L’annuale Rapporto del Global Wind Energy Council indica che il 2015 è risultato per il settore buono, oltre le previsioni, superando per la prima volta la soglia di 60 GW, ma quelle per il prossimo quinquennio sono ancora più buone, anche alla luce dell’Accordo di Parigi che costringe il settore energetico ad una più rapida decarbonizzazione.

global wind report 2015

Il Global Wind Energy Council (GWEC) ha pubblicato il 25 aprile 2016 il suo annuale “Global Wind Report 2015” che evidenzia come, dopo i risultati record del mercato eolico globale nel 2014, anche il 2015 è stato un anno dai risultati assai incoraggianti, con il superamento per la prima volta dei 60 GW di potenza annua installata.

L’eolico sta guidando quella necessaria transizione energetica troppo a lungo ritardata e che è diventata ormai ineludibile dopo la firma dell’Accordo di Parigi da parte di 175 Paesi, ai quali dovranno aggiungersi anche gli altri che, pur approvando il testo alla Conferenza UNFCCC di dicembre 2015, non erano presenti a New York presso la sede dell’ONU alla Cerimonia di sottoscrizione, avvenuta il 22 aprile 2016.
L'accordo di Parigi presuppone un sistema di generazione completamente decarbonizzato entro il 2050, se non prima, se vogliamo mantenere la temperatura al di sotto di  +2 ° C rispetto ai livelli pre-industriali - ha affermato il Segretario generale del GWEC, Steve Sawyer - Dobbiamo cambiare le cose molto in fretta. L'energia del vento ha guidato tutte le tecnologie nella produzione di nuova energia nel 2015. Trainate dall’eolico, le fonti rinnovabili hanno raggiunto una maturità e stanno trasformando il settore energetico”.

La Cina ha continuato a stupire, avendo installato lo scorso anno 30,8 GW di nuova capacità, ha portato la potenza totale a 145 GW, nonostante la crescita economica abbia rallentato.
Anche i mercati degli Stati Uniti e dell'Europa hanno conseguito risultati migliori del previsto, specialmente il settore offshore europeo che ha stabilito un nuovo record, con l’installazione di oltre 3 GW.

Tuttavia la crescita non è stata uniforme. Accanto alla forte espansione della Germania e dell’off-shore in Gran Bretagna, ci sono altri Paesi dove politiche e regolamentazione poco chiare o inefficaci, stanno inducendo gli investitori e sviluppatori ad andare altrove, come è accaduto in Italia, dove solo il 25% delle operazioni legate all’eolico è avvenuto sul territorio nazionale.

Sempre riguardo alla situazione globale, per quanto attiene al Continente Nordamericano, entro il 2020 le installazioni dovrebbero arrivare a 60 GW, con le performance che stanno dimostrando, oltre gli USA, Canada e Messico.
In Sudamerica è il Brasile a guidare il mercato, seguito da Cile e Uruguay, ma secondo il GWEC sarà l’Argentina a breve il mercato emergente, dal momento che si appresta solo ora a sfruttare le sue notevoli potenzialità.
 

grafico global wind report 2015


Secondo le proiezioni del GWEC nel prossimo quinquennio le installazioni raddoppieranno, trainate ancora dalla Cina che nel nuovo piano quinquennale ha fissato l’obiettivo di 250 GW al 2020,  con importanti contributi dell’Europa sulla base dei target previsti dal Pacchetto “Clima - Energia 2020”, e dagli Stati Uniti che stanno entrando nel loro più lungo periodo di stabilità politica che ha permesso grossi investimenti nel settore, ponendo le basi per un periodo di rapida crescita nei prossimi anni. Anche in Europa è atteso un impulso al settore, sotto la spinta della nuova Direttiva sulle energie rinnovabili, prevista per dicembre.

Al contempo, si stanno mettendo in evidenza nuovi mercati in tutta l'Africa, dove il Sud Africa ha superato l’anno scorso i 1.000 MW, in Marocco vedranno al via progetti già definiti contrattualmente, ed Egitto, Etiopia e Kenya continueranno la loro ascesa nel settore.
In Asia, oltre la Cina,  continuerà la crescita dell’India, ma nuovi mercati si stanno rapidamente espandendo in Indonesia, Vietnam, Filippine, Pakistan e Mongolia.

Il Rapporto sottolinea, inoltre, il buon andamento sul fronte dei prezzi, con il calo continuo dei costi di produzione dell’energia da eolico, che in Europa sfiora il 7% annuo.
L'energia eolica è ormai mainstream, la fornitura della sua energia è competitiva, affidabile e pulita, in grado di alimentare la crescita economica e di ridurre le emissioni nelle economie consolidate - ha aggiunto Sawyer - Al contempo, si creano nuovi posti di lavoro, nuove industrie e si migliora la sicurezza energetica”.