FAO: sostenibilità del settore ittico alimentare in rapida crescita

FAO: sostenibilità del settore ittico alimentare in rapida crescita

Le delegazioni dei Ministeri della Pesca di oltre 50 paesi si sono incontrate ad Agadir, in Marocco, in un vertice con gli operatori del settore ittico per discutere le nuove esigenze di governance del commercio del pesce e dell’acquacoltura.

pesca fao

Le delegazioni dei più importanti Ministeri della Pesca provenienti da oltre 50 paesi si sono incontrate a fine febbraio ad Agadir, in Marocco, per un vertice sulle nuove esigenze di governance di un settore, quello ittico, che fornisce alla popolazione mondiale il 17% delle proteine animali e ai paesi in via di sviluppo proventi da esportazioni superiori a quelli della carne, del tabacco, del riso e dello zucchero messi insieme.

La globalizzazione del commercio del pesce, guidata in gran parte dalla rapida crescita dell’acquacoltura, sta sollevando l’esigenza di nuove regole e pratiche migliori in materia di rintracciabilità, di condizioni del lavoro, di tutela della biodiversità, come pure un adeguamento commerciale rispetto ai cambiamenti della domanda, delle abitudini di consumo e del rapido aumento dei supermercati con le loro catene di approvvigionamento.

Il commercio di pesce è molto più importante di quanto si pensi, sia in termini assoluti che relativi - ha dichiarato Audun Lem, vice-direttore della Divisione Politiche Ittiche e Acquacoltura della FAO e segretario del Sotto-Comitato sul Commercio del Pesce - I meeting di Agadir aiuteranno la FAO, i suoi paesi membri e i rappresentanti del settore a comprendere meglio le nuove tendenze, le opportunità e le sfide del distretto della pesca, favorendo lo sviluppo di strategie in grado di supportare i paesi in via di sviluppo a svolgere le proprie attività in ambito ittico in modo sostenibile e a massimizzare i vantaggi economici della crescita a cui a breve speriamo di assistere”.

Consentire la tracciabilità
Ad Agadir i ministri si sono dichiarati pronti per un accordo sulle linee guida tecniche proposte dalla FAO e relative ai regimi di documentazione delle catture: un insieme di documenti che testimoniano l’origine legale del pescato, facilitando la tracciabilità del prodotto lungo tutta la filiera. L’accordo potrebbe rappresentare un ulteriore e importante strumento per arginare la pesca illegale (già al centro dell’impegno della FAO da luglio 2015 con la ratifica dell’accordo internazionale denominato “Stato di approdo per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale non dichiarata e non regolamentata”, sottoscritto da 21 nazioni e sulla buona strada per ottenere le 25 approvazioni necessarie al fine di entrare in piena efficacia giuridica quando la Commissione per la Pesca - COFI si riunirà presso la sede della FAO il prossimo luglio 2016), sottoforma di mandato stabilito dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Dato che le fasi di produzione, lavorazione, trasformazione e consumo del pesce spesso si svolgono in paesi diversi, la collaborazione internazionale sarà fondamentale per assicurare il successo di tali sforzi e il rispetto degli obiettivi di sostenibilità. Il lavoro si dovrà concentrare anche sull’armonizzazione dei requisiti di certificazione per le esportazioni di pesce nei principali mercati internazionali, dove i consumatori così come i rivenditori sono sempre più attenti a qualità, sicurezza e requisiti di legalità. Servire questi mercati è di fondamentale importanza per i paesi in via di sviluppo, da dove proviene la maggior parte della produzione ittica, sia come pesca catturata che allevata in gabbie o stagni. Basta pensare che il commercio internazionale dei prodotti ittici nell’ultimo decennio è quasi raddoppiato, raggiungendo nel 2014 la cifra di 144 miliardi di dollari; di questi, le nazioni a basso reddito hanno esportato 78 miliardi di dollari, e cioè più di tre volte il valore del commercio di riso a livello globale.

La rivoluzione dell’acquacoltura
Gran parte del dinamismo del settore ittico è dovuto all’acquacoltura, la cui produzione è più che triplicata negli ultimi 20 anni, raggiungendo i 78 milioni di tonnellate e confermandosi il settore alimentare in più rapida crescita.
Mentre la maggior parte degli allevamenti di pesce si trova in Asia, i tassi di crescita più alti dell’acquacoltura si rilevano in Africa e America centrale e meridionale, regioni nelle quali il consumo pro capite di pesce è tradizionalmente basso e nelle quali il settore ha i più ampi margini di miglioramento nella contribuzione alla sicurezza alimentare.
Uno dei motivi che ha reso l’acquacoltura particolarmente dinamica è il fatto che la produzione di pesce non è più tanto collegata all’andamento delle stagioni ed è meno variabile rispetto alla pesca in mare aperto. Ciò facilita l’accesso al credito o a polizze assicurative e addirittura permette di garantire la fornitura di prodotti su misura come salmoni più grassi o più adatti all’affumicatura.
L’acquacoltura, con i suoi ritmi prevedibili e la sua capacità di offrire prodotti standardizzati, consente un approccio di più lungo termine e intensivo alle catene di approvvigionamento. Con una gestione efficiente è possibile minimizzare gli sprechi, migliorare la salubrità, incentivare gli investimenti in impianti di stoccaggio refrigerati: tutti fattori che permettono ai supermercati di pianificare e garantire l’acquisto dei prodotti.
D’altra parte stanno emergendo nuovi trend di mercato, nei quali gli operatori più grandi stanno trasformando verticalmente la struttura dell’industria ittica; un processo già molto avanzato nei mercati di gamberetti, tilapie, salmone atlantico, spigole e orate. Questo permetterà sempre più di incentivare gli investimenti nell’allevamento selettivo, nella logistica, nella commercializzazione e nella differenziazione di marca.
Inoltre, con il miglioramento delle infrastrutture di distribuzione anche la pesca di cattura (che spesso subisce notevoli pressioni in merito all’adozione di pratiche più sostenibili come migliori metodi di lavorazione, riduzione degli scarti e degli sprechi) potrà ottenere importanti benefici.
 

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