A Mosca, la Federazione Russa composta dai cinque stati del Caspio ha ribadito il forte impegno per la protezione dell'ambiente marino del Mar Caspio.

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Il 12 dicembre scorso i paesi del Caspio hanno raggiunto un altro traguardo importante con l'adozione e la firma del protocollo per la Convenzione quadro sulla protezione dell'ambiente marino del Mar Caspio, denominato “Protocollo per la salvaguardia del Mar Caspio dall'inquinamento prodotto da fonti situate sulla terraferma (LBSA Protocol)”.

I Ministri e i rappresentanti di alto livello del governo della Repubblica di Azerbaigian, della Repubblica Islamica dell'Iran, della Federazione Russa, della Repubblica del Kazakistan e del Turkmenistan si sono, infatti, incontrati a Mosca per la quarta riunione della Conferenza della Convenzione delle Parti (COP 4), ospitata dal Governo della Federazione Russa e composta da rappresentanti dell'Unione Europea, UNEP, UNDP, IMO, FAO e altri osservatori internazionali.

Il processo di protezione ambientale del Mar Caspio, sostenuto per molti anni da UNDP, GEF e Unione europea, è cominciato con la firma della convenzione di Teheran nel 2003 e la sua entrata in vigore nel mese di agosto 2006. A questa è seguita nel 2011 a COP 3 in Kazakistan l'adozione del Protocollo di Aktau sulla cooperazione regionale nella lotta contro l'inquinamento da idrocarburi.

Tutto questo ha permesso, nel corso degli anni, di rendere la collaborazione tra i cinque stati coinvolti sempre più stretta e in grado di affrontare le sfide ambientali comuni, soprattutto in una fase cruciale come quella recente in cui la regione in questione è testimone di una crescita esponenziale e senza precedenti in merito allo sfruttamento e al trasporto di gas e petrolio.

La firma del protocollo LBSA a Mosca rappresenta, dunque, un ulteriore e strategico passo avanti nel processo di riqualificazione e di protezione del territorio che si pone come obiettivo principale quello di affrontare alcune tra le più nocive minacce ecologiche per l'ambiente del Caspio, tra le quali la salvaguardia delle coste e delle acque dagli effetti dannosi dell’inquinamento da fonti terrestri, come l'industria, gli insediamenti urbani e la stessa agricoltura.

Il COP 4 di Mosca ha, inoltre, gettato le basi per l'attuazione di un progetto di monitoraggio e verifica ambientale del territorio che prevede lo scambio aggiornato e costante delle informazioni e dei dati tra i paesi coinvolti.
Valutando i progressi compiuti dai cinque stati del Caspio nel corso degli anni, e in particolare in occasione della COP 4, il Sottosegretario Generale e Direttore Esecutivo dell'UNEP Achim Steiner ha ribadito durante l’incontro: “La cooperazione ambientale rappresenta la base essenziale per lo sviluppo economico, sociale e globale della regione. E’ un primo passo fondamentale sulla strada che porta ad un'economia verde, alla gestione equa delle risorse, e soprattutto ad un futuro sostenibile per tutti gli Stati del Mar Caspio”.