Pubblicati i criteri ambientali minimi per altri “appalti verdi”

gpp appalti verdiNel Supplemento Ordinario n. 74 alla Gazzetta Ufficiale n. 64 del 19 marzo 2011 è stato pubblicato il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare n. 21 del 22 febbraio 2011, con cui vengono adottati i Criteri ambientali minimi da utilizzare nei Bandi di gara per gli acquisti di beni e servizi da parte della Pubblica Amministrazione (vedi l’Inserto Normativo dopo pag. 64 di questo stesso numero).

Questo Decreto, che segue quello emanato il 12 ottobre 2009 che adottava i criteri per ammendanti e carta in risme (cfr: “Inserto normativo” in Regioni&Ambiente, n. 12 dicembre 2009), implementa il “Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione” meglio noto come Piano d’Azione Nazionale sul Green Public Procurement (PAN GPP), approvato con Decreto Interministeriale n. 135 dell’11 aprile 2008.

Tale Piano avrebbe dovuto essere approvato entro il 2006, tanto che già nel 2005 la Commissione UE aveva sollecitato gli Stati membri ad adempiervi. Con un comunicato dell’ estate 2009, la Commissione, quindi, aveva chiesto (non obbligato) agli Stati membri di inserire i criteri del GPP sino al 50% delle gare di appalto della Pubblica Amministrazione.
Il Piano ha come obiettivi, attraverso l’unione delle esigenze di sostenibili-tà e dell’interesse all’acquisto di beni e servizi, la riduzione dell’uso delle risorse naturali, la sostituzione delle fonti energetiche non rinnovabili con quelle rinnovabili, la riduzione della produzione di rifiuti, delle emissioni inquinanti e dei rischi ambientali.
Per l’attuazione del Piano emanato nel 2008 dovevano essere emanati i “criteri ambientali minimi” per Acquisti Verdi di 11 categorie merceologiche, individuate tenendo conto degli im-patti ambientali e dei volumi di spesa pubblica coinvolti.
I criteri sono definiti “minimi” in quanto elementi “base” per poter qualificare come “verdi”, le procedure di acquisto che le integrano tra gli altri criteri, garantendo un’adeguata risposta da parte dell’offerta di mercato.

Le tipologie previste dal PAN comprendono tutti i beni e servizi acquistabili dalla pubblica amministrazione:
- Arredi (mobili per ufficio, arredi scolastici per sale di archiviazione e sale lettura);
- Edilizia (costruzioni e ristrutturazioni di edifici con particolare attenzione ai materiali da costruzione e manutenzione di strade);
- Gestione rifiuti;
- Servizi urbani e al territorio (gestione del verde pubblico, arredo urbano);
- Servizi energetici (illuminazione, riscaldamento e raffrescamento degli edifici, illuminazione pubblica e segnaletica luminosa);
- Elettronica (attrezzature elettriche ed elettroniche d’ufficio e relativi materiali di consumo, apparati di telecomunicazione);
- Prodotti tessili e calzature;
- Cancelleria (carta e materiali di consumo);
- Ristorazione (servizio mensa e forniture alimenti);
- Servizi di gestione degli edifici (servizi di pulizia e materiali per l’igiene);
- Trasporti (mezzi e servizi di trasporto, sistemi di mobilità sostenibile).

Le Pubbliche Amministrazioni devono individuare:
- le funzioni coinvolte nelle procedure di acquisto e i responsabili del GPP;
- definire obiettivi specifici, prevedendo forme di incentivazione del personale in modo da favorirne il raggiungimento;
- programmare ed effettuare momenti di formazione e divulgazione.

Il Decreto 22 febbraio 2011 adotta i principi minimi per 4 categorie merceologiche:
• Prodotti tessili, rientranti nella categoria G “prodotti tessili e calzature” di cui al punto 3.6 del PAN GPP. L’Allegato n. 1 al Decreto definisce i criteri per i prodotti tessili che possono essere oggetti di appalto pubblico: articoli di abbigliamento ed accessori, fibre, filati e tessuti destinati alla produzione di articoli di abbigliamento e accessori tessili o di prodotti tessili per interni.
I criteri riguardano i principali aspetti ambientali connessi ai pro-dotti tessili e identificano le relative prestazioni, tra cui, ad esempio:
- fibre tessili: limiti di sostanze pericolose per i prodotti in cotone e fibre di cellulosa naturali;
- coloranti: divieto di utilizzo di coloranti classificati come sensibilizzanti/allergenici, cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione;
- formaldeide: limiti alla formaldeide libera e idrolizzata;
- metalli pesanti: limiti al contenuto;
- imballaggi: requisiti per la riduzione dei rifiuti, il riutilizzo, il riciclaggio;
- migliori prestazioni complessive: rispetto di tutti i criteri stabiliti per l’ottenimento dell’Ecolabel Europeo;
- fibre riciclate: contenuto minimo di fibre riciclate;
- cotone o altre fibre naturali di produzione biologica: criteri premianti per i prodotti che hanno con-tenuto minimo di fibre prodotte con metodo biologico.

• Arredi per ufficio, rientranti nella categoria A “arredi” di cui al punto 3.6 del PAN GPP.
L’Allegato n. 2 al Decreto definisce i criteri per gli arredi, che possono essere applicati a tutti i tipi di arredi per interni destinati a tutti gli usi oggetto di acquisti pubblici (mobili per ufficio, arredi scolastici, arredi per sale archiviazione e sale lettura), prodotti con materiali e processi produttivi a ridotto impatto ambientale.
I criteri riguardano i principali com-ponenti degli arredi e identificano le relative prestazioni, tra cui, ad esempio:
- legno e materiali a base di legno: la provenienza del legname;
- legno riciclato: il livello di contenuto di specifiche sostanze pericolose;
- plastica: l’identificazione della tipologia delle parti in plastica per facilitarne il riciclaggio;
- rivestimenti superficiali con prodotti vernicianti: pericolosità delle sostanze e contenuto di Composti Organici Volatili (COV) nelle vernici utilizzate;
- adesivi e colle: il contenuto di COV negli adesivi pronti all’uso utilizzati per assemblare gli arredi;
- imballaggi: requisiti per la riduzione dei rifiuti, il riutilizzo, il riciclaggio;
- disassemblabilità: la progettazione deve permettere il disassemblaggio, con particolare attenzione per le componenti (metalli, legno, plastica);
- forniture di divani, sedie, poltrone: criteri premianti per le caratteristiche dei tessuti di rivestimento e delle imbottiture in schiume poliuretaniche;
- prodotti vernicianti: contenuto di sostanze pericolose e COV;
- disponibilità parti di ricambio: garanzia di disponibilita delle parti di ricambio per almeno cinque anni dalla data dell’acquisto.

• Illuminazione pubblica (acqui-sto di lampade, corpi illuminanti e impianti di illuminazione pubblica), rientranti nella categoria E “servizi energetici” di cui al punto 3.6 del PAN GPP.
L’Allegato n. 3 al Decreto definisce i criteri per le lampade (sia HID - “High Intensity Discharge lamps” ossia le lampade al sodio ad alta pressione e lampade agli alogenuri metallici, sia sistemi a LED - “Light Emitting Diode”), per i corpi illuminanti e gli impianti di illuminazione pubblica.
I criteri riguardano i principali aspetti ambientali degli apparati di illuminazione e identificano le relative prestazioni, tra cui, ad esempio:
- efficacia luminosa delle lampade: efficacia non inferiore a certi livelli;
- fattori di mantenimento del flusso luminoso e di sopravvivenza per lampade al sodio ad alta pressione e agli alogeni metallici: livelli minimi dei fattori;
- prestazioni dei corpi illuminanti per illuminazione stradale, nei percorsi ciclopedonali e nelle aree verdi e parchi: livelli minimi del grado di protezione (IP) del vano ottico, della classe di intensità luminosa, ecc;
- contenuto di mercurio in lampade HID: contenuto massimo di mercurio;
- ritiro e gestione degli imballaggi: requisiti per la riduzione dei rifiuti, il riutilizzo, il riciclaggio.

• Apparecchiature informatiche (computer da scrivania, computer portatili, stampanti, fotocopiatrici e apparecchi multifunzione), rientranti nella categoria F “elettronica” di cui al punto 3.6 del PAN GPP.
L’Allegato n. 4 al Decreto definisce i criteri per PC portatili, PC da tavolo, stampanti, apparecchi mul-tifunzione e fotocopiatrici.
I criteri riguardano i principali aspetti ambientali degli apparecchi e identificano le relative prestazioni, tra cui, ad esempio:
- consumo energetico: conformi ai criteri di assegnazione dal marchio Energy Star (o inferiori ad essi - criterio premiante);
- emissioni sonore: vari limiti massimi di rumore, definiti sia come specifica tecnica di base che come criterio premiante;
- aggiornabilità dei componenti dei PC: possibilita di accedere, aggiornare o potenziare i principali componenti (almeno la memoria RAM, il disco rigido e, dove presente, il lettore/masterizzatore CD o DVD).
- requisiti dell’imballaggio: requisiti per la riduzione dei rifiuti, il riutilizzo, il riciclaggio;
- contenuto di mercurio nei monitor LCD: limiti massimi di contenuto di mercurio per ogni lampada;
- sostanze pericolose: ad esempio, il divieto di contenere specifiche sostanze o preparati ritardanti di fiamma nelle parti in plastica dei PC;
- disassemblaggio: facilità di separabilità delle parti in plastica;
- emissioni di composti organici volatili di stampanti, apparecchi multifunzione e fotocopiatrici: criteri premianti per emissioni di COV totali inferiori a specifiche soglie.

Sul sito internet del Ministero dell’Ambiente dedicato al GPP sono disponibili anche le “relazioni di accompagnamento” (background document) ai criteri ambientali minimi adottati. Nelle relazioni sono citati i riferimenti normativi su cui si è basata la costruzione dei criteri e sono approfonditi i metodi di prova per la verifica di conformità delle offerte. Sono anche descritti gli eventuali criteri avanzati che costituiscono un’anticipazione di quella che sarà una successiva revisione dei criteri, che possono comunque essere già utilizzati dalle stazioni appaltanti.

Con questo ulteriore Decreto le Pubbliche Amministrazioni hanno ormai a disposizione un buon numero di Criteri ambientali che possono esser facilmente utilizzati nelle diverse procedure di acquisto di beni e servizi.
In tal modo le amministrazioni pubbliche possono svolgere un ruolo fondamentale, tanto nella difesa dell’ambiente, contribuendo alla riduzione degli impatti ambientali derivanti dalla produzione e dall’uso di molti prodotti, quanto nell’incentivare e premiare quei produttori impegnati nell’introduzione dell’innovazione tecnologica ed ambientale e nella difesa dell’ambiente.

Il Ministero dell’Ambiente ha segnalato che sono in via di adozione i criteri ambientali per i servizi di ristorazione collettiva, mentre sono in corso i lavori per quelli relativi ai: servizi di pulizia, trasporti, servizi di gestione rifiuti, arredo urbano e costruzione manutenzione strade, nonché l’elaborazione anche di criteri di tipo sociale che riguardano le condizioni in cui si svolgono le attività produt-tive nelle diverse filiere di prodotto in coerenza con i 3 pilastri dello sviluppo sostenibile (ambientale, sociale, economico).