Formare partnership mondiali, coordinare gli sforzi e trovare soluzioni sostenibili a favore dell’acquacoltura per soddisfare la domanda di prodotti ittici: questo il nuovo imperativo FAO contenuto nel programma Global Aquaculture Advancement Partnership (GAAP).

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Via libera nei giorni scorsi da parte del Comitato della FAO per l'Acquacoltura alla creazione di una partnership globale per garantire la fornitura mondiale di pesce fino al 2030.
Oltre 50 paesi riuniti a San Pietroburgo in Russia hanno approvato il nuovo programma denominato Global Aquaculture Advancement Partnership (GAAP), che riunisce i governi, le agenzie ONU, le organizzazioni non governative e il settore privato con l’unico obiettivo di trovare soluzioni sostenibili per soddisfare la richiesta mondiale di prodotti ittici in forte espansione.

L'acquacoltura fornisce quasi il 50%, circa 63 milioni di tonnellate, di pesce consumato a livello globale - ha dichiarato Árni M. Mathiesen, vice direttore generale FAO per la Pesca e l'Acquacoltura - ma sarà difficile per gli allevatori arrivare a produrre le 50 milioni di tonnellate supplementari necessarie, secondo le stime fornite dalla stessa FAO, per nutrire la popolazione mondiale che nel 2030 sarà esponenzialmente aumentata”.

Sebbene l'acquacoltura rappresenti uno dei settori alimentari in più rapida espansione al mondo, con un tasso di crescita annuo di circa il 6,1%, gli studi recenti prevedono un graduale declino nel prossimo ventennio che potrebbe portare al crollo del distretto nel tentativo di colmare il divario tra domanda e offerta.

Una situazione allarmante - ha continuato Mathiesen - che può stabilizzarsi solo se si uniscono gli sforzi per costruire un partenariato pubblico-privato, indispensabile per mantenere l'attuale tasso di crescita dell'acquacoltura anche nei prossimi anni”.

Da qui l’importanza del nuovo programma GAAP: la partnership, attraverso una governance rigorosa, avrà il compito di collaborare per superare gli ostacoli che si interpongono allo sviluppo del settore come la crescente scarsità di terra e acqua nelle aree interne dei paesi e allo stesso tempo dovrà intensificare le attività dell'acquacoltura nei mari e negli oceani di tutto il mondo, salvaguardare la salute degli animali acquatici e adoperarsi per la conservazione della biodiversità.

Il progetto GAAP aiuterà a sfruttare l'enorme potenziale dell’acquacoltura nei confronti della riduzione della povertà, della disoccupazione e delle disuguaglianze socio-economico attraverso una corretta pianificazione e un adeguato sviluppo” ha spiegato Mathiesen, ricordando che circa l'80% degli allevatori di pesce appartiene al settore della piccola e media impresa, quasi 55 milioni di persone di cui l’85% vive in Asia.

Il programma Global Aquaculture Advancement Partnership - ha dichiarato il funzionario FAO Rohana Subasinghe - rappresenta uno strumento fondamentale in grado di aiutare i paesi a valutare se gli schemi di certificazione dell’acquacoltura pubblica o privata rispettano le linee guida stabilite dalla FAO a livello mondiale. Quest’ultime, che comprendono anche la tutela della salute degli animali, dell'ambiente, il benessere dei lavoratori e la sicurezza alimentare, sono state approvate nel 2011, dopo quattro anni di consultazioni tra governi, produttori, industria e commercianti”.

E’ assolutamente positivo - ha concluso Subasinghe - il fatto che i consumatori chiedano sempre di più, oggi, di verificare che nell’etichetta del prodotto vengano descritte provenienza, qualità e sostenibilità. La sfida è quella di garantire che gli schemi di certificazione dell’acquacoltura pubblica o privata forniscano allo stesso tempo incentivi adeguati ai piccoli produttori e contribuiscano alla sostenibilità del settore”.

Il progetto GAAP sarà approvato dalla Commissione per la Pesca, l’unico organo intergovernativo mondiale che si occupa di acquacoltura, a giugno 2014 presso la sede della FAO a Roma.