FAO: prossimi mesi a rischio aviaria

FAO: prossimi mesi a rischio aviaria

Secondo la FAO, il virus dell’aviaria potrebbe riesplodere con l’arrivo dell’influenza stagionale 2013/2014. Gli esperti internazionali raccomandano massima attenzione e vigilanza soprattutto nel settore alimentare.

influenza-aviaria-ritorna-con-ceppi-influenzali-stagionali

La FAO allerta la comunità internazionale: i virus dell'influenza aviaria H7N9 e H5N1 continuano a rappresentare una grave minaccia per la salute umana e animale, soprattutto con l’arrivo della prossima stagione influenzale. 

Il mondo oggi è in grado di affrontare il virus dell’influenza aviaria grazie ad un decennio di intensi studi dedicati esclusivamente ai virus H5N1 e H7N9” ha dichiarato il veterinario capo della FAO Juan Lubroth nella riunione congiunta che si è svolta la scorsa settimana alla presenza di importanti istituzioni mondiali quali United States Agency for International Development (USAID), Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) e Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE), insieme ai responsabili dei governi di Cina, Italia e Stati Uniti, agli incaricati dei Centri per il Controllo delle Malattie e la Prevenzione e alla United States Department of Agriculture.

Nonostante siano stati notevoli i progressi in fatto di studio e conoscenza dell’aviaria, è necessario ancora mantenere una vigilanza costante” ha evidenziato Lubroth “dato che i virus influenzali dei volatili continuano ad essere presenti nei pollami. Gli sforzi devono proseguire e occorre rafforzare i controlli non solo nei paesi maggiormente colpiti, ma anche negli Stati vicini e nelle aree con forti legami commerciali. Alcuni paesi a rischio che in passato non sono stati in grado di riconoscere il virus H7N9, che non causa sintomi visibili nei volatili, oggi sono capaci di identificarlo per tempo riducendone la diffusione”.

La FAO ha investito 2 milioni di dollari in fondi di emergenza che, con gli oltre 5 milioni messi a disposizione dalla USAID, saranno destinati alla prevenzione contro l’H7N9 e al miglioramento delle capacità di controllo e sicurezza nei paesi più a rischio.

Dennis Carroll, direttore del USAID Emerging Threats Program, ha aggiunto “La diagnosi precoce del virus H7N9 effettuata da alcuni esperti cinesi ha permesso a tutte le organizzazioni sanitarie mondiali di impedirne la diffusione a livello globale. I significativi progressi scientifici degli ultimi dieci anni e l’avvio di importanti partnership nazionali e internazionali stanno consentendo di affrontare in modo mirato e concreto la minaccia rappresentata dall’aviaria”.

Il controllo è la chiave

Per la FAO e l’USAID, comunque, c’è ancora molto da fare, in special modo nei confronti del sistema di produzione e di commercializzazione.

L'emergenza del virus H7N9 serve per ricordare che le nuove malattie non rappresentano l'eccezione, ma una conseguenza prevedibile di eventi che si verificano a livello di rapporto uomo-animale” ha affermato Carroll. “E’ fondamentale continuare a monitorare le future minacce e allo stesso tempo migliorare le pratiche e i comportamenti connessi alla produzione e alla commercializzazione di bestiame in quanto, in caso di mancato controllo e rispetto delle norme di igiene e sicurezza, è più facile l’emergere di patologie in grado di colpire seriamente animali e persone”.

Oltre ad aiutare i paesi nella rilevazione del virus” ha concluso Lubroth “è necessario assicurarsi che le autorità possano risalire alle sue origini di diffusione e capirne la propagazione così da organizzare con efficacia le relative azioni di controllo. Dove necessario, occorre sostenere i governi a realizzare piani di emergenza e schemi di contenimento per assistere le persone colpite. Dobbiamo concentrarci sulla promozione di sani sistemi alimentari, soprattutto quando si tratta di produzione e commercializzazione animale, ad esempio attraverso l’utilizzo di impianti all’avanguardia che rispettano le norme in fatto di sicurezza alimentare e igiene. Poiché gli animali, e quindi i virus, proliferano inevitabilmente nelle aree di mercato, mantenere tali aree pulite e funzionali riduce le probabilità di diffusione dell’aviaria e di altri agenti patogeni. Mercati sani significano uccelli e pollami sani, e dunque mantenimento della salute pubblica, maggiore sicurezza alimentare e stili di vita sostenibili”.


Commenta