Fao: una nuova tecnologia di essiccazione del pesce per l’Africa

Fao: una nuova tecnologia di essiccazione del pesce per l’Africa

La nuova tecnologia di essiccazione del pesce introdotta dalla FAO può aiutare a ridurre i rischi per la salute, migliorare la sicurezza igienico-sanitaria e la qualità degli alimenti, ottimizzare le condizioni di lavoro e diminuire le perdite alimentari nei villaggi dei pescatori dell’Africa occidentale.

esiccazione pesce


Il pesce affumicato è una fonte vitale di cibo e di reddito per molte comunità costiere del continente africano. In Costa d’Avorio, ad esempio, secondo la FAO circa il 20-30% del pescato, sia di mare che d’acqua dolce, viene consumato affumicato.

Tuttavia, i forni tradizionali ampiamente utilizzati per preparare questo popolare alimento pongono non pochi problemi sia alla salute umana che all’ambiente, essendo altamente cancerogeni e inquinanti.

Per ovviare a questa grave situazione, la FAO ha introdotto in modo innovativo una nuova e facile tecnica di essiccazione del pesce capace di incrementare i mezzi di sussistenza in Costa d’Avorio e in generale in tutta l’Africa, ridurre i rischi per la salute e per la sicurezza degli alimenti, semplificare la procedura per le donne dedite a questa attività.

Popolare fonte di proteine, il pesce affumicato è preferito dalle comunità locali per il gusto, per i suoi valori nutrizionali, per i prezzi competitivi rispetto ad altre fonti di proteine (latte, carne, uova) e per la lunga durata di conservazione, che varia dai 3 ai 6 mesi - ha spiegato Yvette Diei-Ouadi, esperta del settore pesca della FAO - Ma le tecniche tradizionali di essicazione spesso comportano la combustione massiccia di legna da ardere con gravi conseguenze. Innanzitutto, viene prodotta una quantità esorbitante di CO2, e le fornaci creano molto più inquinamento da gas serra di quanto dovrebbero. Inoltre, le tecniche di combustione tradizionali rilasciano contaminanti, noti come idrocarburi policiclici aromatici (IPA), che sono cancerogeni e pericolosi per il sistema respiratorio umano. Senza dimenticare che le tecniche tradizionali rilasciano sul prodotto finale anche una maggiore quantità di particelle di catrame, influenzandone gusto e qualità, e rendendone molto più difficile la vendita”.

FAO-Thiaroye (FTT), forno ed essiccatore meccanico con doppia funzione, che funge anche come unità d’immagazzinamento, è stato appositamente progettato dalla FAO per aiutare gli operatori su piccola scala, come quelli nel villaggio di Abobodoumé in Costa d’Avorio, a preparare e commercializzare cibo sicuro dal punto di vista igienico-sanitario e di alta qualità.

Dopo cinque anni di continui miglioramenti, questa nuova tecnologia di lavorazione rende facile aggiornare i forni tradizionali ed è in grado di ridurre sensibilmente i contaminanti cancerogeni prodotti durante l’essicazione. Allo stesso tempo, FTT modera la quantità di combustibile necessario e fornisce una capacità di carico cinque volte superiore rispetto ai forni tradizionali e il doppio rispetto ai forni Chorkor (forno usato per fumare il pesce; prende il nome da Chorkor, un villaggio di pescatori e sobborgo di Accra, capitale del Ghana).

FTT è un sistema sviluppato per affrontare molti aspetti delle operazioni di essiccazione del pesce - ha affermato Ndiaye Oumoulkhaïry, che ha lavorato alla progettazione - In primo luogo vi è la sicurezza, cioè garantire la salute dei consumatori e soddisfare gli standard alimentari internazionali. Un secondo aspetto importante è la riduzione delle perdite post-produzione, ed anche il duro lavoro dei lavoratori, adesso molto meno esposti al calore e al fumo”.

Nel villaggio di Abobodoumé, ad esempio, le donne che lavorano all’essicazione del pesce hanno mostrato un’immediata predilezione per i nuovi forni FTT. Tra gli elementi preferiti, una piastra di raccolta che intrappola gli oli di pesce che gocciolano e che possono essere riutilizzati per la produzione di sapone o come olio da cucina. Sono anche contente di respirare meno contaminanti. Inoltre, possono essere utilizzate nuove varietà di materiali combustibili, vegetali al posto del legno o del carbone, gusci di cocco e foglie di mais, o anche pannocchie di miglio, altrettanto efficaci e con una pressione molto più limitata sull’ambiente.

Noi siamo molto soddisfatte perché con i forni FTT le nostre condizioni sono decisamente migliorate - afferma Deborah Oulou, una donna ivoriana che lavora nel settore - Adesso operiamo in condizioni igieniche migliori. Il forno FTT-Thiaroye assicura una minore esposizione al calore, al fumo e al rischio di bruciarsi. Le procedure d’essicazione non pongono più pericoli per la salute dei nostri occhi e del nostro sistema respiratorio, e i tempi di lavorazione sono più brevi”.

C’è anche il vantaggio di risparmiare ore e ore nell’essiccazione del pesce - conferma Micheline Dion Somplehi, un’altra donna di Abobodoumé - e questo è molto importante perché nelle nostre comunità le donne sono allo stesso tempo impegnate nelle faccende domestiche, nel prendersi cura dei figli, nel cucinare e nelle attività di trasformazione del pesce. Adesso possiamo essiccare anche in caso di cattive condizioni atmosferiche”.

La nuova tecnologia si sta rivelando popolare anche in altri paesi costieri africani, e il suo impiego si sta diffondendo in Senegal e Tanzania. Alcune organizzazioni come la SNV (SNV Netherlands Organisation Development, senza scopo di lucro, si occupa dello sviluppo internazionale e ha sede nei Paesi Bassi) stanno promuovendo l’impiego della tecnologia FTT anche in Ghana come un modo per i piccoli produttori di accedere ai più lucrativi mercati internazionali.

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