Estendere a livello globale il sistema europeo di scambio delle quote di emissioni di gas serra?

Estendere a livello globale il sistema europeo di scambio delle quote di emissioni di gas serra?

Dai colloqui informali di Berlino in vista della Conferenza sul Clima di Parigi, Holland e Merkel chiedono che l’EU-ETS venga esteso alle altre regioni se si vuole aiutare l’economia alla transizione low carbon.
La proposta interviene contestualmente al Comunicato della Commissione UE da cui emerge che nel 2014 le emissioni di gas serra degli impianti industriali soggetti al sistema sono calate del 4,5%, nonostante una ripresa economica.

merkel holland petersberg

Nella Dichiarazione congiunta rilasciata al termine dei colloqui informali del “Petersberg Climate Dialogue” (Berlino, 17-19 maggio 2015), il meeting delle delegazioni di 35 Paesi che si svolge ogni anno dal 2010 in vista della Conferenza sul Clima delle Nazioni Unite, il Presidente francese François Holland e la Cancelliera tedesca Angela Merkel, nell’affermare di “essere fermamente decisi a compiere ogni sforzo per raggiungere entro la fine dell’anno un accordo sul clima ambizioso, completo e vincolante”, hanno chiesto, tra l’altro, che il sistema europeo per lo scambio delle quote di emissioni di gas ad effetto serra (EU-ETS) venga esteso alle altre regioni per aiutare la transizione verso un’economia low carbon.

La posizione espressa sembra costituire il pendant del Comunicato del 18 maggio 2015con cui la Commissione UE ha reso noto che lo scorso anno, secondo quanto emerge dal Registro unico che monitora gli sforzi degli Stati membri per ridurre le emissioni di gas serra entro il 2020 e contiene i conti che registrano le procedure e le operazioni necessarie all’applicazione della Direttiva sul Sistema per lo scambio delle quote di emissioni (EU-ETS), si è registrato un calo di circa il 4,5% delle emissioni di gas ad effetto serra, rispetto al 2013.
Le emissioni continuano a diminuire nonostante le nostre economie abbiano ripreso a crescere - ha dichiarato Miguel Arias Cañete, Commissario UE per l'Azione per il clima e l'energia - Questo dimostra ancora una volta che la crescita economica e la protezione del clima sono compatibili. Ciò rappresenta un segnale forte in vista del nuovo accordo globale sul clima che dovrà essere concordato a Parigi il prossimo dicembre: i mercati del carbonio consentono di ridurre le emissioni in condizioni economicamente vantaggiose. Al tempo stesso, la recessione continua ad avere un impatto duraturo sul nostro mercato del carbonio. Accolgo dunque molto favorevolmente l'ambizioso accordo politico sulla riserva stabilizzatrice del mercato approvato recentemente dal Parlamento e dal Consiglio”.

Il 5 maggio 2015, il Parlamento europeo e il Consiglio europeo avevano raggiunto un accordo politico per stabilire una riserva stabilizzatrice del mercato nel 2018 al fine di risolvere il problema dell'accumulo delle eccedenze di quote di emissione e migliorare la resilienza del sistema ETS dell'UE agli shock, regolando la fornitura di quote da mettere all'asta. La riforma del sistema ETS costituisce un tassello fondamentale del Pacchetto “Clima ed Energia” al 2030 che prevede una riduzione obbligatoria delle emissioni di CO2 del 40% entro il 2030 nell’insieme dell’UE, rispetto ai livelli del 1990.

Il sistema ETS dell'UE riguarda oltre 11.000 centrali e impianti di produzione nei 28 Stati membri dell'UE, in Islanda, in Norvegia e in Liechtenstein; vi rientrano anche le emissioni prodotte dalle compagnie aeree che collegano aeroporti europei.
Nel 2014 le emissioni verificate di gas serra provenienti da impianti fissi ammontavano a 1812 milioni di tonnellate di CO2 equivalente, inferiori al livello del 2013 di circa il 4,5%.
L'eccedenza cumulativa delle quote di emissioni è stata leggermente ridotta da circa 2,1 miliardi a più o meno 2,07 miliardi per l'anno di adempimento 2014, con contestuale diminuzione dei volumi di vendita all'asta di 400 milioni di quote, grazie all'applicazione della misura di congelamento (back-loading) che rinvia la messa all'asta delle stesse.
Il dato sull'eccedenza cumulativa del 2014 tiene conto di una serie di fattori, tra cui:
- la conversione di crediti internazionali in quote;
- la vendita di quote della fase 3 che ha generato fondi da destinare al programma NER300 per il finanziamento e di tecnologie e progetti innovativi a basse emissioni di carbonio;
- le quote assegnate e la messa all'asta delle quote della fase 3 (incluse le quote del trasporto aereo) che ha avuto inizio il 1° gennaio 2013 e durerà 8 anni, fino al 31 dicembre 2020.

Secondo la Commissione UE, le imprese avrebbero rispettato in larghissima misura le norme del sistema ETS, con meno dell'1% degli impianti che non ha restituito le quote corrispettive entro il termine prestabilito del 30 aprile 2015. Si tratterebbe per lo più di piccoli impianti che nell’insieme rappresentano meno dello 0,5% delle emissioni rientranti nel sistema.
Un altro piccolo numero di impianti, responsabili di meno dello 0,2% delle emissioni dell'anno precedente, non ha dichiarato le emissioni prodotte nel 2014 entro il 30 aprile 2015 in base ai dati del Registro.

In base alla Direttiva sul sistema ETS dell'UE, per il quadriennio 2013-2016 tutti gli operatori aerei commerciali e non commerciali con emissioni significative sono responsabili delle emissioni prodotte dai propri voli all'interno dello Spazio economico europeo (SEE). Le compagnie aeree che avevano esercitato attività intraeuropee contemplate dalla direttiva nel corso del 2013 e 2014 erano tenute a dichiarare le emissioni per entrambi gli anni e a restituire le quote corrispondenti entro il 30 aprile 2015. Le emissioni verificate di CO2 prodotte dalle attività di trasporto aereo effettuate tra aeroporti situati nel SEE ammontavano a 54,9 milioni di tonnellate di CO2 nel 2014, con un aumento del 2,8% rispetto ai 53,4 milioni di tonnellate di CO2 prodotti nel 2013.
Il livello di adempimento delle norme del sistema ETS dell'UE è elevato: gli operatori aerei responsabili del 99% delle emissioni del trasporto aereo regolamentate dal sistema risultano conformi. Tali dati includono oltre 100 operatori aerei commerciali con base esterna all'UE che operano voli all'interno del SEE.
 

Commenta