“Green New Deal per l’Italia”

“Green New Deal per l’Italia”

Iniziata la fase preparatoria per la II edizione degli Stati Generali della Green Economy (Rimini, 6-7 novembre 2013), strada obbligata per uscire dalla crisi.

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Un green New Deal per l'Italia per fare fronte alla crisi, arrestare la recessione, stimolare un' economia sostenibile, ridurre il degrado degli ecosistemi, valorizzare le potenzialità del Paese”.

La proposta è stata presentata il 18 aprile al Meeting di Primavera 2013, organizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile (FoSS) in preparazione degli Stati Generali della Green Economy del 2013 che si terranno anche quest’anno a Rimini, il 6 e 7 novembre 2013, sempre nell’ambito della Fiera ECOMONDO, come deciso dal Consiglio Nazionale della Green Economy che ha confermato alla FoSS, presieduta dall’ex Ministro dell’Ambiente Edo Ronchi, la funzione di organizzazione di supporto delle proprie attività.

Il tema prescelto per quest’anno è, Green New Deal per l’Italia e si svolgerà in tre sessioni:

- la prima sessione, la mattina del 6 novembre, con la presenza di relatori europei e internazionali, sarà dedicata alle condizioni e proposte per un Green New Deal;

- la seconda sessione, nel pomeriggio del 6 novembre, con la presenza di altrettanti qualificati elettori che si offriranno al dibattito, verterà sul tema “Le iniziative locali generali per un Green New Deal”;

- la terza sessione, la mattina del 7 novembre, con relatori e dibattito avrà per tema “Strumenti e misure economiche e fiscali per un Green New Deal in Italia”.

L’iniziativa del 18 si inserisce, pertanto, nella fase preparatoria della Manifestazione di Rimini, a partire dalla proposta che, spiegano in una nota gli organizzatori, richiede un’analisi dei diversi aspetti della crisi nazionale che si dipanano lungo 4 direttrici:

- una lunga recessione;

- un debito pubblico in continua crescita;

- una pressione fiscale in costante aumento e più alta della media europea;

- una disoccupazione che è passata dell’8,3% del gennaio 2011 all’11,2% di dicembre 2012, con una disoccupazione giovanile al 35%.


Per rompere questa spirale, “Non si dovrebbe dare priorità a un solo aspetto della crisi, quello del debito pubblico, con politiche di tagli e austerità - ha affermato Edo Ronchi - Servono pacchetti di misure di stimolo dell’economia capaci di generare nuova occupazioni in chiave green”.

La ricetta proposta dalla Fondazione prevede:

- di eliminare o ridurre gli incentivi pubblici che hanno effetti negativi per l’ambiente e verificare le effettive priorità degli investimenti pubblici per grandi infrastrutture;

- di riformare il fisco in chiave ecologica alleggerendo il carico fiscale sul lavoro e sulle attività di qualità ecologica e low carbon, aumentando quello sul consumo di risorse e sull'inquinamento;

- di rivedere le politiche europee.


“È necessaria una svolta - ha concluso Ronchi - affinché le politiche europee siano più coese e finalizzate al futuro dell’Europa, siano di aiuto e non di freno per i Paesi già in difficoltà; affinché le politiche nazionali siano più innovative e più coraggiose, anche più chiare e decise negli indirizzi di fondo; affinché sia incoraggiata e sostenuta l’iniziativa locale nelle città e nei territori”.

Anche il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Corrado Clini che aveva promosso lo scorso anno gli Stati Generali della Green Economy a cui hanno aderito finora 61 organizzazioni di imprese, ha ribadito che “si tratta di una strada obbligata per uscire della crisi”.

Clini ha sottolineato che sono 3 le priorità per la prossima legislatura: “La prima è delega fiscale perché non c'è una possibilità concreta di dare seguito ad un'economia verde se non c'è una delega fiscale; la seconda consiste nel liberare risorse rivedendo i vincoli del patto di stabilità e la terza area riguarda il credito alle imprese”.

“Bisogna capire – ha aggiunto il Ministro dell’Ambiente – qual è la politica ovvero se vogliamo lavorare per fare in modo che le competenze e le risorse umane del nostro Paese possano essere impiegati in una prospettiva diversa”.

Nel suo intervento, il Ministro della Coesione Territoriale Fabrizio Barca, dopo aver accusato le classi dirigenti italiane che “si sono sedute ad estrarre rendita dal patrimonio ambientale” ha citato Enrico Berlinguer che aveva ammonito come “l’austerità può produrre 2 effetti: deprimere la società o stimolare gli innovatori”.

Ovviamente, Barca si è augurato che prevalga l’innovazione, dal momento che l’Italia “ha solo due carte da giocare per uscire dalla crisi: il green new deal e un nuovo sistema di welfare”.


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