GPP: acquisto dei servizi energetici

GPP: acquisto dei servizi energetici

Pubblicati i criteri ambientali minimi per altri “appalti verdi”

gpp servizi energetici

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 74 - S. O. del 28 marzo 2012 è stato pubblicato il Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 7 marzo 2012, avente ad oggetto Adozione dei criteri ambientali minimi da inserire nei bandi di gara per l’acquisto di servizi energetici per gli edifici - servizio di illuminazione e forza motrice - servizio di riscaldamento/ raffrescamento da parte della Pubblica Amministrazione.

Questo Decreto fa seguito a quelli emanati: il 12 ottobre 2009 (i criteri per Ammendanti e Carta in risme); il 22 febbraio 2011 (Tessili, Arredi, Illuminazione e Apparecchiature informatiche); il 21 settembre 2011 (Ristorazione collettiva e fornitura di derrate alimentari e Serramenti per esterni).

Con questo Decreto, quindi, viene ulteriormente implementato il “Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi della pubblica amministrazione” meglio noto come Piano d’Azione Nazionale sul Green Public Procurement (PAN GPP), approvato con Decreto Interministeriale n. 135 dell’11 aprile 2008, che ha come obiettivi, attraverso l’unione delle esigenze di sostenibilità e dell’interesse all’acquisto di beni e servizi, la riduzione dell’uso delle risorse naturali, la sostituzione delle fonti energetiche non rinnovabili con quelle rinnovabili, la riduzione della produzione di rifiuti, delle emissioni inquinanti e dei rischi ambientali.

L’attuazione del Piano presuppone l’emanazione dei “criteri ambientali minimi” per Acquisti Verdi di 11 categorie merceologiche, individuate tenendo conto degli impatti ambientali e dei volumi di spesa pubblica coinvolti.
I criteri sono definiti “minimi” in quanto elementi “base” per poter qualificare come “verdi”, le procedure di acquisto che le integrano tra gli altri criteri, garantendo un’adeguata risposta da parte dell’offerta di mercato.

Le tipologie previste dal PAN comprendono tutti i beni e servizi acquistabili dalla pubblica amministrazione:
a. Arredi (mobili per ufficio, arredi scolastici per sale di archiviazione e sale lettura);
b. Edilizia (costruzioni e ristrutturazioni di edifici con particolare attenzione ai materiali da costruzione e manutenzione di strade);
c. Gestione rifiuti;
d. Servizi urbani e al territorio (gestione del verde pubblico, arredo urbano);
e. Servizi energetici (illuminazione, riscaldamento e raffrescamento degli edifici, illuminazione pubblica e segnaletica luminosa);
f. Elettronica (attrezzature elettriche ed elettroniche d’ufficio e relativi materiali di consumo, apparati di telecomunicazione);
g. Prodotti tessili e calzature;
h. Cancelleria (carta e materiali di consumo);
i. Ristorazione (servizio mensa e forniture alimenti);
l. Servizi di gestione degli edifici (servizi di pulizia e materiali per l’igiene);
m. Trasporti (mezzi e servizi di trasporto, sistemi di mobilità sostenibile).

Le Pubbliche Amministrazioni devono individuare:
- le funzioni coinvolte nelle procedure di acquisto e i responsabili del GPP;
- obiettivi specifici, prevedendo forme di incentivazione del personale in modo da favorirne il raggiungimento;
- la programmazione e effettuazione di momenti di formazione e divulgazione.

In relazione a quanto indicato al punto 4.2 “obiettivo nazionale” del PAN GPP e nella Comunicazione GPP (COM (2008) 400), adottata dal Consiglio dei Ministri dell’Unione Europea, l’obiettivo proposto è di raggiungere entro il 2012, la quota del 50% di appalti verdi sul totale degli appalti aggiudicati per tale categoria di affidamenti e forniture. Tale percentuale verrà valutata sia sulla base del numero che del valore totale degli stessi. Così come previsto dal PAN GPP, l’introduzione dei Criteri Ambientali Minimi nelle gare d’appalto sarà monitorata dall’Autorità di Vigilanza dei Contratti Pubblici attraverso il Sistema Informativo di Monitoraggio Gare (SIMOG).

I criteri si suddividono in criteri ambientali “di base” e “premianti”.
Un appalto è “verde” se integra tutti i criteri “di base”.
Fasi della procedura d’appalto per le quali sono stati identificati i criteri:
- Oggetto dell’appalto: in cui si evidenzia la sostenibilità ambientale e, ove presente, sociale, in modo da segnalare la presenza di requisiti ambientali e, eventualmente, sociali, nella procedura di gara. Le stazioni appaltanti dovranno indicare nell’oggetto dell’appalto il decreto ministeriale di approvazione dei criteri ambientali utilizzati.
- Selezione dei candidati: in cui sono riportati i requisiti che l’offerente o il fornitore deve possedere per dimostrare la propria capacità ad eseguire il contratto in modo da arrecare il minore impatto possibile sull’ambiente.
- Specifiche tecniche di base: dove vengono riportate le specifiche tecniche di carattere ambientale che, unitamente alle “condizioni di esecuzione-criteri di base”, devono essere rispettate per poter qualificare l’appalto come “verde”. Questi criteri ambientali costituiscono un riferimento per le stazioni appaltanti che vogliano ottemperare a quanto previsto dall’art. 68, c.1, del D. Lgs. 163/06 “Specifiche tecniche”, che “Ogniqualvolta sia possibile, devono essere definite in modo da tenere conto (…omissis…) della tutela ambientale”.
- Condizioni di esecuzione/clausole contrattuali: in cui vengono descritte le condizioni di esecuzione/ clausole contrattuali dell’appalto di carattere ambientale, che, unitamente alle “specifiche tecniche di base”, devono essere rispettate per poter qualificare l’appalto come “verde”. Sono facoltativi, anche se le stazioni appaltanti sono comunque invitate ad utilizzarli, i criteri descritti nel paragrafo Specifiche tecniche premianti, dove sono indicate le considerazioni ambientali da introdurre nelle gare d’appalto esperite con il criterio di aggiudicazione dell’offerta “economicamente più vantaggiosa”, sulle quali attribuire un punteggio tecnico.

Per ogni criterio ambientale sono indicate le “Verifiche” ovvero:
- la documentazione che l’offerente o il fornitore è tenuto a presentare per comprovare la conformità del prodotto o del servizio al requisito cui si riferisce;
- ove esistenti, i mezzi di presunzione di conformità che la stazione appaltante può accettare al posto delle prove dirette.

Sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare dedicato al GPP sono disponibili anche le “Relazioni di accompagnamento” (background document) ai criteri minimi adottati, in cui vengono citati i riferimenti normativi su cui è basata la costruzione dei criteri e sono approfonditi i metodi di prova per la verifica di conformità delle offerte.

Come sopra accennato il DM 7 marzo 2012 adotta i principi minimi per l’acquisto di Servizi energetici per gli edifici - Servizio di illuminazione e forza motrice - Servizio di riscaldamento/ raffrescamento, rientranti nella Categoria merceologica e. Servizi energetici di cui al punto 3.6 del PAN GPP.

I criteri sono articolati in schede separate, relative ciascuna ad una tipologia di servizio.
Le stazioni appaltanti che intendono appaltare con un’unica gara sia il servizio di illuminazione/FM sia quello di riscaldamento/raffrescamento non devono fare altro che utilizzare contemporaneamente sia i criteri ambientali minimi contenuti nella scheda relativa ad un servizio sia quelli contenuti nella scheda relativa all’altro.
Oltre ai Criteri ambientali minimi (capitolo 5), il documento contiene (capitolo 4) il richiamo alla principale normativa vigente ed alcune indicazioni di carattere generale per la preparazione e l’espletamento della gara d’appalto e per l’esecuzione del contratto.
Questo documento tiene conto di due diverse situazioni, come di seguito descritte.

CASO A
- La stazione appaltante pubblica non dispone di dati e informazioni, sugli impianti e gli edifici che utilizzano, sufficienti a stabilirne la conformità alle leggi vigenti ed i livelli di prestazione energetica e a consentire la valutazione tecnico-economica di interventi di riduzione dei consumi di energia e più in generale degli impatti ambientali.
In questo caso l’applicazione dei criteri descritti nelle schede 5.1 (servizio di illuminazione e FM) e 5.3 (servizio di riscaldamento/raffrescamento) consente alla stazione appaltante di acquisire le informazioni necessarie ad avviare un percorso che la porti a definire correttamente le modalità di riqualificazione energetico-ambientale degli impianti e degli edifici.

I criteri, infatti, prevedono che l’appaltatore, nell’ambito di un contratto d’appalto di durata limitata (non superiore a 3 anni), sia in grado di:
a. fornire energia elettrica/termica e/o combustibili;
b. gestire gli impianti e fare manutenzione; con modalità tali da ridurre gli impatti ambientali, provveda anche, ove mancante, a:
c. mettere a norma gli impianti;
d. raccogliere ed informatizzare i dati storici disponibili sugli impianti,
e. realizzare sistemi di gestione e monitoraggio degli impianti e sistemi di monitoraggio delle condizioni climatiche;
f. redigere analisi, certificazione e diagnosi energetico-ambientali degli impianti e degli edifici;
h. redigere un progetto definitivo di interventi di riqualificazione energetico-ambientale di impianti ed edifici, che deve comprendere una stima dei tempi e dei costi necessari per la sua realizzazione ed una valutazione della possibilità di accedere agli incentivi o agli altri strumenti eventualmente previsti dalle leggi vigenti, come ad esempio i titoli di efficienza energetica.

Sulla base di quanto realizzato dall’appaltatore nell’ambito del contratto, la stazione appaltante potrà successivamente realizzare interventi di riqualificazione atti a ridurre gli impatti ambientali dei propri impianti.

CASO B
- La stazione appaltante pubblica dispone già di diagnosi e certificazioni energetiche degli impianti e degli edifici e la procedura d’appalto è finalizzata a stipulare un contratto servizio energia o un contratto servizio energia plus. In tal caso la stazione appaltante utilizza i criteri definiti nelle schede 5.2 e 5.4, rispettivamente per i servizi di illuminazione e FM e di riscaldamento/raffrescamento.
La durata del contratto sarà tale da consentire all’appaltatore di realizzare gli interventi necessari alla riduzione degli impatti ambientali.

Come sopra detto, in questo documento i criteri ambientali sono articolati in quattro diverse schede di cui:
- due relative al servizio di illuminazione e FM (caso “A” e caso “B”);
- due relative al servizio di riscaldamento/ raffrescamento (caso “A” e caso “B”).

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