Oltre 30 associazioni con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica si sono unite nel Coordinamento FREE.

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Le fonti di energia rinnovabile stanno vivendo a livello mondiale una forte crescita in termini di fatturato, occupazione ed energia prodotta.
In Italia le FER possono rappresentare un’occasione di rilancio economico, in grado di ridurre la dipendenza energetica da altri Paesi e creare nuovi posti di lavoro, stimolando innovazione tecnologica e R&S, anche in vista dei nuovi obiettivi comunitari: 40% di riduzione delle emissioni climalteranti, 30% di rinnovabili sui consumi finali e 40% di riduzione dei consumi energetici.

Il Coordinamento FREE (Coordinamento Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica) è un’associazione che raggruppa oltre 30 realtà associative del settore con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica nel quadro di un modello sostenibile sociale ed economico, dell’economia carbon free e del taglio delle emissioni climalteranti, avviando un’azione più coesa delle Associazioni e degli Enti che ne fanno parte anche nei confronti di tutte le Istituzioni.
Abbiamo intervistato Gianni Silvestrini, il neo Presidente del Coordinamento Freeche ci ha offerto una panoramica del settore delle FER nel nostro Paese.

Buongiorno, Dott. Silvestrini e congratulazioni per la sua recente nomina a Presidente del Coordinamento Free. Può raccontarci mission ed obiettivi del Coordinamento?
Il Coordinamento è nato un paio di anni fa da un’esigenza ben precisa. La situazione normativa sulle fonti rinnovabili era a rischio e abbiamo pensato che sarebbe stato meglio unire le forze di tutte le associazioni che si occupano di energie rinnovabili, anche ad ampio raggio, infatti sono presenti anche ambientalisti e associazioni di consumatori. L’obiettivo era di sollecitare le scelte del Legislatore e di controbilanciare un’informazione troppo critica nei confronti delle rinnovabili.

Come si posiziona il nostro Paese rispetto all’opportunità delle rinnovabili? Esiste una vera “cabina di regia” per questo settore?
Nel 2013 l’Italia ha soddisfatto un terzo del suo fabbisogno energetico elettrico grazie alle fonti rinnovabili e la produzione è raddoppiata negli ultimi 5 anni. Negli ultimi 6 mesi il 45% della produzione elettrica nazionale proviene da fonti rinnovabili.
Il cambiamento è partito e non si può arrestare.
La regia non c’è stata per 40 anni ed è stata maldestra durante la corsa alle rinnovabili attraverso incentivi gestiti con troppe barriere autorizzative.
Ora siamo nella fase più delicata e più interessante, ossia come raggiungere gli obiettivi.

Quali sono le proposte del Coordinamento al Governo sulla questione delle rinnovabili?
Innanzitutto, intervenire in modo retroattivo sugli incentivi è deleterio per l’immagine dell’Italia, non solo sulle rinnovabili, ma anche dal punto di vista della credibilità internazionale.
Per quanto riguarda il futuro, il fotovoltaico oggi è in grado di "camminare sulle proprie gambe" senza incentivi, ma siamo preoccupati perché nella normativa in fase di definizione sono presenti elementi che potrebbero "mettere i bastoni tra le ruote".

L’obiettivo di un bilancio energetico carbon free è ancora distante in Europa e in Italia, quali sono, a suo avviso, le azioni prioritarie da sviluppare per perseguire la meta della sostenibilità energetica?
È necessario intervenire sul patrimonio edilizio, la Direttiva sull’efficienza energetica appena recepita può rappresentare una buona occasione per riqualificare il patrimonio edilizio esistente. Un'opportunità però in parte persa, perché, a nostro avviso, si poteva fare di più. Ad esempio, siamo ancora in attesa della Roadmap 2030. È essenziale capire in che modo vogliamo attuare tale riqualificazione per rendere questa trasformazione una reale opportunità.

L’auspicabile microgenerazione diffusa trova un ostacolo nell’osteggiata autoproduzione. A quando una vera e propria liberalizzazione in campo energetico in grado di soddisfare il fabbisogno là dove esso viene manifestato?
Le grandi compagnie elettriche sono in crisi a causa del calo della domanda, per lo sviluppo delle rinnovabili e perché hanno realizzato troppe centrali. Con questo scenario dovrebbero cambiare modello di business, ma hanno una reazione difensiva e cercano di evitare che le rinnovabili si sviluppino ulteriormente. Di qui gli ostacoli all’autoproduzione locale, che, al contrario, rappresenta la tendenza futura in Italia e nel mondo.

Se è auspicabile l’utilizzo di tecnologie in grado di produrre energia da fonti rinnovabili, è pur vero che, ad esempio, l’impatto sul territorio di torri eoliche o campi solari, così come di impianti di biodigestione, presenta qualche problema. Quali strade percorrere per ottimizzare l’istanza di sostenibilità energetica con la tutela del territorio e del paesaggio?
Effettivamente sono stati commessi degli errori per la mancanza di programmazione da parte delle Regioni, ma in linea di massima certe posizioni di ostilità, verso l’eolico o verso il fotovoltaico a terra, sono solo ideologiche. Questi progetti, per avere successo, devono essere discussi con la popolazione attraverso un processo partecipativo.

Nel settore della produzione energetica il comparto delle imprese può essere un soggetto fortemente propositivo, non fosse altro che per una questione di spazi da gestire e costi energetici da abbassare. Quali strumenti occorrono per stimolare ulteriormente l’attenzione di grandi aziende e PMI nei confronti delle rinnovabili?
Le aziende hanno un buono strumento per abbassare i costi dell’energia, cioè razionalizzare e ridurre i consumi. La nuova Direttiva sull’efficienza energetica offre proprio questa indicazione.
Un altro strumento riguarda le fonti rinnovabili: realizzare un impianto di fotovoltaico sul tetto della propria azienda permette un notevole risparmio sulla bolletta, senza incentivi.

Quali sono le sfide future del settore energetico?
Le questioni sono molte: dal controllo della domanda e della produzione al problema dell'accumulo. È necessario capire quali siano le sfide tecnologiche e normative da affrontare per permettere all’Italia di trasformare una problematica in un’opportunità per le nostre imprese.

Un messaggio per i nostri lettori.
C’è bisogno di informazione continua sul settore delle rinnovabili, ma soprattutto di risorse finanziarie innovative. Ecco, abbiamo bisogno di immaginazione anche nella finanza d’Italia!