Mentre rispetto alla precedente indagine le imprese hanno aumentato il numero dei propri dipendenti con qualifiche o mansioni “verdi” e stanno diventando più efficienti nell’uso delle risorse e delle materie prime, rimane sempre bassa la percentuale di quelle che partecipano a gare d’appalto con una componente ambientale.

piccole-medie-iprese-europee

La Commissione UE ha pubblicato il 17 dicembre 2013 un’ampia indagine condotta da Eurobarometro tra il 9 e il 27 settembre 2013 su 3 temi ambientali basilari: posti di lavoro “verdi”; uso efficiente delle risorse; mercati “verdi”.

L’indagine ha coinvolto più di 11.000 PMI, dando seguito a un’indagine analoga svolta nel 2012, ed è stata realizzata nei 28 Stati membri dell'UE, nonché in Albania, Islanda, Liechtenstein, ex Repubblica iugoslava di Macedonia, Montenegro, Norvegia, Repubblica di Serbia, Turchia, Israele e Stati Uniti. 

Rispetto all'anno scorso, le PMI europee sono diventate più efficienti sotto il profilo delle risorse e stanno contribuendo in misura notevole alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. 

Più di 9 PMI su 10 hanno, inoltre, adottato almeno una misura per migliorare la propria efficienza dal punto di vista delle risorse e il livello dei loro sforzi è aumentato rispetto alla precedente indagine. Le misure più comuni hanno riguardato la riduzione al minimo dei rifiuti (67%), il risparmio energetico (67%) e il risparmio dei materiali (59%). Almeno la metà delle PMI, inoltre, ricicla riutilizzando materiali o rifiuti al suo interno o risparmiando acqua (ambedue 51%).

Secondo l’indagine il 42% delle PMI dell’UE risulta avere ora almeno un dipendente "verde" (sono considerati “lavori verdi” quelli che operano direttamente con informazioni, tecnologie o materiali che salvaguardano o ripristinano la qualità dell'ambiente), con un aumento del 5% rispetto al 2012, superiore alle previsioni delle imprese di quasi due anni fa.

La metà delle PMI europee attive sui mercati verdi commercializza prodotti e servizi con caratteristiche ambientali quali la produzione biologica e l'etichettatura ecologica o la progettazione ecocompatibile (51%). Più di un terzo di esse (35%) offre prodotti o servizi nel settore dei materiali riciclati (il 6% in più rispetto al 2012). Costruzioni, cibi e bevande ed attrezzature e macchinari elettronici e meccanici costituiscono ancora i prodotti e i servizi ecologici più venduti.

"Sono lieto di vedere che le PMI stanno raccogliendo la grande sfida posta dal passaggio ad un'economia più verde – ha affermato alla presentazione dell’indagine Antonio Tajani, Vicepresidente della Commissione UE nonché responsabile per l'Industria e l'Imprenditoria -  Dobbiamo tuttavia sostenere maggiormente i loro sforzi, in modo che possano trarre vantaggio dalle possibilità non sfruttate di ridurre i costi, incrementare le entrate e creare nuovi posti di lavoro "verdi". L'indagine mostra altresì che le PMI degli Stati Uniti stanno rapidamente guadagnando posizioni, per cui dobbiamo stare attenti a non cullarci sugli allori. Abbiamo molto lavoro da compiere per diventare più competitivi in questo importante settore."

Per quanto concerne gli sforzi mirati a fare un uso più efficiente delle risorse, non soltanto sono più del 93% le PMI che stanno già adottando misure, ma ben 8 su 10 hanno in programma ulteriori iniziative in questo ambito nei prossimi due anni.

Tale cambiamento è comunque in atto soprattutto a causa della pressione crescente esercitata sulle PMI dall’aumento dei costi dell’energia e dei materiali, che le spinge a diventare più efficienti sotto il profilo delle risorse. Soltanto per il 28% delle PMI, l’ambiente è una delle maggiori priorità aziendali.

Non incontrano alcuna difficoltà quando provano ad implementare misure per favorire l'efficienza delle risorse, 4 PMI su 10 (38%). Tuttavia, la complessità delle procedure giuridiche o amministrative rimane un ostacolo per un quarto delle PMI (26%).

La quota delle PMI europee che vendono prodotti o servizi verdi è rimasta invariata rispetto all’anno passato (26%), mentre è cresciuta negli Stati Uniti (34%). Nell’UE, la domanda della clientela continua ad essere per le PMI il principale motivo per vendere prodotti e servizi ecologici (50%). Rivestono tuttavia una certa importanza in proposito anche i valori fondamentali delle imprese (33%) e la loro immagine (31%).

I principali mercati dell'economia verde restano comunque per le PMI i rispettivi mercati interni, considerato che almeno 9 PMI su 10 tra quelle che vendono prodotti o servizi verdi dichiarano che il proprio Paese è il loro principale mercato in termini di fatturato annuo (91%). Quasi una PMI su cinque (19%) dichiara che il suo principale mercato è il mercato unico. Solo il 7% delle PMI “verdi” dell’UE ha come mercati principali per i propri prodotti e servizi Paesi terzi.

Determinate iniziative a livello politico possono contribuire a rafforzare la "crescita verde" delle PMI dell’UE. Gli incentivi finanziari sono visti dalle PMI come il migliore strumento per aiutarle a diventare "più verdi" nel modo di operare e nei prodotti e servizi che offrono:
- più di un terzo (34%) delle PMI considera contributi e sovvenzioni le iniziative politiche più adeguate a sostenere gli investimenti sull’efficienza delle risorse;
- per quasi la metà (46%) delle PMI che già offrono prodotti verdi, gli incentivi finanziari per lo sviluppo dei prodotti rappresenterebbero il modo migliore di favorire l’ampliamento della loro gamma di prodotti o servizi ecologici;
- per il 29% delle PMI che attualmente non commercializzano prodotti e/o servizi ecologici, gli incentivi finanziari costituirebbero il modo migliore di aiutarle ad approntare una gamma di prodotti o di servizi ecologici.

Per le PMI dell'UE, tuttavia, quella degli incentivi finanziari non è l'unica iniziativa politica efficace. Un quarto delle PMI reputa importante la consulenza su come migliorare l'efficienza delle risorse (25%), mentre il 22% vorrebbe ricevere consigli sulle possibilità di finanziamento degli investimenti in materia di efficienza delle risorse. Il 17% ritiene che l’assistenza nell’individuazione dei clienti o dei mercati potenziali potrebbe aiutarle ad avventurarsi nei mercati verdi.

Solo il 12% delle PMI partecipa ad una gara di appalto pubblico che comprenda criteri ambientali, e di queste sole il 7% vede aggiudicarsi la propria offerta. Il motivo più comune addotto è che non si sono mai trovate di fronte a una tale offerta (55%), ma ben il 14% non ha partecipato perché riteneva che fiosse troppo complicato, anche se le differenze al riguardo tra i vari Paesi sono notevoli. 

motivazioni-per-la-non-partecipazion-gare-appalto-verdi

Fonte: Eurobarometro 

Più di due terzi delle PMI (67%) non utilizzano un sistema di gestione ambientale, anche se c’è un leggero miglioramento rispetto al precedente   sondaggio (+2%), con la prevalenza di sistemi nazionali o regionali (11%) e ISO 14001 (9%).

Par di capire che le PMI europee sono pronte ad intraprendere la strada della green economy, ma non hanno ancora il supporto politico adeguato.