L'VIII edizione della manifestazione seminariale organizzata dal Consorzio PolieCo si conferma un format vincente nel dibattito nazionale ed internazionale sulle necessità di potenziare il settore del riciclo per favorire il comparto industriale sano e l'evoluzione della società verso obiettivi ambientali seri e condivisi.

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Un'occasione di dialogo, confronto, approfondimento scientifico e tecnico sulle tematiche relative alla gestione ottimale dei rifiuti e alla cooperazione internazionale per il contrasto ai crimini ambientali nel quadro più ampio della tutela dell'ambiente e della salute, del mercato e dell'economia. Un focus che vede insieme mondo dell'impresa del riciclo, del Legislatore nazionale ed europeo, della magistratura e degli Organi di controllo, ma anche Università e Enti di Ricerca, nonché l'Associazionismo a tutela dei consumatori e dei risparmiatori. Tutto questo è il Forum Internazionale PolieCo sull'Economia dei rifiuti che, giunto alla VIII edizione, è tornato puntuale alla sua consueta location ischitana presso l'Albergo della Regina Isabella, nei giorni 16 e 17 settembre.

31 Relazioni che si sono succedute nella due-giorni del Forum PolieCo; oltre 13 ore di discussione davanti ad una nutrita platea di imprese ed addetti ai lavori, senza considerare gli oltre 40.000 utenti collegati via web tramite il canale streaming dedicato sul sito PolieCo e i vari social media.

L'evento, promosso dal PolieCoConsorzio nazionale per il riciclaggio dei rifiuti dei beni a base di polietilene, con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Ministero della Salute e del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, rientra fra le iniziative formative che il Consorzio da anni mette in campo per promuovere nel Paese la diffusione di cultura ambientale grazie all'integrazione fra competenze tecniche diverse (Diritto, Economia, Ambiente, Salute, Ricerca) per lo sviluppo umano integrale.

Una edizione che premia la costanza di quanti hanno lavorato per la sua celebrazione e che vuole essere di stimolo, non solo per il mondo dell'impresa ma per tutti quanti hanno a cuore l'ambiente, la tutela del territorio e la salute umana", ha dichiarato in apertura dei lavori Enrico Bobbio, presidente PolieCo.

Titolo della nuova edizione del Forum: “PolieCo nuova Eco – L'esperienza del Consorzio nel quadro nazionale ed internazionale dei rifiuti plastici; nuove prospettive di Economia Circolare per la tutela dell'ambiente e del mare". Una riflessione invero piuttosto ampia che ha preso l'avvio dalla sintesi di 10 anni di missioni esplorative a cura del PolieCo in Cina (il principale collettore mondiale per quanto riguarda il traffico internazionale lecito e purtroppo anche illecito di rifiuti e materiali da riciclare), per poi muovere sugli effetti pratici di tali missioni in termini di stimolo all'aumento dei controlli transfrontalieri, ma anche all'aumento di consapevolezza negli organi preposti alla tutela dell'ambiente e della salute all'interno del dragone asiatico, alla produzione di normative più stringenti per quanto riguarda la qualità delle importazioni di rifiuti e alla maggior attenzione alle norme locali per quanto riguarda la regolarità degli impianti di riciclo (il tutto riferito, ovviamente, ai materiali plastici).

Senza dimenticare l'importanza simbolica del quadro ambientale nazionale di riferimento, quella regione Campania che da sempre ospita il Forum PolieCo e che è assurta alle cronache come “Terra dei Fuochi", ma che, ben lungi dall'essere una unicità territoriale, è divenuta nel tempo, per il PolieCo, l'emblema di un impegno improcrastinabile ad agire per la promozione condivisa di una filiera sana e virtuosa del ciclo dei rifiuti nell'ottica della tutela ambientale, della leale concorrenza fra le imprese e la salvaguardia dei cittadini.

Ma non solo. A partire da queste considerazioni il Forum è stato occasione per una riflessione a più voci sullo stato dell'arte e delle prospettive di concretizzazione di una reale Economia Circolare come da indicazioni della stessa Commissione Europea.

In questo senso, prestigiosa la presenza al Forum di Helmut Maurer, Responsabile della DG Ambiente per le questioni sulle strategie future per i rifiuti plastici, l'economia circolare e la coerenza tra normativa sui rifiuti e chimici della Commissione europea, che presentando lo stato dell'arte del settore rifiuti in Italia ha dichiarato: “L'Italia ha troppe discariche mal gestite o non gestite assolutamente ed è assurdo che le famiglie italiane paghino in media 1.200 euro per la raccolta differenziata, un servizio che non dovrebbe essere pagato, ma del quale dovrebbero avvalersi".
Meno discariche e più riciclo, adottando logiche produttive diverse con prodotti che non diventino solo rifiuti ma che anzi siano assolutamente recuperabili. È una scelta dalla quale non si può prescindere se si vuole salvare l'equilibrio dell'ecosistema messo seriamente a rischio". È questa la ricetta del dirigente europeo che poi si è soffermato sul problema locale delle ecoballe campane; “è un problema esclusivamente italiano ed è grave che uno Stato membro dell'Europa, che dall'Europa ha anche ricevuto i fondi per la realizzazione degli impianti, smaltisca le ecoballe in Paesi che di certo non si distinguono per una corretta gestione dei rifiuti, come ad esempio la Romania". Non è mancato il riferimento poi al problema della dispersione delle plastiche in mare, oggetto di una intera Sessione del Forum: “Milioni di tonnellate di plastica vengono smaltite ogni anno in mare: è un crimine contro il genere umano".

Stimolato sullo specifico dell'impresa criminale coinvolta nella mala gestione dei rifiuti, Catello Maresca PM della Dda di Napoli ha rimarcato che “Oggi l'impresa mafiosa utilizza una violenza diversa data dal potere contrattuale fornito dalla liquidità economica e dalla capacità operativa in netta violazione delle regole e degli adempimenti burocratici". Possibili rimedi richiedono, per Maresca, un quadro normativo di riferimento chiaro e coerente. “Qualche passo in avanti è stato, infatti, compiuto con la legge sugli ecoreati e sul sistema nazionale di tutela ambientale che dovrebbe essere affiancato da un controllo capillare sulle dichiarazioni fiscali delle aziende che si occupano di smaltimento per risalire ad eventuali illeciti nella gestione dei rifiuti".

Di corruzione, in particolare sui recenti fatti di cronaca, con riferimento allo smaltimento illecito dei rifiuti speciali ad opera di imprenditori tra Toscana e Basilicata e agli appalti per l'igiene urbana truccati nella provincia di Caserta, in Campania, ha parlato Michele Corradino, commissario dell'Autorità Nazionale Anticorruzione. “La corruzione è un modo di impedire lo sviluppo, in quanto non consente alle imprese di migliorarsi e ciò che colpisce maggiormente è che essa venga vista come un modo per riuscire a superare la burocrazia. Bisogna far comprendere che non è cambiata la normativa, ma la filosofia sugli appalti". Il commissario Anac ha sottolineato quindi la necessità di agire per “rendere trasparenti e confrontabili i dati per un controllo diffuso, non solo dei magistrati o delle forze dell'ordine, ma di tutti i cittadini". Nel ricordare che lo scorso mese di giugno si è registrato un crollo verticale degli appalti pubblici, rispetto al giugno dell'anno precedente (-82%), sebbene due mesi dopo, il trend sia migliorato, scendendo al 30% in meno, il commissario Corradino si è chiesto cosa stia succedendo: “Si ha paura del nuovo codice appalti? Credo che una parte dell'impresa non voglia il cambiamento perché evidentemente “il vecchio" gli assicurava compiacenze o appalti al massimo ribasso che poi comunque non realizzava. Oggi si guarda alla qualità, allo sviluppo e all'innovazione - ha concluso il commissario Anac - la sostenibilità ambientale diventa criterio per l'attribuzione delle gare". Qualificare le stazioni appaltanti e migliorare il rapporto fra amministrazione ed impresa sono, secondo Corradino, il primo passo per dimostrare che “il mondo è cambiato".

Di grande respiro la riflessione dedicata al Marine Litter, ovvero, la dispersione in mare di materiali plastici, spesso in frammenti microscopici; una emergenza globale che nel Mediterraneo assume contorni sempre più preoccupanti. Alla Sessione specificatamente dedicata, presieduta dalla direttrice del Consorzio, Claudia Salvestrini, era presente un “convitato di pietra": 300 milioni di tonnellate di plastica prodotti annualmente, così come ricordato da Silvestro Greco, consulente scientifico presso il Ministero dell'Ambiente, il quale ha sottolineato come “di queste, 8 milioni finiscono in mare". Un problema, dunque, di dimensioni gigantesche che ci tocca molto da vicino, visto che il Mediterraneo supporta circa il 30% di traffico di idrocarburi, nonostante sia uno dei mari più piccoli al mondo.

Quali soluzioni adottare, dunque?
Un contributo importante, quello di Gian Claudio Faussone, in rappresentanza di Sintol, start up nata nel 2015 all'interno del Politecnico di Torino, con l'idea di realizzare in Italia un impianto di trasformazione dei residui plastici in carburanti, filone della green economy considerato promettente perché unisce i benefici della riduzione dei rifiuti alla riduzione dello sfruttamento delle risorse.

Dal canto suo, Cristina Fossi, docente di Ecologia ed Ecotossicologia presso l'Università di Siena ha illustrato il progetto Plastic Buster, di cui l'Ateneo è leader, per stimare la quantità, le fonti, i percorsi, la distribuzione, le aree di convergenza dei rifiuti. “Il marine litter - ha detto Fossi - in particolare i rifiuti di plastica, ha raggiunto anche gli ecosistemi più remoti, riversandosi sugli ambienti costieri, ma anche nel fondo marino sotto forma di piccoli detriti plastici che, venendo a contatto con la fauna ittica, possono essere anche molto dannosi per la salute umana".

Inoltre, Vito Felice Uricchio, direttore dell'Istituto di Ricerca sulle Acque, ha sottolineato, oltre alla necessità di scoraggiare la produzione stessa dei rifiuti, come “qualsiasi rifiuto, anche quello ad esempio abbandonato sulle Alpi, prima o poi arrivi al mare", supportando la riflessione fatta dal direttore PolieCo, Claudia Salvestrini che ha definito i rifiuti in mare “un problema globale non equiparabile al rifiuto urbano e la cui risoluzione richiede un impegno totale da parte di tutti". Inoltre, la direttrice PolieCo ha annunciato “la costituzione di un tavolo tecnico scientifico con il coinvolgimento di diversi soggetti istituzionali e non… In tal senso non deve mancare l'interfaccia con i medici. L'obiettivo è capire quanto e se la plastica buttata nei mari possa danneggiare anche la salute dell'uomo. Che la plastica sia ingerita dai pesci è un dato già dimostrato ma questo non basta. Dobbiamo interrogarci pure sulla qualità del nostro pescato che va poi a finire nella nostra catena alimentare".

Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, ha sottolineato l'importanza della ricerca e dell'educazione ambientale. “L'Italia - ha detto - investe decisamente molto poco nella ricerca, preferendo semmai comprare un M16 in più. È invece fondamentale agire anche all'interno del sistema scolastico facendo in modo che l'educazione ambientale inizi in tenera età. Solo così si potrà centrare l'obiettivo di realizzare un pacchetto intelligente che guardi allo sviluppo sostenibile".

Da tutti i relatori è stato rimarcato il bisogno di una semplificazione normativa in grado di guidare il sistema di tutela ambientale nazionale; di una logica produttiva diversa che immetta sul mercato prodotti totalmente riciclabili tenendo conto anche delle tante biodiversità presenti sul territorio; di incentivare l'economia circolare in grado di ottimizzare i processi e ridurre drasticamente gli scarti.

I delegati dei Ministeri dell'Ambiente, della Salute e delle Politiche agricole, alimentari e forestali, hanno dichiarato la disponibilità ad arrivare ad una soluzione condivisa. “Tra le sfide del PolieCo c'è sicuramente la necessità di intercettare anche il settore del design" - ha affermato, a conclusione dei lavori, il Presidente Enrico Bobbio sottolineando “la significativa resa del polietilene riciclato, a fronte di una percentuale di riciclo di plastica ancora spaventosamente bassa".

Si sottolinea, inoltre, che l'VIII edizione del Forum PolieCo è stata riconosciuta dall'Ordine dei Giornalisti della Campania come momento formativo e di aggiornamento per tutti gli iscritti negli elenchi.

forum polieco ischia 2016

Fra i tanti Relatori si rimarca la prestigiosa presenza di:
Elio Lannutti - Presidente Adusbef;
Massimo Stronati - Presidente Federlavoro e Servizi Confcooperative;
Antonio Felice Uricchio – Rettore Università degli Studi di Bari “Aldo Moro";
Giovanna Valverde Stark - Ministro Consigliere e Console Generale dell'Ambasciata del Costa Rica in Italia;
Ottavio Lucarelli - Presidente dell'Ordine dei Giornalisti della Campania;
Valeria Amendola - Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Responsabile Direzione Energia e Industria di Base della Direzione Generale Concorrenza;
Giuseppe Chiné - Capo di Gabinetto del Ministero della Salute;
• Sen. Loredana De Petris - Presidente del gruppo Misto (Sinistra Italiana - Sinistra Ecologia Libertà); Giunta per il Regolamento; 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali);
• On. Salvatore Micillo - VIII Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici);
• On. Serena Pellegrino - Vice Presidente VIII Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici);
• On. Paolo Russo - Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo; XIII Commissione (Agricoltura);
• Sen. Francesco Scalia - Segretario della X Commissione permanente (Industria, commercio, turismo); Segretario della Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati; Membro supplente del Consiglio di garanzia;
Anna Claudia Servillo - Dirigente Divisione III, Pianificazione, tracciabilità e vigilanza sulla gestione dei rifiuti del Ministero dell'Ambiente;
Roberto Rossi - Procuratore aggiunto della Repubblica di Bari, già componente del Consiglio Superiore della Magistratura;
Donato Monaco - Capo Servizio I; Coordinamento attività operative del Corpo Forestale dello Stato;
Sergio Santoro - Consiglio di Stato; Presidente di Sezione;
• On. Francesco Paolo Sisto - I Commissione (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e Interni);
Rosario Trefiletti - Presidente Federconsumatori;
Mara Chilosi - Avvocato, comitato tecnico scientifico – Assorecuperi;
Antonio Foresti - Amministratore Delegato Jcoplastic SpA;
Annamaria Schino - GIS s.r.l. - Recuperi Pugliesi srl;
Antonio Amatucci - Avvocato civilista, Patrocinante in Cassazione, Esperto legislativo per sistemi di gestione ambientale;
Andrea Pugliese - Consulente ambientale;
Alessandra Nasti - Federcoopesca