GPP: ristorazione e fornitura di derrate alimentari e serramenti per esterni

GPP: ristorazione e fornitura di derrate alimentari e serramenti per esterni

Pubblicati i criteri ambientali minini per altri “appalti verdi”
gpp ristorazione

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 220 del 21 settembre 2011 è stato pubblicato il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 25 luglio 2011, con cui vengono adottati i Criteri ambientali minimi da utilizzare nei Bandi di gara per gli acquisti di beni e servizi da parte della Pubblica Amministrazione nei settori della Ristorazione collettiva e fornitura di derrate alimentari e Serramenti per esterni (vedi l’Inserto Normativo nelle pagine seguenti). Questo Decreto, che segue quelli emanati il 12 ottobre 2009 che adottava i criteri per Ammendanti e Carta in risme (cfr: “Inserto normativo” in Regioni&Ambiente, n. 12 dicembre 2009) e quello del 22 febbraio 2011 per Tessili, Arredi, Illuminazione e Apparecchiature informatiche (cfr: “Inserto normativo”, in Regioni&Ambiente, n. 5-6 maggio-giugno, 2011), implementa il “Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione” meglio noto come Piano d’Azione Nazionale sul Green Public Procurement (PAN GPP), approvato con Decreto Interministeriale n. 135 dell’11 aprile 2008.

Tale Piano avrebbe dovuto essere approvato entro il 2006, tanto che già nel 2005 la Commissione UE aveva sollecitato gli Stati membri ad adempiervi.
Il Piano ha come obiettivi, attraverso l’unione delle esigenze di sostenibilità e dell’interesse all’acquisto di beni e servizi, la riduzione dell’uso delle risorse naturali, la sostituzione delle fonti energetiche non rinnovabili con quelle rinnovabili, la riduzione della produzione di rifiuti, delle emissioni inquinanti e dei rischi ambientali.
Per l’attuazione del Piano emanato nel 2008 dovevano essere emanati i “criteri ambientali minimi” per Acquisti Verdi di 11 categorie merceologiche, individuate tenendo conto degli impatti ambientali e dei volumi di spesa pubblica coinvolti. I criteri sono definiti “minimi” in quanto elementi “base” per poter qualificare come “verdi”, le procedure di acquisto che le integrano tra gli altri criteri, garantendo un’adeguata risposta da parte dell’offerta di mercato.

Le tipologie previste dal PAN comprendono tutti i beni e servizi acquistabili dalla pubblica amministrazione:
- Arredi (mobili per ufficio, arredi scolastici per sale di archiviazione e sale lettura);
- Edilizia (costruzioni e ristrutturazioni di edifici con particolare attenzione ai materiali da costruzione e manutenzione di strade);
- Gestione rifiuti;
- Servizi urbani e al territorio (gestione del verde pubblico, arredo urbano);
- Servizi energetici (illuminazione, riscaldamento e raffrescamento degli edifici, illuminazione pubblica e segnaletica luminosa);
- Elettronica (attrezzature elettriche ed elettroniche d’ufficio e relativi materiali di consumo, apparati di telecomunicazione);
- Prodotti tessili e calzature;
- Cancelleria (carta e materiali di consumo);
- Ristorazione (servizio mensa e forniture alimenti);
- Servizi di gestione degli edifici (servizi di pulizia e materiali per l’igiene);
- Trasporti (mezzi e servizi di trasporto, sistemi di mobilità sostenibile).

Le Pubbliche Amministrazioni devono individuare:
- le funzioni coinvolte nelle procedure di acquisto e i responsabili del GPP;
- obiettivi specifici, prevedendo forme di incentivazione del personale in modo da favorirne il raggiungimento;
- la programmazione e effettuazione di momenti di formazione e divulgazione.

In relazione a quanto indicato al punto 4.2 “obiettivo nazionale” del PAN GPP e nella Comunicazione GPP (COM (2008) 400), adottata dal Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea, l’obiettivo proposto è di raggiungere entro il 2011, la quota del 50% di appalti verdi sul totale degli appalti aggiudicati per tale categoria di affidamenti e forniture. Tale percentuale verrà valutata sia sulla base del numero che del valore totale degli stessi.
Così come previsto dal PAN GPP, l’introduzione dei Criteri Ambientali Minimi nelle gare d’appalto sarà monitorata dall’Autorità di Vigilanza dei Contratti Pubblici attraverso il Sistema Informativo di Monitoraggio Gare (SIMOG).

Un recente Studio sugli appalti pubblici verdi preparato per la Commissione UE, in Europa circa un ente pubblico su cinque integra criteri ambientali in oltre la metà dei propri contratti d’appalto. Secondo lo Studio, i cui risultati sono stati inseriti nel documento di revisione della legislazione relativa agli appalti pubblici dell’UE, presentato nel giugno u. s. (Evaluation Report - Impact and Effectiveness of EU Public Procurement Legislation), la maggior parte degli Stati membri ha adottato piani nazionali in materia, ma sussistono grandi differenze nell’impatto ottenuto.
Nel suo Piano d’Azione “Produzione e Consumo sostenibili” del 2008, la Commissione aveva fissato un obiettivo di massima secondo cui, entro il 2010, la metà di tutti gli appalti pubblici avrebbe dovuto “essere verde”, basandosi sui criteri stabiliti a livello centrale dall’UE, ma la maggior parte dei piani nazionali in materia ha un obiettivo inferiore a quello dell’UE, anche se vi sono esempi “virtuosi”, come i Paesi Bassi il cui Governo ha raggiunto il 99,8% di appalti pubblici verdi, le Province il 96%, i Comuni dall’86% al 90%, gli Istituti di Istruzione e le Università, che hanno superato il 75%.
Nel report vengono segnalati anche i problemi che perdurano, tra cui quello del monitoraggio che, non essendo prevista una metodologia valida per tutti, è difficile confrontare i risultati fra i vari Paesi. Inoltre, si sottolinea che molte Amministrazioni hanno una conoscenza troppo vaga dell’offerta per specificare esattamente quello che vogliono. Spesso, infatti, non verificano nemmeno che i fornitori consegnino quello che hanno promesso, perché non dispongono delle capacità tecniche per farlo. Al contempo, i fornitori dichiarano che i criteri sono troppo spesso soggetti a modifiche e validi soltanto a livello nazionale, rendendo così difficile soddisfare la domanda con prodotti standard.

I criteri si suddividono in criteri ambientali “di base” e “premianti”. Un appalto è “verde” se integra tutti i criteri “di base”. Le stazioni appaltanti sono comunque invitate ad utilizzare anche quelli “premianti”, quando aggiudicano la gara d’appalto all’offerta economicamente più vantaggiosa.

Fasi della procedura d’appalto per le quali sono stati identificati i criteri.
- Oggetto dell’appalto: in cui si evidenzia la sostenibilità ambientale e, ove presente, sociale, in modo da segnalare la presenza di requisiti ambientali e, eventualmente, sociali, nella procedura di gara. Le stazioni appaltanti dovranno indicare nell’oggetto dell’appalto il decreto ministeriale di approvazione dei criteri ambientali utilizzati.
- Selezione dei candidati: in cui sono riportati i requisiti che l’offerente o il fornitore deve possedere per dimostrare la propria capacità ad eseguire il contratto in modo da arrecare il minore impatto possibile sull’ambiente.
- Specifiche tecniche di base: dove vengono riportate le specifiche tecniche di carattere ambientale che, unitamente alle “condizioni di esecuzione-criteri di base”, devono essere rispettate per poter qualificare l’appalto come “verde”.
Questi criteri ambientali costituiscono un riferimento per le stazioni appaltanti che vogliano ottemperare a quanto previsto dall’art. 68, c.1, del D. Lgs. 163/06 “Specifiche tecniche”, che “Ogniqualvolta sia possibile, devono essere definite in modo da tenere conto “omissis”… della tutela ambientale”.
- Specifiche tecniche premianti: dove sono indicate le considerazioni ambientali da introdurre nelle gare d’appalto esperite con il criterio di aggiudicazione dell’offerta “economicamente più vantaggiosa”, sulle quali attribuire un punteggio tecnico.
- Condizioni di esecuzione/clausole contrattuali: in cui vengono descritte le condizioni di esecuzione/clausole contrattuali dell’appalto di carattere ambientale, che, unitamente alle “specifiche tecniche di base”, devono essere rispettate per poter qualificare l’appalto come “verde”.
Per ogni criterio ambientale sono indicate le “Verifiche” ovvero:
- la documentazione che l’offerente o il fornitore è tenuto a presentare per comprovare la conformità del prodotto o del servizio al requisito cui si riferisce;
- ove esistenti, i mezzi di presunzione di conformità che la stazione appaltante può accettare al posto delle prove dirette.

Sul sito del Ministero dell’ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare dedicato al GPP sono disponibili anche le “Relazioni di accompagnamento” (background document) ai criteri minimi adottati, in cui vengono citati i riferimenti normativi su cui è basata la costruzione dei criteri e sono appprofonditi i metodi di prova per la verifica di conformità delle offerte.
Come sopra accennato, il Decreto 25 luglio 2011 adotta i principi minimi per 2 categorie merceologiche che analizziamo di seguito in dettaglio.

• SERVIZI DI RISTORAZIONE COLLETTIVA E FORNITURA DI DERRATE ALIMENTARI, rientranti nella categoria I “Ristorazione” di cui al punto 3.6 del PAN GPP.
L’Allegato n. 1 al Decreto definisce i criteri che possono comprendere, in tutto od in parte, le seguenti fasi:
a) produzione e distribuzione degli alimenti e delle bevande;
b) preparazione dei pasti;
c) confezionamento dei pasti;
d) somministrazione dei pasti;
e) gestione dei rifiuti da preparazione dei pasti e post-consumo;
f) gestione dei locali comprensivo di: servizi di pulizia, abbattimento dei rumori, approvvigionamento energetico.

Criteri ambientali per l’affidamento del servizio di ristorazione e per la fornitura di derrate alimentari
Oggetto dell’appalto:
- “Servizio di ristorazione a ridotto impatto ambientale”;
- “Acquisto di derrate alimentari derivanti da processi di produzione a ridotto impatto ambientale”.

Selezione dei candidati: l’offerente deve dimostrare la propria capacità ad eseguire il contratto attraverso l’applicazione di un sistema di gestione ambientale (EMAS, ISO 14001).

Specifiche tecniche di base:
- Produzione degli alimenti e delle bevande
Vengono specificate le provenienze e le caratteristiche di:
• frutta, verdure e ortaggi, legumi, cereali, pane e prodotti da forno, pasta, riso, farina, patate, polenta, pomodori e prodotti trasformati, formaggio, latte UHT, yogurt, uova, olio extravergine;
• carne;
• pesce;
• acqua e bevande.

- Requisiti dei prodotti in carta-tessuto
Nel caso di utilizzo di prodotti in carta - riconducibili al gruppo di prodotti “tessuto-carta”, che comprende fogli o rotoli di tessuto-carta idoneo all’uso per l’igiene personale - devono essere rispettati i criteri ecologici di cui alla Decisione 2009/568/CE.

- Trasporti L’aggiudicatario deve utilizzare mezzi di trasporto a basso impatto ambientale per il trasporto delle merci, quali:
• mezzi di trasporto su ferro;
• veicoli, almeno euro 4;
• veicoli elettrici;
• vetture ibride.

- Consumi energetici
Il fornitore deve utilizzare apparecchi la cui etichetta energetica, secondo l’Energy Label previsto dalla Direttiva 92/75/CEE del Consiglio e successivi regolamenti applicativi, certifichi l’appartenenza:
• alla classe A+ per i frigoriferi ed i congelatori;
• alla classe A per lavatrici, lavastoviglie e forni.
Qualora gli apparecchi in questione fossero “ad uso professionale” e, quindi, non in possesso della suddetta certificazione energetica, il capitolato deve prevedere l’assegnazione del punteggio all’offerente che utilizza apparecchi con il minor consumo energetico, rilevato dall’apposita documentazione tecnica.

- Pulizie dei locali
L’aggiudicatario deve utilizzare prodotti detergenti conformi alla vigente normativa sui detergenti (Reg. CE 648/2004 e D.P.R. 6 febbraio 2009 n.21) e, nel caso di prodotti disinfettanti o disinfestanti, conformi al D. Lgs. 25 febbraio 2000 n. 174 sui biocidi e al D.P.R. 6 ottobre 1998 n. 392 sui presidi medico-chirurgici.

- Requisiti degli imballaggi
L’imballaggio (primario, secondario e terziario) deve rispondere ai requisiti di cui all’All. F, della parte IV “Rifiuti” del D. Lgs. 152/2006 e s.m.i., così come più specificatamente descritto nelle pertinenti norme tecniche.
L’imballaggio secondario e terziario deve essere costituito, se in carta o cartone per il 90% in peso da materiale riciclato; se in plastica, per almeno il 60%.

- Gestione dei rifiuti
L’aggiudicatario deve garantire una corretta gestione della raccolta differenziata dei rifiuti, coerente con le modalità di raccolta individuate dall’amministrazione comunale sul cui territorio il servizio di mensa insiste.

- Informazione agli utenti La società erogatrice dei servizi di ristorazione deve garantire un’informazione agli utenti relativamente a:
• alimentazione, salute e ambiente, affrontando, tra gli altri, il tema dell’opportunità di ridurre i consumi;
• provenienza territoriale degli alimenti;
• stagionalità degli alimenti;
• corretta gestione della raccolta differenziata dei rifiuti.

Specifiche tecniche premianti
Vengono elencati in ordine orientativo in base alla maggiore influenza sugli impatti ambientali del servizio di ristorazione, i criteri premianti per:
• la produzione degli alimenti e delle bevande;
• carbon footprint;
• destinazione del cibo non somministrato;
• requisiti dei prodotti esotici;
• trasporti;
• prossimità tra luogo di cottura e consumo, in caso di cottura esterna;
• riduzione del rumore.

Condizioni di esecuzione/clausole contrattuali:
• rapporto semestrale da parte dell’aggiudicatario su tipi, quantità e metodi di produzione ed origine dei prodotti acquistati;
• utilizzazione ad opera della ditta aggiudicatrice di posate, bicchieri e stoviglie riutilizzabili;
• garanzia di attività di formazione del personale addetto su specificate tematiche.

• SERRAMENTI PER ESTERNI
L’Allegato 2 definisce i criteri ambientali minimi per la fornitura di “serramenti esterni” e assimilabili, che rientrano nella categoria B) “Edilizia” di cui al punto 3.6 del PAN GPP.
Per “serramenti esterni” si intendono:
- finestre (apribili, fisse, verticali, orizzontali, inclinate, manuali, motorizzate);
- portefinestre;
- porte esterne pedonali; comprensive degli infissi (telai fissi e mobili), dei tamponamenti trasparenti o opachi e delle eventuali chiusure oscuranti (avvolgibili/tapparelle e cassonetti, persiane, scuri, frangisole) che delimitano l’edificio verso l’esterno o verso locali non riscaldati, in edifici residenziali e scolastici.
I criteri sviluppati possono essere integrati sia nelle procedure di acquisto diretto di serramenti esterni (appalti di fornitura) che in altri contratti che ne prevedano l’utilizzo quali, ad esempio, gli appalti per interventi di costruzione, ristrutturazione o manutenzione straordinaria degli edifici.

Oggetto dell’appalto:
“Fornitura di serramenti esterni a ridotto impatto ambientale per edilizia residenziale e scolastica”.

Specifiche tecniche di base
Descrizione dei materiali di cui il serramento esterno è composto, specificando la percentuale in peso di ogni materiale e componente:
- Trasmittanza termica (Uw) i cui valori debbono rispettare quelli minimi fissati dal D.M.26 gennaio 2010;
- Permeabilità all’aria secondo le norme UNI EN 12207;
- Legno e materie prime a base di legno utilizzate devono provenire da foreste gestite in modo sostenibile e/o da riciclaggio post-consumo;
- Uso di plastiche, metalli, vetro, prodotti secondo le Best Available Techniques (BAT).

Specifiche tecniche premianti:
- trasmittanza termica con valori inferiori a quelli minimi;
- materiali non rinnovabili che contengono una percentuale di materiale riciclato;
- materie plastiche:
• se vergini, non devono contenere piombo, cadmio, paraffine alogenate, composti organici dello stagno o ritardanti di fiamma:
• se riciclate, non devono contenere piombo e cadmio superiori al valore di 100 ppm (mg/kg) e test di verifica per assenza delle componenti sopra citate;
• se superiori a 50 gr., devono essere marcate per facilitare il loro riconoscimento nelle operazioni di recupero a fine vita.
- legno vergine proveniente da foreste gestite in modo sostenibile;
- recupero di serramenti esterni sostituiti e riciclati;
- formaldeide, emissioni inferiori a quelle previste dal D. M. 10 ottobre 2008;
- emissioni di composti organici volatili (COV) inferiori a quelli stabiliti dal D. Lgs. 27 marzo 2006, n. 161.

Condizioni di esecuzione/clausole contrattuali:
Il produttore di serramenti deve specificare durata e caratteristiche della garanzia fornita in conformità ai disposti legislativi vigenti in materia.
Con questo ulteriore Decreto le pubbliche Amministrazioni hanno ormai a disposizione un buon numero di Criteri ambientali che possono essere utilizzati nelle procedure di acquisto di beni e servizi. In tal modo le PP.AA. possono svolgere un ruolo fondamentale, tanto nella difesa dell’ambiente, contribuendo alla riduzione degli impatti ambientali derivanti dalla produzione e dall’uso di molti prodotti, quanto nell’incentivare e premiare quei produttori impegnati nell’introduzione dell’innovazione tecnologica e nella difesa dell’ambiente.
Il Ministero dell’Ambiente ha segnalato che sono in corso i lavori per l’adozione dei criteri ambientali per servizi di pulizia, trasporti, servizi di gestione rifiuti, arredo urbano e costruzione e manutenzione strade, nonché di criteri di tipo sociale che riguardano le condizioni in cui si svolgono le attività produttive nelle diverse filiere, in coerenza con i 3 pilastri dello Sviluppo sostenibile (ambientale, sociale, economico).

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