In base a una legge entrata in vigore il 30 agosto scorso, nel 2020 in Francia scatterà il divieto di produzione, vendita ed anche cessione gratuita delle stoviglie monouso di plastica, e i produttori hanno tempo fino a quella data per sostituirle con articoli realizzati con materie organiche biodegradabili.

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Sembra proprio che i francesi dovranno dire addio a feste e picnic con piatti e bicchieri di plastica. Dal 1° gennaio 2020, infatti, le stoviglie monouso saranno messe al bando e dovranno essere sostituite da alternative realizzate con materie prime provenienti da fonti rinnovabili o riutilizzabili.

Lo ha reso noto un Decreto pubblicato il 31 agosto sulla Gazzetta Ufficiale d’Oltralpe relativo alle modalità di limitazione dell’impiego delle stoviglie di plastica usa e getta (coltelli, forchette, bicchieri, tazze e piatti). L’obiettivo del provvedimento è quello di ridurre l’inquinamento da plastica, tutelando la natura dall’accumulo di rifiuti e promuovendo l’acquisto di articoli riutilizzabili.

Il governo francese, in realtà, aveva già presentato il progetto lo scorso anno, a giugno 2015, ma le aziende si erano mostrate altamente contrarie alla proposta, e i tempi sono slittati ad oggi, con la decisione a procedere per raggiungere l’obiettivo della riduzione dei rifiuti nonostante l’opposizione dell’industria.

Il nuovo Decreto fa parte di un progetto di legge approvato a luglio nel quadro della “Transizione energetica per la crescita verde e la riduzione della diffusione di sostanze tossiche nell’ambiente” scaturito dalla Conferenza sul Clima di Parigi del dicembre 2015. Il governo francese ha rilevato, infatti, che ogni anno finiscono nella spazzatura ben 4,73 miliardi di bicchieri di plastica e solo l’1% viene riciclato diventando un serio pericolo per l’ambiente: primi tra tutti gli ecosistemi di mari e oceani che rischiano l’estinzione di molte specie animali e vegetali, e addirittura di coinvolgere la catena alimentare. Senza dimenticare ulteriori danni alla salute: le bevande calde nei bicchieri di plastica rilasciano attraverso il calore delle tossine, tra cui gli interferenti endocrini utilizzati per la loro produzione, come il bisfenolo A, dagli effetti neurotossici e cancerogeni.

Le nuove stoviglie che verranno proposte dovranno contenere materie prime provenienti da fonti rinnovabili per il 50% dal 2020 e per il 60% dal 2025. Gli ambientalisti hanno accolto con molto favore il divieto, con la speranza che possa diventare un esempio da seguire in tanti altri Paesi. E già alcuni hanno iniziato, abolendo gli “shopper” di plastica. Anche l’Italia è scesa in campo per difendere l’ambiente e, oltre ad eliminare i sacchetti nei supermercati, a partire da quest’anno scolastico in molte mense delle scuole tra cui quelle di Milano si è deciso di dire addio alla plastica. La Francia resta comunque l’unica, ad oggi, ad aver preso provvedimenti così ampi e drastici contro le stoviglie monouso.

Non mancano comunque le voci contrarie che sostengono che la nuova legge viola le norme dell’Unione Europea sulla libera circolazione delle merci e che si tradurrà sfavorevolmente per i consumatori. Ad esempio, la Pack2Go Europe, un’associazione che tutela l’industria europea del packaging, temendo l’adozione delle nuove norme restrittive anche in altri Stati membri ha annunciato un ricorso contro la legge. Secondo il segretario generale dell’associazione, Eamonn Bates, non ci sarebbero prove sul minor impatto ambientale delle stoviglie biodegradabili. Inoltre, i consumatori, ingannati dall’aggettivo “compostabili”, potrebbero essere spinti ad abbandonarle indisciplinatamente nei parchi.