All’interno della Rassegna Dire & Fare, durante la XXX Assemblea Nazionale dei Comuni d’Italia, svoltasi a Firenze, amministratori, esperti di formazione e progettazione, rappresentanti del volontariato, hanno partecipato ad un “gioco” di simulazione nel corso del quale hanno dovuto assumere decisioni critiche sullo sviluppo di un territorio ambientato in una regione ipotetica, con l’opportunità di constatare le conseguenze plausibili delle proprie scelte a distanza di  anni e di analizzare le scelte “giuste” e “sbagliate” alla luce dei risultati.
FUTURE GAME cubo 

Quanto sarebbero diverse le decisioni critiche se ne conoscessimo gli effetti a 5, 10 o 30 anni?
Quanto sarebbero diverse le reazioni degli interessati, cittadini, imprenditori, amministratori di altri enti coinvolti, politici, se anche loro portassero un po' del peso delle decisioni?

George Monbiot, giornalista, scrittore, accademico ed attivista ambientale, nel suo libro “Calore” (2007), parafrasando l’ex Primo Ministro inglese Tony Blair (“Esiste un divario di tempo tra l’impatto ambientale e quello elettorale”), osserva malinconicamente che quando le decisioni assunte da un policy maker “si ritorceranno su di noi, lui avrà lasciato il suo incarico da anni”.

Di certo le variabili ambientali ed economiche che intervengono nelle scelte decisionali sono molteplici e non tutte prevedibili. Tuttavia, se non si può prevedere il futuro, oggi è possibile esplorare gli “scenari” plausibili che si possono produrre a distanza di tempo in una comunità.
È quanto si prefigge “Future Game”, un “gioco” di simulazione che è stato sperimentato il 24 ottobre 2013, durante la XXX Assemblea Nazionale ANCI di Firenze, come evento e strumento formativo per analizzare e gestire i processi decisionali, proposto da Scuola ANCI Toscana - Agenzia Formativa, in collaborazione Klink srl che detiene il brevetto per la diffusione in Italia di questa metodologia di pianificazione condivisa.

Ideato, messo a punto e progressivamente affinato in 7 anni da Future iQ Partners, di cui Klink srl è partner italiano, quale strumento di pianificazione a dimensione regionale e ambientato nell’entroterra australiano, “Future Game” è stato poi adattato con successo in diversi contesti del Nord America, dell’Australasia, consentendo a comunità e organizzazioni di collocare le pianificazioni su un territorio realistico ma ipotetico, del quale discutere la crescita e lo sviluppo con maggiore libertà e coraggio.
Con un background scientifico compiutamente espresso nell’articolo pubblicato su The International of Environmental, Cultural, Economic and Social Sustainability: “The Futures Game: A Scenario Game Workshop Package to Engage Futures Thinking", può essere usato come strumento dello sviluppo locale di tipo partecipativo per stimolare il dibattito e la discussione sul futuro, mentre a livello individuale e organizzativo, è uno strumento eccellente che permette di esplorare i processi decisionali e di comprendere meglio gli stili di leadership e di decisione.

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Secondo la Società ideatrice  “Future Game” è ideale:
- per coinvolgere le comunità e i gruppi interessati nel dibattito sul futuro;
- per aggiungere forza e profondità agli sforzi di pianificazione nei territori;
- per aiutare ad affinare le capacità decisionali e di leadership;
- come strumento di team building e di gestione del cambiamento.

A Firenze, in una vivace esperienza di circa due ore, i partecipanti-amministratori, esperti di formazione e progettazione, rappresentanti del volontariato, divisi in squadre hanno dovuto prendere decisioni critiche sullo sviluppo di un territorio ambientato in una regione ipotetica. In base ad una serie di opzioni possibili, si chiedeva loro di decidere se autorizzare o negare insediamenti industriali; se fondere o meno le piccole realtà provinciali, ottenendo finanziamenti ma sacrificando alcuni servizi locali; se investire in nuove tecnologie o valorizzare le produzioni tradizionali.
Ovviamente, ciascuna decisione presa dal gruppo dei decisori del game, ha prodotto conseguenze che modificavano verso una direzione precisa il profilo di partenza del territorio, sviluppando a ogni snodo decisionale un impatto sugli anni futuri molto specifico e misurabile. Al termine del “gioco”, ciascun gruppo ha potuto vedere le conseguenze plausibili delle proprie scelte a distanza di 20 anni,e analizzare le scelte “giuste” e “sbagliate” alla luce dei risultati. Insomma, più che un “gioco” è una vera e propria “metodologia” di pianificazione per simulare gli effetti conseguenti alle decisioni intraprese, attivando al contempo capacità di condivisione delle scelte, valutazione dei risultati, riprogrammazione veloce.

La Scuola ANCI Toscana si propone di diffondere il “Gioco del Futuro” su tutta la regione per promuovere e far crescere le capacità necessarie ad affrontare in modo consapevole i problemi di sviluppo del territorio.

Sarebbe quanto mai opportuno, tuttavia, che tale metodologia venisse implementata sull’intero territorio nazionale, facendo partecipare al gioco tutti gli attori in campo, soprattutto quelli di high level.