La Giornata rappresenta un momento di riflessione, di dibattito e di impegno sul tema, per azioni concrete di contrasto agli atti di violenza e di maltrattamenti di cui le donne sono vittime, che proseguiranno per 16 giorni fino al 10 dicembre Giornata dei Diritti umani al motto di "Orange the World".

L'Assemblea generale delle Nazioni Unite con risoluzione del 17 dicembre 1999 ha designato il 25 novembre come data della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.

Di fatto, l'Assemblea ha ufficializzato una data che fu scelta da un gruppo di donne attiviste che, riunitesi nell'Incontro Femminista Latinoamericano e dei Carabi (Bogotà, 1981), avevano voluto ricordare il giorno del brutale assassinio nel 1960 delle 3 sorelle Mirabal, tenaci oppositrici del regime di Rafael Leónidas Trujillo, il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell'arretratezza e nel caos per oltre 30 anni.

La Giornata rappresenta un momento di riflessione, di dibattito e di impegno sul tema, per azioni concrete di contrasto agli atti di violenza e di maltrattamenti di cui le donne sono vittime in tutto il mondo.

Secondo i dati offerti nel 2015 dal nostro Istituto di statistica (Istat), sono 6 milioni 788mila le donne che hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale (il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni): il 20,2% ha subito violenza fisica; il 21% violenza sessuale; il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri (652mila gli stupri e 746mila i tentati stupri). Inoltre, il 10,6% delle donne ha subìto violenze sessuali prima dei 16 anni.

Il totale poi delle violenze a cui sono sottoposte donne con prole, aumenta la percentuale dei figli che hanno assistito a episodi di violenza sulla propria madre (dal 60,3% del dato del 2006 al 65,2% rilevato nel 2014). Le donne separate o divorziate hanno subìto violenze fisiche o sessuali in misura maggiore rispetto alle altre (51,4% contro 31,5%) e in misura ancora superiore quelle con problemi di salute o disabilità (oltre il 36%) e il rischio di subire stupri o tentati stupri è doppio (10% contro il 4,7% delle donne senza problemi).

La violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani.
"Le donne e le ragazze che subiscono violenza perdono la loro dignità, vivono nella paura e il dolore e, nel peggiore dei casi, pagano con la propria vita - ha dichiarato la Direttrice esecutiva di UN Women, Phumzile Mlambo-Ngcuka - Tagliare profondamente la violenza dalle libertà che tutti dovremmo avere: il diritto della sicurezza in casa, il diritto di camminare liberamente per le strade, il diritto di andare a scuola, al lavoro, al mercato o di guardare un film. Dovremmo essere in grado di prevedere che gli aggressori saranno puniti, che giustizia sarà fatta e che possiamo ottenere assistenza e sostegno per quel che abbiamo subito".

Uno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 approvata dall'Assemblea delle Nazioni Unite nel settembre 2015, prevede di "Raggiungere l'uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze" (Obiettivo 5).
"Mentre il mondo ha fatto progressi nella parità di genere e nell'emancipazione delle donne attraverso gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (tra cui la parità di accesso all'istruzione primaria per ragazzi e ragazze), donne e ragazze continuano a subire discriminazioni e violenze in ogni parte del mondo. La parità di genere non è solo un diritto umano fondamentale, ma la condizione necessaria per un mondo prospero, sostenibile e in pace".

Quest'anno, il Segretario generale delle Nazioni Unite ha invitato ad unirsi alla Campagna "16 Giorni di attivismo contro la violenza di genere", avviata già nel 1991, che collega il 25 novembre al 10 dicembre Giornata dei Diritti Umani, allo scopo di:
- sensibilizzare sulla violenza di genere quale questione inerente il rispetto dei diritti umani;
- rafforzare il lavoro a livello locale relativo alla violenza contro le donne;
- fornire un forum per sviluppare e condividere strategie;
- manifestare solidarietà agli attivisti in tutto il mondo;
- chiamare i Governi a rispondere, reagire, proteggere e prevenire contro la violenza sulle donne.

Al motto "Orange the world", gli attivisti sono invitati ad indossare capi di colore arancione (colore ufficiale di questa campagna) nei 16 giorni che seguono la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. L'attività propone anche la condivisione sui più diffusi social network di scatti fotografici che riprendono persone con indosso indumenti di colore arancione, utilizzando l'hashtag #orangeourworld allo scopo di creare consapevolezza e coinvolgimento in rete, ma anche per mobilitare donazioni.
Una delle principali sfide agli sforzi per prevenire e porre fine alla violenza contro le donne e ragazze di tutto il mondo è , infatti, la sostanziale mancanza di fondi, che rischia di compromettere il successo delle iniziative intraprese. Senza adeguate risorse anche l'Obiettivo 5 che tante attese sta suscitando rischia di non essere raggiunto

Per l'occasione Free Service Group srl, editrice di "Regioni&Ambiente", presenta il libro "Le donne e il dolore" di Eleonora Giovannini, che tratta il tema del dolore vissuto dalle donne vittime di abusi e di violenza psico-fisica, attraverso la trascrizione di storie e testimonianze vere di un gruppo di donne che hanno bisogno di essere ascoltate e comprese, aiutate e, soprattutto, credute.