processo decisionale e facilitare lo sviluppo sostenibile delle bioenergie. Le moderne tecnologie bioenergetiche, si sottolinea nella presentazione, offrono grandi opportunità per lo sviluppo sostenibile e per le azioni di mitigazione dei cambiamenti climatici, ma apportano anche sfide, alcune di rilevanza internazionale. Pertanto, la cooperazione internazionale è essenziale per la costruzione del consenso sui modi di misurare il successo delle bioenergie e della capacità di implementari soluzioni che sono risultate di successo.
Nei Paesi in via di sviluppo, il passaggio dalle biomasse tradizionali alle moderne bioenergie può ridurre la morte a causa di malattie conseguenti all’inquinamento indoor, liberare le donne e bambini dalla gravosa incombenza di raccogliere legna da ardere ed evitare la deforestazione.
Può anche limitare la dipendenza da combustibili fossili, migliorando la bilancia commerciale e la sicurezza energetica. Inoltre, le bioenergie possono aumentare le condizioni di accesso ai moderni sistemi energetici e implementare le infrastrutture come strade, telecomunicazioni, scuole ed ospedali in zone rurali povere, dove l’aumento di reddito dovuto alle bioenergie, può alleviare la povertà e diminuire il divario tra ricchi e poveri. Al contempo, l’utilizzo di biocarburanti nel settore dei trasporti migliorerà la qualità dell’aria.

Nei Paesi sviluppati, dove l’attenzione è maggiormente posta sul rilancio della crescita economica e sulla limitazione degli effetti dei cambiamenti climatici, le bioenergie possono stimolare la green economy, dando vita a nuovi posti di lavoro, a minor emissioni di gas ad effetto serra rispetto ai combustibili fossili. Inoltre, le bioenergie possono integrare le economie rurali e diversificare il rifornimento energetico.
Tuttavia, se non sono prodotte in modo sostenibile, le bioenergie possono accentuare l’impatto sulla biodiversità, sulla scarsità di risorse idriche e sulla sicurezza alimentare. Se l’utilizzo del territorio non è adeguatamente pianificato e svolto, si rischia un aumento della deforestazione, la perdita delle torbiere, il degrado dei suoli oltre che un aumento dell’impatto negativo sui cambiamenti climatici.

Con i 24 indicatori di sostenibilità, insieme alle indicazioni metodologiche per la misurazione di ognuno di essi, si intende fornire a politici e stakeholders uno strumento che possa aiutare i programmi e le politiche di sviluppo delle bioenergie ed essere d’aiuto nell’interpretare e fornire risposte agli impatti ambientali, sociali ed economici derivanti dalla loro produzione e utilizzo. Gli indicatori hanno un approccio olistico alla valutazione di molti aspetti importanti delle interrelazioni fra bioenergie e sostenibilità, incluse le emissioni di gas serra, la biodiversità, il costo e la disponibilità alimentare al livello nazionale, l’accesso all’energia, lo sviluppo economico e la sicurezza energetica.
Vediamo sinteticamente i 24 GBEP Sustainability Indicators for Bioenergy quale emerge dalla Summary Table, rinviando per motivi di spazio al Rapporto (in inglese) scaricabile dal sito della Global Bioenergy Partnership per chi volesse approfondire la Descrizione degli indicatori.

Sviluppati da una Task Force istituita dalla GBEP nel 2008, che ha svolto i suoi lavori dapprima sotto la guida del Regno Unito e poi dal 2010 della Svezia, gli indicatori di sostenibilità messi a punto faciliteranno l’attuazione di Agenda 21 e il Piano di attuazione di Johannesburg. Seppure non siano legalmente vincolanti e non costituiscano standard, con soglie e limiti, non c’è dubbio che misurati nel tempo saranno uno strumento valido per valutare i progressi o le difficoltà registrate lungo il percorso dello sviluppo sostenibile. 

Questi indicatori GBEP sono già stati misurati a livello nazionale in Giappone; altri Partner hanno manifestato la volontà di applicarli nei rispettivi Paesi. Inoltre, il lavoro del partenariato sta proseguendo con progetti pilota in Indonesia, Colombia e Ghana.
In base ai risultati di queste attività, il Gruppo di Lavoro su Capacity Building per le Bioenergie Sostenibili, nato da poco, opererà per rafforzare la collaborazione tra Partner e Osservatori della GBEP, con l’obiettivo di aumentare la conoscenza dei potenziali benefici delle bioenergie moderne e sostenibili attraverso iniziative quali seminari, study tour e forum pubblici. Tutte le attività e i progetti sviluppati da e durante il gruppo di lavoro saranno guidati da un Paese/ Organizzazione, membro della GBE, favorendo la cooperazione e il capacity building, condividendo informazioni, facilitando la discussione e identificando le opportunità di cooperazione nel settore.

Intervenendo il 16 gennaio 2012 ad Abu Dhabi alla II Sessione dell’Assemblea dell’Agenzia Internazionale per le Fonti Rinnovabili (IRENA) di cui ideatore e fondatore è stato il Hermann Scheer (sociologo e politico tedesco, prematuramente scomparso nel 2010, a cui nel 1999 era stato assegnato Right Livelihood Award, una sorta di Nobel alternativo per una società migliore e un’economia più giusta, per “l’infaticabile opera di promozione dell’energia solare nel mondo”), Edison Lobão, Ministro delle Miniere e dell’Energia del Brasile, Paese che co-presiede la GBEP, dopo essersi congratulato con tutti i partner per il conseguimento degli obiettivi prefissati, ha sottolineato che “Il Rapporto è uno strumento innovativo per aiutare i politici nazionali a prendere decisioni informate sullo sviluppo sostenibile delle bioenergie, al fine di mitigare i cambiamenti climatici, aumentare la sicurezza energetica e promuovere lo sviluppo, incoraggiando gli investimenti, migliorando le infrastrutture e aumentando la produttività e l’accesso”.

Se il prezzo in crescita delle materie prime e le perplessità sugli impatti ambientali sono fattori che hanno limitato finora la produzione di bioenergie (l’ultimo Rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, pubblicato il 13 dicembre 2011, ha certificato che per la prima volta, dopo un decennio di crescita, la produzione di biofuels nell’anno trascorso è stata in calo), le linee guida condivise, contenute nel Rapporto della GBEP, qualora implementate a livello locale e nazionale, potranno costituire un utile strumento per superare l’impasse dell’attuale produzione. L’aumento del fabbisogno energetico e il prezzo del petrolio destinato a salire lasciano intendere che nel mix energetico globale il ruolo delle bioenergie è destinato a crescere.

Gli indicatori di sostenibilità sono stati sviluppati su 3 Pilastri, che sono tra loro connessi: Ambientale; Sociale; Economico. Per ognuno si sono analizzate le tematiche più rilevanti che hanno fatto da guida per lo sviluppo degli indicatori dei singoli pilastri.

Per il Pilastro Ambientale sono stati considerati i temi:
- Emissioni di gas ad effetto serra;
- Capacità produttiva del terreno e degli ecosistemi;
- Qualità dell’aria;
- Disponibilità di acqua;
- Efficienza e qualità d’uso;
- Biodiversità;
- Cambiamento nell’uso dei terreni, comprensivo degli effetti indiretti.
L’analisi di questi temi ha sviluppato i seguenti 8 indicatori:
1. Il ciclo di vita delle emissioni di gas ad effetto serra
2. Qualità del suolo
3. Livelli di raccolta delle risorse legnose
4. Emissioni di inquinanti atmosferici, esclusi i gas serra, comprese le sostanze tossiche aeree
5. Consumo d’acqua ed efficienza
6. Qualità dell’acqua
7. Biodiversità nel paesaggio
8. Uso del suolo e cambio di destinazione d’uso in relazione alla produzione di materia prima per le bioenergie

Per il Pilastro Sociale sono stati analizzati i seguenti temi:
- Prezzo e fornitura del paniere alimentare nazionale;
- Accesso al territorio;
- Acqua ed altre risorse naturali;
- Condizioni di lavoro;
- Sviluppo rurale e sociale;
- Accesso all’energia;
- Salute e sicurezza umane.
Da questi temi sono stati individuati i seguenti 8 indicatori:
9. Assegnazione e proprietà delle terre per la produzione dii nuove bioenergie
10. Prezzo e fornitura del paniere alimentare nazionale
11. Variazione di reddito
12. Posti di lavoro nel settore delle bioenergie
13. Cambiamento nel tempo non pagato speso da donne e bambini per raccogliere biomassa
14. Bioenergie utilizzate perincrementare l’accesso ai moderni servizi energetici
15. Variazione della mortalità dovuto a malattie attribuibile al fumo indoor
16. Incidenza di infortuni, malattie e decessi lavorativi

Infine, per il pilastro Economico sono stati esaminati i seguenti temi.
- Disponibilità di risorsa e rendimenti nella produzione, conversione, distribuzione e uso finale di bioenergie; - Sviluppo economico;
- Fattibilità e competitività economica delle bioenergie;
- Accesso alla tecnologia e a capacità tecnologiche;
- Sicurezza energetica/Diversificazione di fonti e rifornimento;
- Sicurezza energetica/Infrastrutture e logistica per la distribuzione e l’utilizzo.
Da tali temi sono stati individuati i seguenti 8 indicatori:
17. Produzione
18. Saldo netto di energia
19. Valore aggiunto lordo
20. Variazione nel consumo di combustibili fossili e di biomasse tradizionali
21. Formazione e ri-qualificazione della forza-lavoro
22. Differenziazione energetica
23. Infrastrutture e logistica per la distribuzione delle bioenergie
24. Capacità e flessibilità di utilizzo delle bioenergie

 

 

 

 

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