È stata presentata il 23 giugno 2014 “Etichetta furbetta” l’indagine svolta da Legambiente, in collaborazione con il Movimento Difesa del Cittadino, che, esaminando 2522 prodotti, 1991 nei negozi fisici e 531 in quelli online, ha appurato che uno su tre viene venduto senza etichetta o con l'etichetta fuori posto o scorretta.

etichetta furbettaL’iniziativa si inserisce nel progetto pilota Marketwatch che unisce 16 realtà della società civile che vanno ad affiancare le istituzioni nel settore del controllo di mercato a livello europeo nel campo delle etichette energetiche, con l’obiettivo di monitorare la corretta applicazione della direttiva sull’etichetta energetica nei negozi online e fisici sia le dichiarazioni dei produttori e la veridicità delle etichette dei prodotti.
"Dalla ricerca emerge un quadro non completamente soddisfacente dell'applicazione della normativa europea, in particolar modo nel mondo del trading online - ha spiegato Davide Sabbadin, responsabile in Italia del progetto MarketWatch - Per questo crediamo che sia fondamentale la formazione dei professionisti del settore per colmare quel gap cognitivo che il cittadino può avere davanti all'etichetta energetica. In particolare, rimane quasi completamente inapplicato, per ora, l'obbligo di consegna della scheda tecnica a richiesta del consumatore nei punti vendita esaminati, un preciso requisito della normativa Ecodesign. E a nulla vale l'introduzione delle nuove tecnologie: in un paio di casi, anche di fronte alla possibilità di scaricare con smartphone delle informazione aggiuntive in tempo reale tramite Qrcode presenti sul prodotto, la scheda tecnica non era presente tra le informazioni disponibili, che si limitavano a informazioni di carattere commerciale e prestazionale".

La situazione più grave è quella dei negozi online nei quali solo il 12% dei prodotti riporta le informazioni energetiche in maniera esaustiva e corretta. Un dato incomprensibile se si pensa che oltretutto l'inserimento di questi dati avviene una volta sola e all'interno delle operazioni di caricamento dei dati relativi al prodotto.
Sono stati analizzati 5 tipi di prodotto (tv, frigoriferi, refrigeratori per il vino, forni elettrici e condizionatori) e 4 tipi di negozi: le grandi superfici di vendita di mobili, ipermercati con un corner per gli elettrodomestici, grandi superfici specializzate e online stores. Frigoriferi, freezer, forni elettrici risultano essere i prodotti venduti quasi sistematicamente con l'etichetta, mentre televisioni, cantinette e condizionatori sono invece quelli che hanno un livello di etichettamento molto inferiore e ciò dipende dal punto di vendita. Le cantinette sono state scelte perché legate a un prodotto iconico per l’Italia come il vino, e per avere nel paniere anche un prodotto che si riferisse a un consumo non strettamente domestico. Il condizionatore vanta, invece, il maggiore trend di diffusione degli ultimi anni, responsabile, infatti, dei picchi di consumo estivi (che corrispondono anche ai picchi di consumo massimi annuali).

marketwatch etichette

Per quanto riguarda invece le tipologie di non conformità riscontrate, dalla ricerca emerge che le principali non conformità delle vendite nei negozi riguardano più che altro il mal posizionamento dell’etichetta, spesso collocata in angoli ciechi o a più di due metri di altezza rendendo difficile o delle volte impossibile la lettura. È poi possibile imbattersi in etichette fotocopiate, scritte a mano o al computer dal personale del negozio. Invece altre etichette, anziché esplicare i contenuti, confondono il consumatore. Per quanto riguarda i negozi online, le irregolarità che emergono dalla ricerca sono differenti essendo diverse le modalità di comunicare il contenuto delle etichette. Nei negozi online, dove è maggiore la quantità di prodotti privi di etichetta rispetto a quelli fisici, si riscontra però una frequente dispersione delle informazioni di base in più pagine, con alcune informazioni disponibili subito a fianco dell'immagine del prodotto, altre reperibili nella stessa pagina ma più in basso, altre reperibili con un click in una scheda tecnica, altre ancora in una scheda “caratteristiche”. Altre volte invece si riscontra casi di informazioni limitate, come ad esempio la sola classe energetica, ma senza il consumo annuale, oppure prive del dato sul rumore, laddove previsto, o dei coefficienti prestazionali (SCOP/SEER) per i condizionatori.

"Le Direttive Ecodesign ed Etichetta Energetica sono, nel loro congiunto, una delle più grandi operazioni ambientali della storia europea e mondiale - afferma Edoardo Zanchini, Vicepresidente nazionale di Legambiente - La loro applicazione potrebbe far risparmiare quasi 400 euro a famiglia, a ciò si aggiunge il vantaggio ambientale dato che il taglio annuale alle emissioni climalteranti sarebbe pari a 500 milioni di tonnellate di CO2: si tratta dell'1,5% delle emissioni mondiali, pari a quelle del parco auto circolante in Europa. Purtroppo, però, queste direttive non sempre vengono applicate e i consumatori spesso non sono in condizione di scegliere correttamente i prodotti in vendita: alcuni prodotti sono meno efficienti di quanto dichiarato sull’etichetta, altri sono privi delle indicazioni energetiche che dovrebbero essere fornite al consumatore. I mancati risparmi derivanti da queste infrazioni aumentano inevitabilmente i costi familiari, mettono sotto stress le reti elettriche dei paesi membri e contribuiscono negativamente al cambiamento climatico".

Categoria: Energia, sottocategoria: Efficienza

 

Tags: Etichetta furbetta, indagine, Legambiente, Movimento Difesa del Cittadino, Progetto Marketwatch, Direttiva etichetta energetica, Direttiva ecodesign, negozi, prodotti elettrici ed elettronici, Sabbadin, Zanchini

 

Titolo: “Etichetta furbetta”: in Italia un prodotto su tre ha un etichettamento scorretto

 

È stata presentata il 23 giugno 2014 “Etichetta furbetta” (link: http://www.market-watch.it/news-events/) l’indagine svolta da Legambiente, in collaborazione con il Movimento Difesa del Cittadino, che, esaminando 2522 prodotti, 1991 nei negozi fisici e 531 in quelli online, ha appurato che uno su tre viene venduto senza etichetta o con l'etichetta fuori posto o scorretta.

 

L’iniziativa si inserisce nel progetto pilota Marketwatch che unisce 16 realtà della società civile che vanno ad affiancare le istituzioni nel settore del controllo di mercato a livello europeo nel campo delle etichette energetiche, con l’obiettivo di monitorare la corretta applicazione della direttiva sull’etichetta energetica nei negozi online e fisici sia le dichiarazioni dei produttori e la veridicità delle etichette dei prodotti.

"Dalla ricerca emerge un quadro non completamente soddisfacente dell'applicazione della normativa europea, in particolar modo nel mondo del trading online - ha spiegato Davide Sabbadin, responsabile in Italia del progetto MarketWatch - Per questo crediamo che sia fondamentale la formazione dei professionisti del settore per colmare quel gap cognitivo che il cittadino può avere davanti all'etichetta energetica. In particolare, rimane quasi completamente inapplicato, per ora, l'obbligo di consegna della scheda tecnica a richiesta del consumatore nei punti vendita esaminati, un preciso requisito della normativa Ecodesign. E a nulla vale l'introduzione delle nuove tecnologie: in un paio di casi, anche di fronte alla possibilità di scaricare con smartphone delle informazione aggiuntive in tempo reale tramite Qrcode presenti sul prodotto, la scheda tecnica non era presente tra le informazioni disponibili, che si limitavano a informazioni di carattere commerciale e prestazionale".

La situazione più grave è quella dei negozi online nei quali solo il 12% dei prodotti riporta le informazioni energetiche in maniera esaustiva e corretta. Un dato incomprensibile se si pensa che oltretutto l'inserimento di questi dati avviene una volta sola e all'interno delle operazioni di caricamento dei dati relativi al prodotto.

Sono stati analizzati 5 tipi di prodotto (tv, frigoriferi, refrigeratori per il vino, forni elettrici e condizionatori) e 4 tipi di negozi: le grandi superfici di vendita di mobili, ipermercati con un corner per gli elettrodomestici, grandi superfici specializzate e online stores. Frigoriferi, freezer, forni elettrici risultano essere i prodotti venduti quasi sistematicamente con l'etichetta, mentre televisioni, cantinette e condizionatori sono invece quelli che hanno un livello di etichettamento molto inferiore e ciò dipende dal punto di vendita. Le cantinette sono state scelte perché legate a un prodotto iconico per l’Italia come il vino, e per avere nel paniere anche un prodotto che si riferisse a un consumo non strettamente domestico. Il condizionatore vanta, invece, il maggiore trend di diffusione degli ultimi anni, responsabile, infatti, dei picchi di consumo estivi (che corrispondono anche ai picchi di consumo massimi annuali).

(inserire tabella)

 

Per quanto riguarda invece le tipologie di non conformità riscontrate, dalla ricerca emerge che le principali non conformità delle vendite nei negozi riguardano più che altro il mal posizionamento dell’etichetta, spesso collocata in angoli ciechi o a più di due metri di altezza rendendo difficile o delle volte impossibile la lettura. È poi possibile imbattersi in etichette fotocopiate, scritte a mano o al computer dal personale del negozio. Invece altre etichette, anziché esplicare i contenuti, confondono il consumatore. Per quanto riguarda i negozi online, le irregolarità che emergono dalla ricerca sono differenti essendo diverse le modalità di comunicare il contenuto delle etichette. Nei negozi online, dove è maggiore la quantità di prodotti privi di etichetta rispetto a quelli fisici, si riscontra però una frequente dispersione delle informazioni di base in più pagine, con alcune informazioni disponibili subito a fianco dell'immagine del prodotto, altre reperibili nella stessa pagina ma più in basso, altre reperibili con un click in una scheda tecnica, altre ancora in una scheda “caratteristiche”. Altre volte invece si riscontra casi di informazioni limitate, come ad esempio la sola classe energetica, ma senza il consumo annuale, oppure prive del dato sul rumore, laddove previsto, o dei coefficienti prestazionali (SCOP/SEER) per i condizionatori.

 

"Le Direttive Ecodesign ed Etichetta Energetica sono, nel loro congiunto, una delle più grandi operazioni ambientali della storia europea e mondiale - afferma Edoardo Zanchini, Vicepresidente nazionale di Legambiente - La loro applicazione potrebbe far risparmiare quasi 400 euro a famiglia, a ciò si aggiunge il vantaggio ambientale dato che il taglio annuale alle emissioni climalteranti sarebbe pari a 500 milioni di tonnellate di CO2: si tratta dell'1,5% delle emissioni mondiali, pari a quelle del parco auto circolante in Europa. Purtroppo, però, queste direttive non sempre vengono applicate e i consumatori spesso non sono in condizione di scegliere correttamente i prodotti in vendita: alcuni prodotti sono meno efficienti di quanto dichiarato sull’etichetta, altri sono privi delle indicazioni energetiche che dovrebbero essere fornite al consumatore. I mancati risparmi derivanti da queste infrazioni aumentano inevitabilmente i costi familiari, mettono sotto stress le reti elettriche dei paesi membri e contribuiscono negativamente al cambiamento climatico".