Il Presidente Agostino Re Rebaudengo: “Oggi più che mai dobbiamo contribuire a costruire un futuro più sostenibile e più efficiente che porti occupazione, ricchezza e benessere. Le rinnovabili possono già offrire tutto questo. Il nostro documento indica la direzione da percorrere per superare gli ostacoli che ancora ne frenano la crescita”.

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Continua il pressing di Associazioni ambientaliste, di imprenditori, di consumatori sul Governo che aveva annunciato nei primi giorni di gennaio 2015 con un tweet del Presidente del Consiglio Matteo Renzi che avrebbe promulgato a marzo un Green Act.

Dopo Legambiente che aveva aperto il confronto in febbraio, presentando “Il Green Act che serve all’Italia”, una serie di proposte immediatamente attuabili per fare ripartire il Paese.
Proseguito poi in marzo con la presentazione del Libro Bianco degli organizzatori di EcoFuturo, il Festival delle ecotecnologie, contenente un quadro delle nuove tecnologie già disponibili in Italia in molti settori quali le energie rinnovabili e l'efficienza energetica.
Continuato con l’esposizione in 10 punti delle proposte di “Green Act per un futuro rinnovabile, efficiente e sostenibile” durante l’omonimo Convegno del Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica (FREE).
Ora, è la volta di assoRinnovabili (l’Associazione che conta più di 1.000 aderenti tra produttori ed imprenditori dell’industria e dei servizi per le energie rinnovabili) che ha inviato il 13 aprile al Presidente del Consiglio e ai Ministri impegnati nella formulazione del Green Act un Documento che si presenta come un vero e proprio piano che evidenzia come le rinnovabili, se adeguatamente regolamentate e sostenute, possano contribuire al rilancio dell’occupazione e alla crescita del PIL, in armonia con gli obiettivi stabiliti nel documento di Strategia Energetica Nazionale (SEN) e nel recente accordo sui target 2030 definito in sede di Consiglio Europeo.
Il Green Act è l’occasione che non possiamo permetterci di perdere - ha commentato Agostino Re Rebaudengo, Presidente di assoRinnovabili - Oggi più che mai dobbiamo contribuire a costruire un futuro più sostenibile e più efficiente che porti occupazione, ricchezza e benessere. Le rinnovabili possono già offrire tutto questo. Il nostro documento indica la direzione da percorrere per superare gli ostacoli che ancora ne frenano la crescita”.

Il Documento di assoRinnovabili pone l’accento sulla necessità di regole certe a tutela degli investitori, procedure più semplici in un’ottica di progressiva sburocratizzazione del Paese e un fisco più amico delle rinnovabili, contrariamente a quanto fatto negli ultimi mesi dal Governo con le misure note come “spalmaincentivi”, valorizzando il grande patrimonio nazionale costituito dagli oltre 50 GW di impianti rinnovabili esistenti e favorendone la massima efficienza e il continuo rinnovo tecnologico.
 

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Sono questi i 10 obiettivi e le 33 azioni proposte per conseguirli.

a) Più sostenibilità ambientale per rilanciare l’industria:
1. promuovere in sede europea una revisione del mercato europeo delle emissioni (ETS) che lo renda più efficace attraverso un’estensione ai prodotti importati da paesi extracomunitari.

b) Più indipendenza dall’estero:
2. adeguare gli attuali meccanismi di sostegno per raggiungere gli obiettivi europei al 2030 e favorire la transizione post-incentivi;
3. promuovere concretamente lo sviluppo del biometano, prevedendo criteri ragionevoli di qualità in linea (e non superiori) con quelli degli altri paesi europei e rendendo prioritario l’accesso alla rete del gas naturale.

c) Più rinnovabili per la crescita e l’occupazione:
4. varare una politica industriale che, coinvolgendo anche il sistema creditizio, privilegi e sostenga la filiera delle rinnovabili quale strumento concreto di rilancio della manifattura italiana e l’esportazione dei suoi prodotti;
5. incrementare gli investimenti pubblici nella ricerca e nello sviluppo sperimentale, tramite le migliori Università;
6. promuovere gli investimenti nella ricerca e nello sviluppo sperimentale da parte di aziende private con strumenti adeguati;
7. incentivare una collaborazione con le istituzioni comunitarie e nazionali coinvolte nell’adozione di bandi finalizzati al finanziamento di progetti innovativi e di sviluppo delle fonti rinnovabili.

d) Esportare il Made in Italy:
8. sostenere il processo di internazionalizzazione della filiera rinnovabili;
9. Costruire un nuovo sistema per la promozione delle imprese italiane all’estero.

e. Regole certe
:
10. cancellare le norme note come “spalma incentivi”;
11. trasformare la SEN in un atto programmatorio energetico di lungo periodo che impegni seriamente le istituzioni e che abbia come obiettivo primario la prosecuzione dello sviluppo delle fonti rinnovabili;
12. dotare il settore di regole certe e stabili nel tempo, che non penalizzino gli operatori già presenti sul mercato e che attraggano nuovi investimenti;
13. rispettare le scadenze date per i provvedimenti attuativi.

f. Procedure più semplici:
14. eliminare gli adempimenti burocratici superflui;
15. semplificare e accelerare i procedimenti autorizzativi e favorire l’adozione di norme regionali omogenee;
16. ampliare l’uso di strumenti quali il silenzio-assenso;
17. prevedere poteri sostitutivi e sanzionatori nei confronti delle amministrazioni territoriali, attribuiti a un organo centrale.

g) Un fisco più amico:
18. estendere la possibilità di rimborsi IVA trimestrali alla vendita di energia (quale ristoro del meccanismo di reverse charge);
19. approvare una serie di tabelle specifiche per le aliquote di ammortamento massime fiscalmente consentite per l’attività di produzione energia (in aggiunta all’idroelettrico e termoelettrico);
20. introdurre regole nazionali per la determinazione della rendita catastale degli impianti a fonti rinnovabili;
21. introdurre regole nazionali per la determinazione dei canoni e sovracanoni idroelettrici.

h) Rinnovabili competitive:
22. stabilizzare per almeno 5anni il meccanismo dello Scambio sul Posto;
23. favorire la concreta installazione dei Sistemi Efficienti di Utenza, introducendo la possibilità di avere più clienti e agevolando l’integrazione con sistemi d’accumulo;
24. favorire i contratti bilaterali di lungo periodo;
25. integrare le fonti rinnovabili nel mercato.

i) Rinnovare gli impianti esistenti:
26. eliminare i divieti di interventi sugli impianti esistenti introdotti dallo “spalma incentivi” per gli impianti non fotovoltaici;
27. introdurre semplificazioni autorizzative per la realizzazione di interventi di rifacimento e/o integrale ricostruzione degli impianti a fonti rinnovabili esistenti;
28. prevedere un accesso facilitato ai futuri regimi di sostegno per impianti oggetto di rifacimento e/o integrale ricostruzione;
29. prevedere prezzi minimi garantiti per gli impianti che continuano ad essere eserciti in assenza di incentivi, così come previsto da c.8 art.24 D.Lgs. 28/2011(ancora in attesa di attuazione).

l) Un futuro più elettrico e più efficiente:
30. introdurre forme di agevolazione fiscale (IVA agevolata, detrazioni IRPEF ecc.) e tariffaria per l’acquisto e l’utilizzo di auto elettriche, pompe di calore, cucine a induzione;
31. incentivare la diffusione delle stazioni di ricarica delle auto elettriche e imporre standard uniformi;
32. incentivare la mobilità elettrica nel trasporto pubblico locale;
33. promuovere maggiormente l’efficienza energetica, estendendo a tutti gli interventi di efficientamento (compresi gli impianti di microcogenerazione e la sostituzione dell’amianto con impianti fotovoltaici) le norme di favore oggi in vigore (semplificatorie, fiscali,edilizie).