Durante la due giorni a cui hanno partecipato diversi rappresentanti delle istituzioni europee, oltre che nazionali, sono stati discusse e dibattute le novità legislative, le best practices nazionali e internazionali, le opportunità in materia di Green Public Procurement.
Nel corso della Manifestazione , inoltre, è stato presentato il I° Rapporto Compraverde che riporta i risultati della indagine, curata da Fondazione Ecosistemi, che ha visto il coinvolgimento di circa 3.500 tra aziende private e organizzazioni pubbliche, e sono stati assegnati 5 importanti Premi nazionali.

forum compraverde buygreen 2016

Gli Acquisti Verdi o Green Public Procurement (GPP) rappresentano una grande opportunità per la crescita, specie dopo l’adozione da parte della Commissione UE del Pacchetto sull’Economia Circolare, come pure, a livello nazionale, dalla piena applicazione del Capo IV della Legge 221/2015 (il cosiddetto “Collegato Ambientale”) che introduce l’obbligatorietà dei criteri ambientali minimi (CAM) per gli appalti pubblici, e di quel che ne è stato assorbito da parte del Codice degli Appalti, in particolare dall’Articolo 34, e il conseguente Decreto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare del 24 maggio 2016, avente ad oggetto d oggetto “Incremento progressivo dell’applicazione dei criteri minimi ambientali negli appalti pubblici per determinate categorie di servizi e forniture” dove vengono indicati i servizi e le forniture per i quali è obbligatorio inserire nella documentazione di gara almeno le “specifiche tecniche” e “clausole contrattuali” dei CAM, con la relativa “tabella di marcia” per raggiungere il 100% del valore dell’appalto.

Il tema è stato affrontato e dibattuto al X Forum CompraVerde-BuyGreen (Roma, 13-14 ottobre 2016), due giornate di Stati Generali degli Acquisti Verdi con seminari, convegni, workshop, scambi one to one, spazi espositivi, per presentare e discutere le novità legislative, le best practices nazionali e internazionali, le opportunità in materia di acquisti verdi.

Alla Manifestazione, promossa da Fondazione Ecosistemi, Coordinamento Agende 21 Locali Italiane, in collaborazione con Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Unioncamere e ICLEI, hanno portato il loro contributo diversi rappresentanti delle istituzioni europee, oltre che nazionali.
Il GPP in Europa è una politica volontaria - ha dichiarato in video-messaggio alla giornata inaugurale il Commissario UE all’Ambiente, Karmenu Vella - e renderla reale dipende dall'impegno degli Stati membri e delle singole autorità politiche in materia: per raggiungere questi obiettivi, che sono stati già centrati in numerose iniziative create in varie capitali europee, occorrono un forte impegno politico e adeguati piani di sviluppo, ai quali va senz'altro affiancata una nuova conoscenza del mercato e una conseguente analisi dei dati”.

Dai toner rigenerati per le stampanti alla carta riciclata fino al cibo che si serve a mensa, gli acquisti verdi nelle pubbliche amministrazioni sono sempre più uno strumento strategico per ridurre gli impatti ambientali e insieme razionalizzare la spesa - ha osservato il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Gian Luca Galletti - Con il Collegato ambientale e il Codice degli appalti sono stati rafforzati i cosiddetti ‘criteri ambientali minimi’, che permettono alle PP.AA. di promuovere e attuare politiche cruciali di efficienza energetica, di riduzione delle emissioni inquinanti, di riutilizzo della materia e anche di contrasto agli sprechi di cibo. Il Ministero dell'Ambiente sta affrontando la tematica del Green public procurement consapevole che dal settore pubblico possa e debba arrivare il migliore segnale culturale di rispetto dell'ambiente rivolto ai cittadini ma anche al mondo imprenditoriale, che già sta mostrando una positiva attenzione a questa buona e indispensabile pratica".

Nel corso dell’evento è stato presentato il  I° Rapporto Compraverde che riporta i risultati della indagine, curata da Fondazione Ecosistemi, con la collaborazione scientifica dell’Istituto di Management della Scuola Superiore S. Anna di Pisa, ha visto il coinvolgimento di circa 3.500 tra aziende private (in maggioranza medio-grandi) e organizzazioni pubbliche (istituzioni, enti locali e enti pubblici) che rappresentano la quasi totalità di domanda pubblica italiana.
Obiettivo dell’iniziativa è la messa a punto di uno strumento di sondaggio periodico e di orientamento (verrà rinnovato e pubblicato ogni anno) che dia un contributo al miglioramento della prestazione ambientale complessiva del Mercato Verde italiano.
Il Rapporto è strutturato in 2 sezioni e una conclusione.
La prima sezione, introduttiva, è dedicata alla descrizione, anche se sintetica, del quadro regolamentare che si è formato in Europa e in Italia negli venti anni per la promozione del mercato dei prodotti verdi.
La seconda sezione, centrale, è quindi dedicata all’indagine, con un capitolo dedicato agli obiettivi che si sono posti gli autori con la redazione del rapporto, un capitolo dedicato alla metodologia di indagine, e altri tre nei quali sono stati riportai i risultati ottenuti, dal lato dell’offerta, della domanda e infine dall’indagine approfondita sul campione ristretto di aziende per cercare di capire in media come viene interpretata la sostenibilità da parte della produzione.

Dall’indagine emerge un quadro in cui le aziende sembrano essere attente alle componenti ambientali. Consapevoli circa l’importanza dell’ambiente e della necessità di considerare il legame tra business e sostenibilità, esse hanno già adottato con successo alcuni strumenti ambientali mentre per altri vi è ancora una scarsa conoscenza e consapevolezza. Alcune priorità strategiche sono molto chiare, ma emerge allo stesso tempo una incompleta e reale integrazione delle dinamiche ambientali nelle strategie di business e ciò si dimostra anche attraverso il mancato coinvolgimento da parte delle aziende di alcune figure chiave nella gestione degli aspetti ambientali.
Questa impresa attenta alla qualità ambientale dei propri processi produttivi e in misura minore dei suoi prodotti è però ancora poco sfruttata dalla domanda pubblica.
Dal lato della domanda pubblica, infatti, si assiste ad una lenta introduzione di pratiche di acquisto verde, che non riescono ancora ad avere quella massa critica e quella consuetudine da spingere le imprese a impegnarsi di più nel confezionamento di un prodotto a ridotto impatto ambientale.
Le motivazioni di questo deficit di domanda verde vanno cercate anche nelle difficoltà che la Pubblica Amministrazione incontra nello sviluppo di pratiche di acquisto verde: la burocrazia e i suoi cavilli e il timore che una spesa sostenibile sia più costosa.

Tra la prima e la seconda giornata, inoltre, sono stati attribuiti 5 importanti premi nazionali.
Premio CompraVerde - “Miglior bando verde” e “Migliore politica di GPP”, riconoscimento alle Pubbliche Amministrazioni che si segnalano per il loro impegno nella diffusione delle buone pratiche e
degli acquisti sostenibili,  sostenibili, è andato all’Agenzia del Demanio della Regione Liguria, per “l’impegno e il coraggio nell’utilizzare criteri di preferibilità ambientale in un settore ancora privo dei CAM all’epoca del bando, divenendo così una buona pratica da utilizzare che potrebbe incidere molto sul mercato dell’edilizia in direzione di una sua maggiore sostenibilità”.
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Premio MensaVerde - Miglior servizio di mensa, pubblica o privata, a basso impatto ambientale: premio destinato alle mense, pubbliche o private, che hanno mostrato una particolare attenzione alla qualità del cibo (biologico, km zero, stagionale, equo-solidale) e alla riduzione degli impatti ambientali e sociali legati alla gestione della mensa, è stato assegnato ex-aequo ai Comuni sardi di Samassi e Giba, per “aver fornito un servizio di ristorazione scolastica di qualità e a ridotto impatto ambientale delle scuole dell’infanzia (primaria, secondaria di 2° grado)”.

Premio Vendor Rating e Acquisti Sostenibili - Destinato alle imprese che hanno adottato un sistema di qualificazione ambientale e sociale dei fornitori, è stato assegnato a:
- Lendlease srl (categoria piccole imprese) “per l'impegno nell'abbattimento degli impatti ambientali delle proprie attività attraverso una gestione attenta e rigorosa degli approvvigionamenti, accompagnata dalla responsabilizzazione del personale coinvolto nelle attività”;
- Ikea Italia Retail Srl (categoria grandi imprese) per “il sistema di gestione e promozione della sostenibilità lungo tutta la catena di fornitura, l'ambizione al miglioramento continuo e il coinvolgimento degli stakeholder”.
Premio Cultura in Verde, per le manifestazioni o le strutture culturali che hanno ridotto gli impatti ambientali generati dalla loro attività, integrando gli aspetti ambientali e sociali negli acquisti dei beni e dei servizi, è stato attribuito all’Università di Cagliari per la mostra di arti visive e figurative, per “l'impegno messo nell'organizzazione dell'evento, finalizzato ad avviarsi nei prossimi anni verso un percorso più deciso e dettagliato verso la sostenibilità dell'evento, soprattutto perché l'università già persegue gli obiettivi del Gpp”.
Premio Edilizia Verde, destinato alle imprese che producono materiali per l’edilizia a basso impatto ambientale, è andato:
- per i materiali innovativi è stato attribuito ex-aequo a Ecoplan per il prodotto Ecomat “per l'impegno nella chiusura del ciclo produttivo e per l'impiego del 100% di scarti e rifiuti, non dimenticando le prestazioni tecniche e la resistenza del prodotto nei diversi impieghi previsti” e a Soa Srl “per la creazione di una filiera dei rifiuti inerti che genera un circuito virtuoso in grado di dare una risposta concreta al riutilizzo dei rifiuti da C&D”;
- per i prodotti di origine locale e rinnovabile, è andato a Edizeroper l'attenzione integrata ad aspetti di qualità, ambientali ed etico sociali e per l'impegno a creare un nuovo concetto di edilizia e generare filiere di produttori che condividono la stessa attenzione all'etica, alle economie e ai paesaggi locali”.