I dati aggiornati dell'Ufficio statistico dell'UE sottolineano come il nostro sistema produttivo sia capace di utilizzare meno risorse e di ridurre i conseguenti impatti ambientali, lasciando intravedere al contempo quali ulteriori vantaggi economici il sistema Paese avrebbe nell'imboccare con convinzione il percorso dell'economia circolare e la policy si mettesse alla guida di questa trasformazione che farebbe aumentare anche i posti di lavoro.

La crescita dell'economia esercita una pressione insostenibile sulle risorse del nostro pianeta, un fenomeno destinato ad aggravarsi con una popolazione mondiale che si appresta a raggiungere i 9 miliardi di persone. Una maggiore concorrenza per risorse limitate si tradurrà in prezzi più elevati e in una maggiore instabilità, con ripercussioni notevoli sull'economia dell'UE. Per questo motivo l'UE sostiene la "gestione efficiente delle risorse", che significa usare le risorse in maniera più sostenibile. Occorre cioè gestire le materie prime, come l'acqua, i minerali e il legno, con maggiore efficienza e in tutto il loro ciclo di vita, da quando vengono estratte fino a quando vengono smaltite.
Europa 2020, la strategia dell'UE per la crescita, intende trasformare l'Unione in un'economia intelligente, sostenibile e solidale. Uno dei pilastri della strategia è la tabella di marcia verso un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse, che indica la via per un'economia più sostenibile, con iniziative volte a stimolare una maggiore innovazione, per ottenere nel breve e lungo termine dei vantaggi in termini economici e ambientali.

Secondo i dati forniti il 4 luglio 2017 da Eurostat, l'Ufficio statistico dell'UE, la produttività delle risorse nell'UE è aumentata a 2,07euro / kg nel 2016 da 1,47 euro / kg nel 2000, con un incremento del 41% in termini reali. La produttività delle risorse misura quanto siano utilizzate efficientemente dall'economia le risorse naturali e indica se la crescita economica sia compatibile con un uso più efficiente delle risorse naturali fornite dall'ambiente.
Dal 2008 la produttività delle risorse è progredita nell'UE, pur con l'incremento delle attività economiche, misurato dal PIL e dal consumo interno dei materiali direttamente utilizzati da un'economia (DMC) che è dato dalla quantità annua di materie prime estratte dal territorio nazionale, aggiungendo tutte quelle importate e sottraendo quelle esportate.le importazioni fisiche, meno le esportazioni fisiche.).
Viceversa, nel periodo precedente, tra il 2000 e il 2008, il PIL e e il consumo interno dei materiali erano cresciuti parallelamente, determinando una produttività delle risorse relativamente costante.

Eurostat ha osservato, tuttavia, che il livello di produttività delle risorse varia notevolmente all'interno degli Stati membri poiché dipende dalle risorse naturali presenti nel singolo Paese, dalla diversità delle attività industriali che vi vengono svolte, dal ruolo che viene assunto dal settore dei servizi e da quello delle costruzioni, dalle dimensioni e modalità del loro consumo e dalla varietà di fonti energetiche. Negli Stati membri, la produttività delle risorse più elevata nel 2016 è stata registrata dall'Italia (3,98 euro / kg), seguita a ruota dai Paesi Bassi (3,96euro / kg), davanti a Lussemburgo (3,65 euro / kg), Regno Unito (3,59 euro / kg) Spagna (3,17euro / kg). All'estremità opposta della scala, 5 Stati membri hanno registrato una produttività delle risorse inferiori a 1 euro / kg: Bulgaria (0,68 euro / kg), Romania (0,70 euro / kg), Lettonia (0,82 euro / kg), Estonia (0,85 euro/ Kg) e Finlandia (0,95 euro / kg).

Il risultato dell'Italia si deve ascrivere alla capacità delle nostre imprese di adattarsi a quelle che sono le pressioni esterne, nonostante la policy non sia stata in grado di offrire un quadro politico-normativo dedicato, come viene sottolineato nel profilo dedicato all'Italia che ha accompagnato il Rapporto "More from less. Material resource efficiency in Europe" (Di più con meno. L'efficienza delle risorse materiali in Europa), pubblicato l'anno scorso dall'Agenzia Europea dell'Ambiente.
In particolare, il settore manifatturiero dove si possono ottenere consistenti riduzioni dei costi di produzione, tenuto conto che le materie prime incidono fino al 60% del prezzo finale dei prodotti, può generare importanti benefici all'ambiente, oltre che al sistema produttivo in generale, qualora si convincesse che il suo futuro è circolare e si creasse anche in Italia, come avviene in Germania e Gran Bretagna, un'Agenzia per l'uso efficiente delle risorse in grado di "rendere disponibili,attraverso un approccio sistemico, tecnologie e metodologie per una gestione eco-efficiente delle risorse e di fornire supporto diretto alla PA, alle imprese, in particolare alle PMI, e alle filiere produttive", come proposto dal Presidente dell'ENEA Federico Testa, in occasione del Convegno "L'Italia verso l'economia circolare. Gli strumenti operativi per una gestione efficiente delle risorse", svoltosi lo scorso anno.

La quantità di risorse utilizzate da un'economia, conclude Eurostat, svolge un ruolo cruciale nel generare impatti ambientali, dall'estrazione delle risorse naturali per le attività produttive e di consumo, ai materiali rilasciati nell'ambiente, come pure allo smaltimento dei rifiuti e alle emissioni nell'aria e nell'acqua.

* Immagine di copertina: http://bioplasticfeedstockalliance.org/bioplastics/