Far fronte all’aumento della domanda di metalli

Far fronte all’aumento della domanda di metalli

“La crescita della domanda di metalli, che potrebbe aumentare di quasi dieci volte rispetto ai livelli attuali, richiede un ripensamento delle pratiche di riciclaggio per ridurre gli impatti negativi sull’ ambiente”.

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È questo il messaggio contenuto nei due rapporti “Environmental Risks and Challenges of Anthropogenic Flows and Cycles” e “Metal Recycling. Opportunities, Limits, Infrastructure”, diffusi contemporaneamente dall’UNEP (il Programma Ambiente delle Nazioni Unite) il 24 aprile 2013 a Berlino in occasione dell’incontro ad alto livello su “Efficienza delle Risorse e Gestione Sostenibile dei Metalli”, e redatti dal Gruppo Internazionale per la Gestione Sostenibile delle Risorse (IRP), istituito nel 2007 all’interno dell’UNEP con lo scopo di fornire una consulenza scientifica indipendente sull’uso delle risorse e sui relativi impatti ambientali, disaccoppiando (decoupling) crescita economica e degrado ambientale.

La domanda di metalli che costituiscono una parte essenziale dell’economia globale essendo materie prime fondamentali per le infrastrutture, dovrebbe rimanere forte nel futuro, sia nei Paesi in via di sviluppo a causa della loro rapida industrializzazione sia nei Paesi sviluppati per l’aumento delle moderne tecnologie, come quelle per le energie rinnovabili – come parte integrante della transizione verso un’economia inclusiva green - tagliano le emissioni di gas a effetto serra derivanti dalla produzione di metalli, ma al contempo sono suscettibili di far aumentare la domanda di metalli più di quanto non lo facciano le fonti energetiche a combustibili fossili.

Un aumento dei tassi di riciclaggio dei metalli che possono essere riciclati quasi all’infinito, determinerebbe una riduzione delle pressioni ambientali negative derivanti dall’uso e la produzione di metalli, anche se non sarà sufficiente se non si accompagna ad una stabilizzazione della curva della domanda per i metalli.

Il riciclaggio, inoltre, richiede molta meno energia per chilogrammo del metallo prodotto rispetto alla produzione iniziale, e diminuisce anche l'impatto globale delle attività di estrazione locale. Inoltre, diminuisce anche la necessità di sfruttare minerali a basso contenuto di metallo, processo ad alta intensità energetica che rischia di diventare diffuso quando la crescita della domanda supera l’offerta, aiutando a scongiurare la futura scarsità di alcuni metalli preziosi comunemente usati.

Tuttavia, la crescente complessità dei prodotti finiti, in special modo delle apparecchiature elettriche ed elettroniche, rende difficile l’estrazione dei componenti e il riutilizzo di tutti i metalli preziosi a causa delle leggi della fisica e dell'economia correlate. Per esempio, un telefono cellulare può contenere più di 40 elementi, tra i metalli di base come il rame e stagno e metalli preziosi del gruppo-platino, come l’argento, l’oro e il palladio.

Al fine di aumentare i tassi di riciclo bisogna passare da un approccio globale incentrato sui materiali ad uno basato sui prodotti, i cui obiettivi si basino essenzialmente su una tecnica di riciclaggio per i componenti specifici di un prodotto, sulla la loro complessità a fine vita e su come escogitare i modi per separarli e recuperarli.

Ottimizzare il riciclaggio dei prodotti a fine vita può evitare perdite di efficienza in tutta la catena del riciclo. L'integrazione globale di un tale approccio centrato sui prodotti sarebbe un notevole passo avanti verso sistemi di riciclaggio efficienti, un uso efficiente delle risorse e un'economia “verde”.

Il potenziale di riciclo è enorme se si considera la quantità di rifiuti generata dalle apparecchiature elettriche ed elettroniche, stimata da 20 a 50 milioni di tonnellate, vale a dire da 3 a 7 chilogrammi per persona ogni anno. Nella sola Europa, la quantità di tali rifiuti è di circa 12 milioni di tonnellate l’anno, destinata ad aumentare nei prossimi decenni ad un tasso di almeno il 4% ogni anno, circa tre volte di più della crescita dei rifiuti urbani. Tuttavia, i tassi di riciclaggio rimangono costantemente bassi, come risulta da un precedente rapporto dell’IRP in cui si affermava che meno di un terzo dei circa 60 metalli studiati hanno un tasso di riciclo a fine vita superiore al 50% e 34 elementi sono riciclati ad un tasso inferiore all’1% (cfr: “L’umanità può e deve fare di più con meno”, in Regioni&Ambiente, n. 7-8 luglio-agosto 2011, pag. 34).

I Rapporti contengono, anche, una serie di raccomandazioni per ottenere un sistema di gestione funzionale e sostenibile dei metalli.

Approfondimenti sul numero maggio-giugno di Regioni&Ambiente


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