Firmato l’Accordo di Programma per contenere lo smog nella regione padana

Firmato l’Accordo di Programma per contenere lo smog nella regione padana

Il risultato conseguito permette di coordinare a più livelli (5 Ministeri e 6 Regioni più 2 Province Autonome) le azioni per attuare strategie di riduzione dell’inquinamento atmosferico nel nord Italia dove non si riesce a rimanere nei limiti di concentrazioni di inquinanti stabiliti dalla Direttiva, ma tali azioni potranno avere efficacia nel medio-lungo periodo, mentre la Commissione UE sta già innalzando l’asticella.

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Il 19 dicembre 2013 a Milano, a Palazzo Lombardia, le 6 Regioni del Nord (Lombardia, Emilia-Romagna, Piemonte, Veneto, Valle d’Aosta, Friuli Venezia Giulia) e le Province autonome di Trento e Bolzano hanno firmato l’Accordo di Programma per coordinare le misure antismog nel bacino Padano, che nei giorni precedenti era già stato firmato firmato da 5 Ministri (Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare; Sviluppo Economico; Infrastrutture e Trasporti; Politiche Agricole Alimentari e Forestali; Salute). 

L’Accordo segue l’incontro del 4 settembre 2013, di iniziativa del Ministro dell’Ambiente che aveva convocato i Presidenti delle succitate Regioni al fine di analizzare le problematiche dell’inquinamento atmosferico del nord Italia e le possibili strategie per la sua soluzione.

L’aspetto principale è rappresentato dall’attività comune di tutte le Regioni interessate e il coordinamento con le politiche nazionali e regionali, tenendo in considerazioni le peculiari condizioni oro-morfologiche e meteoclimatiche dell’area padana.

Oltre all’azione congiunta delle amministrazioni locali, infatti, l’Accordo prevede dei precisi impegni per lo Stato come: l’approvazione di un pacchetto di misure nazionali per la qualità dell’aria che contenga misure specifiche per il bacino padano, alcune delle quali prioritarie e di breve termine; l’assegnazione di risorse per la qualità dell’aria nel bacino padano; il riconoscimento della specificità del bacino padano al fine di una sua corretta e matura rappresentazione in sede europea, allo scopo di ottenere un contributo straordinario in termini di risorse per interventi infrastrutturali nei diversi settori emissivi.

Una decretazione dall’alto - ha affermato il Ministro Andrea Orlando - non avrebbe ottenuto i risultati che volevamo. Abbiamo provato a costruire un’alternativa, come si diceva qualche anno fa, all’ ‘abbattimento del Turchino’. Si è trattato di un lavoro reso possibile da un’attività praticamente quotidiana delle strutture regionali, provinciali e ministeriali”.

Il Ministro ha sottolineato che per la prima volta questo provvedimento riconosce “in modo trasversale” il problema dell’inquinamento nel bacino padano: Tutti gli inquinanti vengono considerati problemi da affrontare e risolvere con strumenti adeguati. Ora nessuno si può chiamare fuori. La firma dei ministeri e l’impegno degli assessorati riconoscono che bisogna muoversi su tutti i fronti”.
Inoltre, Orlando ha confermato che, insieme con il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, sta calendarizzando per l’inizio di gennaio un’iniziativa che consenta di coinvolgere anche l’Unione europea. “Da subito - ha concluso - dovremo coinvolgere la ricerca per un confronto su questo tema. Uno stimolo che derivi da questo settore rappresenta una possibilità per una crescita non solo tecnologica, ma anche occupazionale. Questo percorso sarà utile anche per sviluppare la green economy nel bacino padano”.

In pratica, tramite l'Accordo il Ministero dell'Ambiente si impegna a finalizzare gli incentivi per il miglioramento della qualità dell'aria di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico, anche in termini di efficienza energetica e impianti di fonti rinnovabili.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti elaborerà studi sugli impatti della velocità sulle autostrade e le grandi arterie, per una nuova regolamentazione della circolazione dei veicoli, per la diffusione di veicoli elettrici o alimentati con combustibili ecologici.

Al Ministero dell'Agricoltura toccherà occuparsi della riduzione delle emissioni provenienti dalle attività agricole e zootecniche, mentre il Ministero della Salute dovrà farsi maggior carico della salute dei cittadini di questa Area geografica del Paese, con risorse dedicate e ulteriori incisive azioni.

A loro volta, Regioni e Province autonome, oltre a recepire nei piani regionali le misure individuate a livello nazionale, spetterà il compito di effettuare maggiori controlli sulla combustione incontrollata di rifiuti provenienti da attività agricole o prodotti in cantiere, ridurre il consumo di fonti energetiche inquinanti, sensibilizzare i cittadini

Tra le misure previste nell'Accordo di programma c’è anche l'applicazione della Direttiva europea cosiddetta “Eurovignette”, secondo cui chi accede alla rete autostradale paga il pedaggio in base a quanto inquina.

Entro gennaio saranno attivati gruppi tecnici di lavoro tra i diversi livelli di governo (Ministeri, Regioni e Province Autonome e ARPA/APPA) ed entro la metà del 2014 ci saranno le prime proposte operative, con monitoraggio dell’avanzamento dei lavori a cadenza bimestrale.

Che ci si sia resi conto finalmente di un’azione coordinata a più livelli è senz’altro un ottimo risultato che produrrà nel medio-lungo periodo esiti importanti, ma sperare di opporre la peculiarità della “Macroregione” per evitare che la Commissione UE continui a comminare al nostro Paese procedure di infrazione e deferimenti alla Corte europea di Giustizia, sostenendo che per rimanere entro i limiti stabiliti “si dovrebbero chiudere metà delle attività della Lombardia”, sarà impresa ardua.
Vale la pena sottolineare, infatti, che il giorno 18 dicembre 2013 la Commissione UE ha adottato un nuovo pacchetto di misure dal titolo "A clean air programme in Europe", tra cui la revisione della Direttiva sui limiti nazionali di emissione, prevedendo limiti più rigorosi per i 6 inquinanti principali, specie dopo la pubblicazione dei risultati dello Studio ESCAPE dove si afferma che lo smog è sicuramente cancerogeno e che con la pubblicazione quasi contemporanea del Rapporto dell’Agenzia Europea dell’Ambiente La qualità dell’aria in Europa si evidenzia che gli abitanti delle città padane sono i più esposti all’inquinamento, insieme a quelli delle città polacche e slovacche.


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