Dopo assoRinnovabili, anche il Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica fa le sue proposte per ridurre la bolletta elettrica, senza rinunciare allo sviluppo di un comparto importante per l’economia che sta migliorando la sua efficienza.

energia nuova pmi

Continua il dibattito sul cosiddetto Decreto “spalma incentivi”, misura che avrebbe l’obiettivo di alleggerire la bolletta elettrica delle PMI, diluendo gli incentivi destinati a chi produce energia da fonti rinnovabili su 27, anziché 20 anni come previsto attualmente.
Anche se negli ultimi giorni, stante a quanto riferito dal Presidente della Commissione Ambiente della Camera dopo l’audizione sulla green economy del vice Ministro De Vincenti, il Governo escluderebbe l’ipotesi circolata di un effetto retroattivo del provvedimento, gli imprenditori delle rinnovabili non dormono sonni tranquilli.
Così, dopo la controproposta lanciata da assoRinnovabili, anche il Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica (FREE), che raccoglie attualmente 30 Associazioni attive in tali settori, ha organizzato il 10 giugno 2014 a Roma il Convegno “Ridurre le bollette elettriche con le rinnovabili”, nel corso del quale ha presentato un Documento contenente le proposte dell’Associazione per ridurre il costo delle bollette, senza rinunciare allo sviluppo di un comparto importante per l’economia, quale è quello delle rinnovabili, che sta cambiando e migliorando la sua efficienza.

L’obiettivo è di “aprire un confronto trasparente con i diversi attori del sistema energetico, proponendo alcuni temi e idee per il futuro dell’energia in Italia - si legge nel Documento - Dobbiamo infatti guardarci da errori che il Paese non può permettersi di compiere se vuole uscire dalla crisi e aprire una prospettiva di innovazione nei prossimi anni. La prima è continuare in un dibattito che ruota esclusivamente intorno alla bolletta elettrica e in particolare alla componente A3, come se risolto il problema del costo degli incentivi alle fonti rinnovabili tutto fosse risolto […] La seconda è di guardare al passato, ossia pensare che obiettivo del Paese sia di salvare il sistema energetico per come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi […] Per questo abbiamo voluto far dialogare due mondi finora descritti come antagonisti: le associazioni dei consumatori e FREE, che raggruppa la quasi totalità delle associazioni attive nel campo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica. Il tema è molto attuale, visto che, secondo indiscrezioni, il Governo vorrebbe ridurre il costo delle bollette per le PMI con un intervento principalmente sulle rinnovabili. Noi dimostreremo la compatibilità fra FER e riduzione dei costi dell’energia”.

Secondo i dati presentati nel corso del Convegno da Carlo Durante, Managing Partner di eLeMeNS, Società di consulenza indipendente specializzata nel settore dell’energia, eolico e fotovoltaico da soli avrebbero comportato nel 2013 una diminuzione del PUN pari a 7,2 €/MWh (PUN è il Prezzo Unico Nazionale dell’energia elettrica che si forma in borsa).
Anche se l’attuale meccanismo dei prezzi non sarebbe immune da critiche, tant’è che qualcuno ne propone una sua modifica, è certo comunque che eventuali soluzioni alternative non possono tradursi in un appesantimento delle bollette dei consumatori, bensì bisognerebbe individuare le soluzioni più idonee a favorire gli effetti dei benefici delle rinnovabili sul prezzo dell’energia e sull’efficienza del sistema elettrico.
Carlo Durante indica 3 possibili interventi:
- associare la domanda alle rinnovabili (promuovere l’adozione di meccanismi che determinino elasticità della domanda rispetto al prezzo orario);
- trasferire ai consumatori i benefici derivanti dalle rinnovabili (dipende dalla qualità dei segnali di prezzo del mercato elettrico “a termine” e dal mix di portafoglio “spot” / “a termine”);
- superare il PUN e andare verso i prezzi zonali (laddove c’è più risorsa e più impianti rinnovabili, dare l’opportunità alle aree geografiche di beneficiarne).

Le attuali tendenze indicano che i consumi elettrici torneranno (se torneranno) ai livelli pre-crisi solo fra 5 anni. La domanda di energia elettrica è scesa in tutta Europa di circa il 2,5% (in Italia tra il 2007 e il 2013 è calata addirittura del 6,7%, per cui non c’è bisogno di ulteriore capacità, ma di flessibilità.
Messe in difficoltà dal mercato, le grandi utility elettriche, anziché adeguarsi rinnovandosi, hanno preferito attestarsi su posizioni critiche nei confronti delle politiche di incentivazione alle rinnovabili, chiedendo alla Commissione UE di rivedere i “sussidi destinati alle energie rinnovabili che, oltre a costare 30 miliardi di euro all’anno, hanno anche un peso eccessivo in bolletta, con oltre il 18%”.

italia domanda energia elettrica scenari
 
Non sono slogan - continua il documento di FREE - oggi è realmente possibile continuare nella crescita delle fonti rinnovabili senza pesare in bolletta ma premiando il contributo che portano in termini di energia pulita al sistema. Per riuscirci occorre dare certezze nelle autorizzazioni, ripensare la tassazione sulla base del principio “chi inquina paga”, togliere barriere. Con regole chiare e certe, che permettano di ridurre costi di progettazione, di eliminare tasse e balzelli vari di cui sono vittima gli impianti da FER3 si aprono prospettive di investimento importanti che possono permettere di portare le diverse tecnologie verso la grid parity. E ancora, dentro una logica di mercato, nei prossimi anni si possono creare le condizioni per realizzare nuovi investimenti nelle fonti rinnovabili e ragionare in modo trasparente di una questione seria come quella della flessibilità che siano competitivi attraverso contratti bilaterali a lungo termine per consorzi e aggregazioni di impianti e di domanda, in modo da dare risposta alla questione delle oscillazioni nella produzione”.
Pertanto, FREE dichiara di essere “contraria all’abolizione della progressività della bolletta elettrica per come è stata proposta nel Decreto di recepimento della Direttiva europea sull’efficienza energetica” e si batterà per “spingere lo spostamento dei consumi verso il vettore elettrico in tutte quelle situazioni che oggi consentono un uso più efficiente, a partire dagli edifici e dalla mobilità elettrica, e ha presentato proposte in questa direzione che tengono assieme gli obiettivi di tutela dei consumatori e di riduzione dei consumi”.