La pubblicazione del Rapporto periodico sul rischio posto alla popolazione italiana da frane e alluvioni conferma che il territorio italiano è soggetto a fenomeni diffusi, ricorrenti e pericolosi.
Nel corso dell’anno gli eventi che hanno causato morti, feriti, sfollati e senzatetto hanno colpito 220 comuni in 19 delle 20 regioni italiane.

alluvione senigallia


È stato pubblicato il 12 gennaio 2015 il “Rapporto periodico sul rischio posto alla popolazione italiana da frane e inondazioni" per l’anno 2014, curato dall’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IRPI-CNR) di Perugia.
In Italia, le frane e le inondazioni sono fenomeni diffusi, ricorrenti e pericolosi. Da oltre vent’anni, l’IRPI- CNR raccoglie, organizza e analizza informazioni sull’impatto che gli eventi di frana e d’inondazione hanno sulla popolazione. Le informazioni sono state raccolte attraverso l’analisi di molte fonti storiche, d’archivio e cronachistiche, e sono organizzate in un archivio che copre il periodo fra l’anno 68 d.C. e il 2014.
I dati raccolti nel 2014 confermano purtroppo quanto siano diffuse le condizioni di rischio per la popolazione e contribuiscono a comprendere come esse aumentino o diminuiscano in funzione dei cambiamenti climatici ma anche di quelli ambientali e sociali - ha commentato il Direttore IRPI-CNR, Fausto Guzzetti - Tra il 1964 e il 2013 sono state 1.989 le persone morte a causa di frane (1.291) e delle inondazioni (698), una media di circa 40 l’anno, 72 i dispersi e 2.561 i feriti. Nello stesso mezzo secolo sono stati interessati con vittime e sfollati 2.031 comuni, ovvero il 25% dei comuni italiani. Tra il 2009 ed il 2013, gli eventi geo-idrologici hanno causato 162 morti (una media di 32 l’anno), 7 dispersi, 331 feriti e oltre 45.000 sfollati e senzatetto”.

Il Rapporto illustra i livelli di rischio individuale da frana e da inondazione. Il rischio individuale è il rischio posto da un pericolo (una frana, un’inondazione) a un singolo individuo, ed è espresso dall’indice di mortalità. L’indice (o tasso) di mortalità è il rapporto tra il numero dei morti in una popolazione in un periodo di tempo, e la quantità della popolazione media nello stesso periodo. Nel Rapporto Periodico l’indice di mortalità è dato dal numero di morti e dispersi in un anno ogni 100.000 persone. Le informazioni sulla popolazione utilizzate per il calcolo della mortalità sono quelle pubblicate dall’Istituto Nazionale di Statistica (Istat).
Il Rapporto contiene elenchi, mappe, statistiche ed analisi sugli eventi di frana e d’inondazione che hanno causato danni diretti alla popolazione nel periodo compreso fra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2014, e nei periodi fra il 2009 e il 2013 e fra il 1964 e il 2013.

Il Rapporto Periodico contiene, inoltre, informazioni sugli eventi di frana e d’inondazione più intensi, in termini di danni diretti alla popolazione, occorsi in Italia fra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2014.
Nel corso del 2014 si sono avuti, a causa di frane e inondazioni, 33 morti e 46 feriti e oltre 10.000 persone hanno dovuto abbandonare temporaneamente le loro abitazioni - ha spiegato Paola Salvati dell’IRPI-CNR - Gli eventi che hanno causato morti, feriti, sfollati e senzatetto hanno colpito 220 comuni in 19 delle 20 regioni italiane. Le regioni più colpite sono state quelle del Nord-Ovest e in parte del centro. La Liguria risulta la prima: gli eventi meteorici di gennaio, ottobre e novembre, hanno provocato cinque vittime in 34 comuni e 71 località. Seguono il Piemonte, con 48 località colpite e due persone decedute, la Lombardia, con 42 località e sei vittime, l’Emilia-Romagna, con 28 località interessate e un morto, e la Toscana, con 35 località colpite e 5 morti. Il comune più colpito è stato Genova, con oltre 20 località che contano vittime e sfollati, ma il comune con il più alto numero di vittime nel 2014 è stato Refrontolo, in Veneto, con la piena del torrente Lierza a Molinetto della Croda che ha provocato quattro morti e 20 feriti”.

mappa frane inondazioni

Mappa degli eventi di frana e di inondazione con vittime nel periodo 1° gennaio - 31 dicembre 2014 (fonte: IPRI-CNR)

Il sito Polaris dell’IRPI-CNR fornisce dati, mappe e statistiche aggiornati sugli eventi di frana e inondazione che hanno causato danni diretti alla popolazione, informazioni di sintesi sui maggiori eventi meteo-climatici, descrizioni dei danni registrati e la geo-localizzazione delle località colpite, oltre a una sezione “sei preparato?” che contiene consigli su cosa fare e non fare prima, durante e dopo un’alluvione.
Questi dati sono stati strutturati e resi pubblici nel tentativo di contribuire a un’efficace informazione ai cittadini e per soddisfare le richieste di notizie da parte di media, amministratori e cittadini - ha concluso Guzzetti - La conoscenza è una delle migliori armi di difesa e contribuisce a formare una corretta percezione del rischio e ad adottare comportamenti adeguati in caso d’evento”.

In copertina: Senigallia (AN) - Alluvione del 3 maggio 2014 (immagine tratta da: www.youreporter.it)