Gli stadi della sostenibilità

Gli stadi della sostenibilità

È finita l’epoca dei maxi impianti costruiti per l’eventoeuropei

Durante le telecronache delle partite della XIV edizione dei Campionati Europei di Calcio che si sono svolti nel mese di Giugno in Polonia e Ucraina, i giornalisti televisivi, accompagnati dalle immagini delle strutture, hanno messo in risalto la funzionalità e la sostenibilità, oltre alla bellezza architettonica, degli stadi dove le partite si stavano svolgendo.

Gli 8 stadi, equamente divisi tra i due Paesi che hanno ospitato le 16 nazionali di calcio che si sono contese l’ambito trofeo, sono stati realizzati per l’occasione o sono stati profondamente rimaneggiati per migliorare le loro prestazioni, grazie soprattutto ai sostanziosi finanziamenti messi a disposizione per l’adeguamento all’ultimo manuale UEFA Stadium Infrastructure Regulation (2010), con un’attenzione particolare alla riduzione dei consumi energetici ed idrici e all’integrazione architettonica al paesaggio, tanto che tre stadi sono risultati conformi ai criteri per la Categoria più alta, prevista dal Regolamento UEFA.

Gli impianti di illuminazione a LED, dentro e fuori gli stadi, hanno permesso di ridurre i consumi di elettricità, la cui produzione deriva per lo più da fonti rinnovabili, così come quella per l’acqua calda è prodotta dall’allacciamento alle reti di teleriscaldamento, mentre i manti erbosi sono irrigati da impianti che utilizzano prevalentemente acqua piovana. Gli innovativi materiali utilizzati e le coperture ultraleggere hanno ridotto al minimo, quindi, l’impatto paesaggistico. Vediamo le caratteristiche degli impianti.

Ucraina

Lo Stadio Olimpico di Kiev, con la capacità di accogliere 68.000 spettatori seduti, ha ospitato la finale del 1° luglio tra Italia e Spagna. È stato ricostruito su progetto dello studio tedesco gmp Architekten con un design che è stato sviluppato nel pieno rispetto della struttura in cemento armato precompresso costruita nel 1968, alla quale è stata aggiunta la vela sospesa realizzata con una membrana translucida che copre tutti i posti a sedere. L’intero complesso, poi, è stata racchiuso in una nuova facciata in filigrana di vetro, strategicamente illuminata con 33.000 lampade a LED che di notte trasformano lo Stadio in un punto di riferimento per l’intera città.

Il Donbass Arena di Donetsk, struttura nuova di zecca, ideata dalla londinese ARUP, si trova al centro della città all’interno del parco “Lenin Komsomol” molto vicino al vecchio stadio Olimpiyskiy. Si presenta con una certa imponenza e una linea stilisticamente aggraziata e molto moderna. Alto 54 m, lo stadio può ospitare più di 51.000 spettatori, ripartiti su 3 livelli. La sua copertura è in vetro con una superficie di 24 m2. La sua illuminazione esterna getta una cascata di luce sulla fontana-pallone da 30 tonnellate al suo fianco e sul parco con lo specchio d’acqua intorno. Viene riscaldato a raggi infrarossi.

Lo Stadio Metalist di Karkiv, con l’ultima ristrutturazione, conclusa nel dicembre 2009, ha portata la sua capienza a 40.000 posti tutti riparati da un unico tetto dall’innovativa struttura del peso di 3,5 tonnellate. Per via delle 24 strutture esterne che ricordano le zampe di un ragno è stato ribattezzato Spider Arena.
Un sistema di riscaldamento a pavimento permette al terreno di gioco di non gelare, mentre il rifacimento del manto erboso è stato affidato ad un istituto inglese di super esperti.

Il Lviv (Leopoli) Stadium, il più piccolo degli stadi ucraini dove si sono svolte le partite, con una capienza di circa 35.000 posti coperti tramite un tetto trasparente per fornire luce sufficiente per il manto erboso, combina il moderno all’architettura tradizionale. Anche in questo stadio c’è un sistema di riscaldamento radiante a pavimento. Le poltroncine del primo anello sono tutte gialle, mentre quelle del secondo sono blu, come i colori della bandiera ucraina.

Polonia

Il National Stadium di Varsavia, dove si è svolta la partita inaugurale ed una delle due semifinali è stato anch’esso rimesso a nuovo da gmp Architekten. Le 1.700 lampade a LED hanno trasformato la facciata in una sorta di maxischermo illuminato dal rosso e dal bianco, i colori della Polonia, e la forma esterna assomiglia ad una corona (lo stemma della Polonia è infatti un’aquila sormontata da una corona).
Pensata per essere una struttura polivalente in grado di ospitare anche eventi artistici ed espositivi, anche in virtù che sorge a ridosso delle sponde del fiume navigabile Vistola, ha il manto erboso collocato su un sottofondo di cemento per poter essere rimosso. La struttura si compone di due livelli su cui si distribuiscono i 58.500 spettatori. Tutti i posti sono a sedere e al riparo con una copertura sorretta da cavi installati in modo da sostenere anche il peso dell’“ombrello“ di 11.000 m2 in PTFE (polimero del tetrafluoroetene, meglio noto con il nome di alcuni prodotti come il teflon) che si dispiega da un nido su un ago sospeso sopra il centro del campo.

Il PGE Arena Stadium di Danzica, che ha ospitato la partita di esordio dell’Italia contro la Spagna, con una capacità di oltre 40.000 posti a sedere, è stato appositamente progettato per i campionati dallo Studio tedesco RKW. Considerato dalla stampa sportiva il più bel stadio d’Europa, ha vinto a maggio il Premio Architettura e Design Business 2012. Quel che rende particolare questa struttura è la sua integrazione culturale ed ambientale con il rivestimento esterno composto da 18.000 lastre alveolari a 6 colori di policarbonato che evocano i cristalli di ambra (l’“oro del Baltico”), minerale per il quale la Polonia è famosa, mentre le 82 travi che sorreggono la struttura ricordano le gru dei cantieri navali, vanto della città di Danzica.

Il Municipal Stadium di Poznañ, completamente riprogettato e ristrutturato dallo Studio Modern Construction Design in soli 21 mesi sul sito del preesistente stadio che risaliva agli anni ’70, è in grado di accogliere oltre 40.000 spettatori seduti che sono protetti da una copertura speciale costituita da una membrana affine alla seta naturale che avvolge l’intera struttura. Una delle tribune ha un tetto mobile per permettere l’aerazione al campo di gioco che viene irrigato con l’acqua piovana raccolta in due grandi cisterne sotterranee.

Il Wroclaw Stadium di Breslavia (vecchio toponimo) costruito da JSK Architekci lungo il fiume Sleza, ha la forma leggera di una lanterna cinese, con la copertura di fibra di vetro mescolata con teflon che l’illuminazione notturna lascia intravedere le persone che si muovono all’interno e le ombre di quelle che camminano all’esterno lungo le due rampe-passeggiata. È anche facilmente individuabile da lontano, essendo stato concepito come punto d’incontro e di riferimento cittadino, comprendendo anche uffici, sale conferenze, palestre, casino ed il museo della squadra locale. Anche questo stadio ha una capacità di poco più di 40.000 posti a sedere, appena al di sopra del limite minimo degli Stadi di quei Paesi che vogliano ospitare l’evento.

Anche lo sport più seguito del mondo si sta adeguando, quindi, a costruire i cosiddetti eco-friendly urban stadium che si conformano agli standard di sostenibilità. È finita l’epoca degli Stadi da 100.000 posti che non offrivano grande comfort per gli spettatori e che, soprattutto, erano sotto utilizzati per gran parte dell’anno, con costi di gestione non più sopportabili.

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