Per i primi sorgono dubbi circa l’obbligatorietà o meno dell’adozione alla luce del Collegato ambientale che fa una distinzione tra le categorie per le quali i criteri ambientali minimi sono diventati obbligatori e quelli per i quali rimane l’obiettivo di almeno il 50% del valore delle forniture e servizi acquistati.

gpp green public procurement

Sulla G.U. n. 16 del 21 gennaio 2016, è stato pubblicato il Decreto 24 dicembre 2015 del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare recante “Adozione dei criteri ambientali minimi per l'affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione e criteri ambientali minimi per le forniture di ausili per l'incontinenza”.

Con quest’ultimo Decreto, quindi, viene ulteriormente implementato il “Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione” meglio noto come Piano d’Azione Nazionale sul Green Public Procurement (PAN GPP), approvato con Decreto Interministeriale n. 135 dell’11 aprile 2008, che ha come obiettivi, attraverso l’unione delle esigenze di sostenibilità e dell’interesse all’acquisto di beni e servizi, la riduzione dell’uso delle risorse naturali, la sostituzione delle fonti energetiche non rinnovabili con quelle rinnovabili, la riduzione della produzione di rifiuti, delle emissioni inquinanti e dei rischi ambientali.

Il Piano prevedeva l’emanazione dei “criteri ambientali minimi” (CAM) per Acquisti Verdi di 11 categorie merceologiche, individuate tenendo conto degli impatti ambientali e dei volumi di spesa pubblica coinvolti. I criteri sono definiti “minimi” in quanto elementi “base” per poter qualificare come “verdi”, le procedure di acquisto che le integrano tra gli altri criteri, garantendo un’adeguata risposta da parte dell’offerta di mercato.

Successivamente, con Decreto 10 aprile 2013 (G.U. n. 152 del 3 maggio 2013) è stata adottata una Revisione sia per tener conto delle nuove indicazioni normative della Commissione UE, che hanno rafforzato il ruolo del GPP in termini anche di tutela sociale e di stimolo all’innovazione, sia dei risultati delle esperienze applicative a livello nazionale, nonché per ampliare le categorie oggetto dei CAM, tenendo conto dello sviluppo dei criteri GPP europei, quali, ad esempio, le attrezzature elettromedicali e i prodotti utilizzati in ambito sanitario. L’obiettivo era che entro l’anno 2016 si raggiungesse una quota del 50% di “appalti verdi” sul totale degli appalti aggiudicati.

Il Decreto in oggetto rinvia a due allegati tecnici di riferimento:

- Allegato 1. Criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici e per la gestione dei cantieri della pubblica amministrazione;

- Allegato 2. Criteri ambientali minimi per le forniture di ausili per l’incontinenza.

L’Allegato 1 attiene alla tipologia di affidamento che rientra nella categoria “Edilizia” prevista dal PAN GPP, e contiene:

* le indicazioni di carattere generale, finalizzate alla razionalizzazione degli acquisti per tale categoria, la normativa ambientale e sociale di riferimento, suggerimenti per le stazioni appaltanti in relazione all’espletamento della relativa gara d’appalto;

* le specifiche tecniche distinte per;
- edifici in gruppi;
- edificio;
- componenti edilizi;
- cantiere;

* le specifiche premianti;

* le condizioni di esecuzione (clausole contrattuali)

Prima di procedere all’appalto dei lavori, al fine di contenere il consumo di suolo, l’impermeabilizzazione del suolo, la perdita di habitat, la distruzione del paesaggio agrario, la perdita di suoli agricoli produttivi, tutelando al contempo la salute, sarà necessario verificare attraverso una relazione redatta da un professionista, se non sia possibile recuperare edifici esistenti, riutilizzare aree dimesse o localizzare l’opera pubblica in aree già urbanizzate/degradate/impermeabilizzate, anche procedendo a varianti degli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica. Tale verifica può essere fatta effettuando una valutazione costi-benefici in ottica di ciclo di vita con metodo LCC (EN 16627), al fine di valutare la convenienza ambientale tra il recupero e la demolizione di edifici esistenti o parti di essi.

L’Allegato 2 si riferisce ad una nuova categoria, riferita a prodotti utilizzati in ambito sanitario, che è stata introdotta per venire incontro alle esigenze di alcuni operatori economici di settore, interessati ad ottenere un indirizzo omogeneo che potesse rappresentare un riferimento sia per le stazioni appaltanti, sia per le scelte imprenditoriali finalizzate all’innalzamento della qualità ambientale dei propri prodotti lungo il ciclo di vita.

Viene specificato che, trattandosi di primi CAM al riguardo, le specifiche tecniche sono state limitate alle considerazioni ambientali legate alle caratteristiche delle materie prime, in particolare all’origine cellulosica impiegata nel prodotto e all’assenza di determinate sostanze pericolose negli additivi dei polimeri e dei processi di sbiancamento.

Gli ausili per l’incontinenza presenti ad oggi sul mercato sono infatti costituiti essenzialmente di pasta di cellulosa in fiocco (fluff) e da polimeri.
La richiesta che la pasta di cellulosa provenga da foreste gestite in maniera responsabile e sia di origine legale contribuisce ad evitare la perdita di biodiversità e non alimenta l’aumento del riscaldamento globale quanto lo farebbe la produzione di pasta di cellulosa priva di tali caratteristiche.
La previsione di escludere o limitare la presenza di determinate sostanze pericolose, previene gli effetti specifici associati a tali sostanze ed afferenti alle “indicazioni di pericolo” ad esse attribuite e rende il prodotto più innocuo da smaltire.

Le specifiche tecniche, pertanto, si riferiscono a:
1. Fornitura di prodotti costituiti da pasta di cellulosa proveniente da foreste gestite in maniera “responsabile".
2. Sostanze pericolose: esclusioni e limitazioni.
3. Dermoprotezione e odor control.
4. Imballaggi.

Infine una considerazione.
Finora l’adozione da parte della Pubblica Amministrazione dei CAM per acquisti e gare di appalto avveniva su base volontaria, ma dal 2 febbraio 2016, con l’entrata in vigore della Legge n. 291/2015, conosciuta  come “Collegato ambientale alla Legge di Stabilità”, in base all’art. 18 per alcune categorie di prodotti e servizi diventa obbligo, per le altre rimane l’obiettivo di almeno il 50% delle forniture e servizi.

Essendo il Decreto in oggetto successivo all’approvazione definitiva da parte del Parlamento della Legge n. 291/2015, queste ultime categorie non vengono ovviamente menzionate e non dovrebbero rientrare tra quelle i cui CAM sono obbligatori. Tuttavia, i CAM per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici le specifiche tecniche:
- per gli edifici in gruppi prevedono anche l’impianto di illuminazione pubblica per la cui progettazione valgono i CAM emanati con DM 23 dicembre 2013;
- per gli edifici in gruppi o edificio singolo deve essere garantita la conformità ai CAM “servizi energetici” di cui al DM 7 marzo 2012.

Dal momento che, per effetto del 1° comma dell’Art. 18 del “Collegato Ambientale”, tali CAM sono diventati obbligatori, sorge il dubbio sulla cogenza o meno dei CAM per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici della pubblica amministrazione di cui all’Allegato 1.