Dopo un lungo periodo di sospensione, nell'ultimo Consiglio dei Ministri è stato finalmente approvato il Decreto sulla disciplina semplificata delle terre e rocce da scavo, tanto atteso da operatori del settore e stazioni appaltanti, anche in considerazione della prevedibile notevole produzione di tali materiali nel Centro Italia a seguito delle attività di ricostruzione post-sisma.

Il Consiglio dei Ministri del 19 maggio 2017 ha approvato definitivamente (per la seconda volta) lo schema di DPR "Disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo"

di attuazione dell'Art. 8 del D.L. 133/2014 (il cosiddetto "Sblocca Italia"), convertito con modifiche in Legge 164/2014, concernente l'adozione di nuove disposizioni di riordino e di semplificazione della materia.

Il testo era stato già approvato "definitivamente" nel luglio 2016, dopo i previsti passaggi alla Camera e al Senato, ma non era mai stato pubblicato sulla G.U. A seguito di interrogazione parlamentare dopo alcuni mesi di attesa, il Ministero dell'Ambiente faceva sapere che il testo era all'esame della Presidenza della Repubblica e che presto sarebbe stato pubblicato. Da allora, tuttavia, se ne erano perse le tracce, suscitando perplessità negli operatori e nelle stazioni appaltanti che per mesi hanno sospeso le attività non sapendo se si dovesse far riferimento al vecchio regime, tuttora vigente, o aspettare la pubblicazione del nuovo DPR che, con la sua entrata in vigore, avrebbe abrogato il precedente.

Il testo è stato ulteriormente integrato con il ricorso a una consultazione pubblica rivolta a cittadini, associazioni e stakeholder del settore, oltre che sulla base del parere espresso dalla Conferenza unificata, ed è tornato all'esame del Consiglio dei Ministri al fine di verificare la possibilità di un migliore adeguamento alle condizioni e alle osservazioni contenute nei pareri delle Commissioni parlamentari.

Il provvedimento risolve le criticità riscontrate sia dagli operatori che dai soggetti istituzionali preposti ai controlli, consentendo di rafforzare la tutela ambientale e insieme la competitività delle imprese e risponde pienamente ai principi e agli obiettivi del processo verso un modello economico di tipo "circolare", e recependo, inoltre, le richieste formali della Commissione UE e di evitare che l'Eu-Pilot aperto su questo tema evolva in una procedura d'infrazione nei confronti del nostro Paese.

Nello specifico, il provvedimento definisce un quadro normativo di riferimento completo, chiaro e coerente con la disciplina nazionale e comunitaria, assorbendo in un testo unico le numerose disposizioni oggi vigenti che disciplinano la gestione e l'utilizzo delle terre e rocce da scavo.

Il decreto ha per oggetto:
- la gestione delle terre e rocce da scavo qualificate come sottoprodotti provenienti da cantieri di piccole e grandi dimensioni;
- la disciplina del deposito temporaneo delle terre e rocce da scavo;
- l'utilizzo nel sito di produzione delle terre e rocce da scavo escluse dalla disciplina dei rifiuti;
- la gestione delle terre e rocce da scavo nei siti oggetto di bonifiche.

Tra le principali peculiarità del provvedimento:

- la semplificazione delle procedure e la fissazione di termini certi per concludere le stesse, anche con meccanismi in grado di superare eventuali situazioni di inerzia da parte degli uffici pubblici, evitando così i lunghi tempi di attesa da parte degli operatori per la preventiva approvazione del piano di utilizzo delle terre e rocce da parte delle autorità competenti;
- le procedure più veloci per attestare che le terre e rocce da scavo soddisfano i requisiti stabiliti dalle norme europee e nazionali per essere qualificate come sottoprodotti e non come rifiuti;
- una definizione puntuale delle condizioni di utilizzo delle terre e rocce all'interno del sito oggetto di bonifica, con l'individuazione di procedure uniche per gli scavi e la caratterizzazione dei terreni generati dalle opere da realizzare nei siti oggetto di bonifica;
- il rafforzamento del sistema dei controlli;
- la salvaguardia della disciplina previgente per i progetti o i piani di utilizzo approvati ai sensi, rispettivamente, dell'art. 186 del D.lgs. n. 152 del 2006 o del DM n. 161 del 2012.

Proprio quest'ultimo punto introdotto al comma 1 dell'Art. 27 (Disposizioni intertemporali, transitorie, finali), sopprimendo la precedente disposizione di cui al comma 5, sembra essere stato esplicitamente richiesto dal Capo dello Stato che vi avrebbe intravisto la possibile sanatoria di violazioni delle previgenti normative.

Si è così chiarito che nel caso di un progetto o un piano di utilizzo approvato, i materiali riconducibili alla nozione di "terre e rocce da scavo" che risultino utilizzati e gestiti in conformità al suddetto progetto o piano di utilizzo, restano a tutti gli effetti con la qualifica di sottoprodotti, come da previgenti normative.

Il Decreto che consta di 31 Articoli e 10 Allegati sarà presto pubblicato in Gazzetta ufficiale e dalla sua entrata in vigore saranno abrogati il DM 161/2012 sulla gestione dei grandi cantieri; l'articolo 184-bis, comma 2-bis, D.Lgs 152/2006 che ne chiarisce il campo di applicazione; gli articoli 41, comma 2 e 41-bis DL 69/2013 (legge 98/2013) sui materiali di riporto e sulla gestione dei piccoli cantieri.