Complice i cambiamenti climatici in atto che costringono i produttori a modificare i tradizionali tempi di raccolta delle uve, come accaduto quest'anno con alcune regioni italiane che hanno anticipato a fine luglio la vendemmia, la viticoltura biologica e biodinamica sta uscendo piano piano dalla sua nicchia per proporsi come modello alternativo, non solo per il suo importante ruolo di mitigazione e di strategia di adattamento in grado di minimizzare gli impatti dei cambiamenti climatici stessi, ma anche per i suoi piccoli, ma significativi effetti positivi sulla qualità del vino. Al Festival internazionale di Legambiente (Ripescia, 4-15 agosto 2017) avrà luogo la premiazione dei vincitori della XXVII "Rassegna di degustazione nazionale dei vini biologici e biodinamici", che valorizza e promuove le aziende vitivinicole biologiche e biodinamiche volte al continuo miglioramento della qualità dei propri prodotti, rispettosi dell'ambiente e in grado di ridurre gli impatti degli eventi meteorologici estremi.

Non era mai accaduto che in alcune aree del nostro Paese la vendemmia venisse fatta nel mese di luglio, ma nei vigneti sardi di Chardonnay e in quelli siciliani di Pinot grigio le operazioni del taglio dei grappoli sono state, per l'appunto, effettuate.

Per il resto d'Italia si procederà a "macchia di leopardo" a seconda dell'incidenza della perdurante siccità che costringerà ad anticipare la raccolta o delle gelate primaverili che indurranno i viticoltori ad attendere la maturazione delle uve prodotte dalle nuove gemme.

Anche se per il settore viti-vinicolo, così importante per l'economia italiana, si deve sempre attendere che le uve siano giunte in cantina per poter esprimere il verdetto sull'andamento dell'annata, non c'è alcun dubbio che i cambiamenti climatici stanno incidendo sull'intero comparto e che con loro si dovrà fare i conti nel prossimo futuro, anche per approntare le adeguate soluzioni di adattamento.
Di certo, comunque, non si raggiungerà la produzione di circa 50 milioni di ettolitri del 2016 con i quali siamo passati in testa alla classifica mondiale, anche se la leadership non verrà perduta, stante la cattiva annata prevista per la Francia, a seguito delle gelate primaverili e della persistente siccità, che per il Ministero dell'Agricoltura d'oltralpe non dovrebbe superare i 37-38 milioni di ettolitri, e la produzione della Spagna valutata in 39 milioni di ettolitri, in lieve calo comunque rispetto al 2016.

Se serve di consolazione per la minor produzione, c'è da sottolineare che le previsioni indicano buona qualità delle uve, anche se non bastano a rassicurare produttori e consumatori sul futuro del comparto che risente in modo sempre più accentuato delle anomalie meteoclimatiche che rischiano di divenire la "normalità", alterando i fattori che hanno determinato per secoli il momento della vendemmia e le caratteristiche organolettiche dei vini, senza soddisfare il gusto del consumatore medio e costringendo il produttore a processi di vinificazione programmati.
Negli ultimi anni è diventato sempre più difficile conoscere il momento ideale per raccogliere le uve al fine di mantenere le caratteristiche di un determinato vino, con il rischio per estimatori ed appassionati di non ritrovare più quei sapori unici che avevano imparato ad associare ai loro rossi e bianchi preferiti. Le conoscenze e l'innovazione tecnica possono aiutare a risolvere ogni problema, come "doppia raccolta" delle uve per ottenere il rapporto adeguato di acidi e zuccheri, al fine di contenere il contenuto di etanolo nei vini con eccessiva gradazione alcolica, ma ciò si traduce in un aumento dei costi di produzione, per contenere i quali e per la maggior adattabilità alle avverse condizioni climatiche, molti picoli produttori si stanno indirizzando alla viticoltura biologica e biodinamica.

Comunque la si guardi, la viticoltura biologica e biodinamica sta uscendo dalla sua nicchia per proporsi come modello alternativo, anche per i suoi piccoli, ma significativi effetti positivi sulla qualità del vino. Inoltre, l'incremento della fertilità organica dei suoli, principio essenziale della produzione biologica, è importante non solo nella mitigazione dei cambiamenti climatici, ma costituisce anche una strategia di adattamento in grado di minimizzare gli impatti dei cambiamenti climatici stessi.

Che i vini biologici e biodinamici anche in Italia conquistino sempre più degustatori e consumatori lo testimonia il successo che consegue ogni anno la "Rassegna di degustazione nazionale dei vini biologici e biodinamici", giunta quest'anno alla XXVII edizione, che si propone di valorizzare e promuovere i "vini biologici e biodinamici" e di stimolare le aziende vitivinicole al continuo miglioramento della qualità dei propri prodotti.

La Rassegna si inserisce nell'ambito di Festambiente (Ripescia, 4-15 agosto 2017), il Festival internazionale di Legambiente che verrà inaugurata dal Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Gian Luca Galletti.

"Quest'anno la festa sarà di 12 giorni e avrà come tematica principale l'economia civile e circolare, per spiegare come creare nuovi cicli produttivi con tutto ciò che oggi è considerato scarto o rifiuto - ha spiegato Angelo Gentili, Coordinatore nazionale di Festambiente - Lo faremo con ospiti importanti, di caratura nazionale e internazionale, provenienti dalla politica, dall'arte e dalla società civile con l'unico obiettivo di creare un percorso virtuoso e condiviso di green economy. Ma in questi giorni parleremo anche di ecomafie, di integrazione, di solidarietà, di sostenibilità ambientale, di turismo sostenibile e di agricoltura di qualità. E lo faremo coinvolgendo tutti: a partire proprio dalle famiglie e dai bambini, che nella nostra cittadella potranno divertirsi praticando sport, partecipando ai laboratori, facendo merenda con prodotti sani e biologici assistendo agli spettacoli della festa".