Annunciata il 21 dicembre 2013 dal Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, in occasione della presentazione del Gruppo di Lavoro che dovrà definire il Piano Nazionale per la Prevenzione dello Spreco Alimentare (PINPAS), si celebra oggi  la prima Giornata Nazionale contro lo Spreco Alimentare, nel corso della quale al Tempio Adriano di Roma si riuniranno gli Stati Generali (oltre 100 enti, associazioni, organizzazioni e imprese), per esprimere proposte, dare indicazioni e  mostrare buone pratiche propedeutiche all’elaborazione del Piano di cui si doterà l’Italia nella prossima primavera.

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Gettare il cibo significa sprecare energia, a partire da quella utilizzata per produrlo, oltre che il denaro che abbiamo utilizzato per acquistarlo.

L'Italia, purtroppo, è fortemente coinvolta in questo spreco, considerando che ogni famiglia getta tra i rifiuti in media circa 200 grammi di cibo alla settimana. Grazie ad interventi corretti, si potrebbero recuperare 1,2 milioni di tonnellate di cibo all'anno, tra le derrate che rimangono sui campi, e oltre 2 milioni di cibo dall'industria agro-alimentare. Senza contare le ulteriori 300 mila tonnellate legate alla grande distribuzione.

Nell’indagine dell’Osservatorio Waste Watcher, gli intervistati indicano alcune cause primarie nella pratica del “buttare via del cibo”: fra queste primeggia la motivazione per cui il cibo “aveva fatto la muffa” (38,94%) o “era scaduto” (32,31%), o “era andato a male fuori dal frigo nel caso di frutta e verdura” (26,69%), o ancora perché “l’odore o il sapore non sembravano buoni” (25,58%). In misura sensibilmente inferiore sono state indicate cause come “l’aver cucinato troppo cibo” (13,29%), l’ “aver calcolato male gli acquisti” (13,15%), o addirittura motivazioni più “capricciose” come l’aver acquistato “cose che non piacevano” (6,61%).

Secondo la medesima indagine i consumatori italiani hanno però aumentato la consapevolezza sulla necessità di provvedimenti utili a contrastare lo spreco: ai primi posti nelle opzioni indicate dai cittadini l’istruzione nelle scuole e la comunicazione dei danni che lo spreco arreca all’ambiente e all’economia. E si sollecitano anche etichette alimentari più precise, confezioni di cibo più piccole e persino tassazioni commisurate alla quantità di spreco generata dai singoli.

In questo contesto, contro il cibo che finisce nell’immondizia è stato istituito il PINPAS, adottato dal Ministero dell’Ambiente con decreto direttoriale del 7 ottobre 2013, che affronta per la prima volta in modo organico il problema degli sprechi alimentari in Italia, in sintonia con quanto indicato dalla Commissione europea nella tabella di marcia verso un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse.

I lavori di oggi, alla presenza e con l’intervento del Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando e del Sottosegretario alle Politiche Agricole e delegato all’EXPO 2015 Maurizio Martina, saranno introdotti e coordinati dal Prof. Andrea Segrè Presidente di Last Minute Market e vi interverranno anche gli altri componenti del Gruppo di lavoro, del PINPAS: la scrittrice Susanna Tamaro, lo scienziato Vincenzo Balzani la regista Maite Carpiolo, l’ attore e scrittore e Giobbe Covatta, Robert van Otterdijk, team leader della campagna internazionale Save Food della FAO, oltre ai rappresentanti di enti, associazioni e stakeholders collegati alla prevenzione dello spreco.

La Consulta, che si chiuderà con un Protocollo di Intesa, sarà strutturata in sessioni tematiche, precedute dalla presentazione del “Piano di lavoro” ovvero delle modalità di partecipazione da parte degli stakeholders e delle principali tappe previste fino alla pubblicazione del PINPAS, e sarà articolata in 3 fasi di lavoro:
- un confronto sugli sprechi alimentari lungo la filiera, dalle cause ai dati disponibili alle misure in atto a livello internazionale per combattere lo spreco;
- la proposta di una campagna nazionale contro lo spreco alimentare rivolta ai consumatori;
- l’esame delle soluzioni concrete ed efficaci da adottare per combattere lo spreco alimentare in Italia.

La definizione del PINPAS rientra nell’ambito delle attività volte a dare concreta attuazione a quanto indicato nel Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti, licenziato dal ministero dell’Ambiente ad ottobre e in particolare a quanto previsto per la riduzione a monte della produzione dei rifiuti bio-degradabili.

Il PINPAS avrà il compito di delineare in maniera più dettagliata ed esaustiva gli aspetti che riguardano la prevenzione degli sprechi alimentari e si concentrerà in primo luogo sulla definizione di opportune misure volte a ridurre la quantità di prodotti alimentari destinati al consumo umano che finiscono tra i rifiuti, indipendentemente dal fatto che tali rifiuti vengano successivamente smaltiti in discarica o in impianti di incenerimento o vengano utilizzati per la produzione di compost, energia, bio-combustibili o per alimentazione animale.
Il PINPAS ambisce, dunque, a produrre soluzioni concrete ed efficaci in termini di riduzione alla fonte della quantità di cibo che finisce tra i “rifiuti” sul breve, medio e lungo periodo. L’obiettivo del Piano è raggiungere entro il 2020 una riduzione del 5% dei rifiuti per unità di PIL dei rifiuti urbani, del 10% di quelli pericolosi e del 5% di quelli speciali.