I dati satellitari forniti da Envisat mostrano che l’aumento dell’anidride carbonica risulta dello 0,5% annuo, mentre i livelli del metano, dopo anni di stabilità, sono in crescita.

Envisat

Nel corso del “Living Planet Symposium 2013”, evento triennale che viene organizzato con il supporto dell’European Space Agency (ESA) e che si è tenuto quest’anno dal 9 al 13 settembre 2013 ad Edimburgo (Gran Bretagna) sono stati presentati, tra gli altri, gli ultimi risultati del progetto Climate Change Initiative (CCI) che si propone, tramite le rilevazioni satellitari, di cogliere le variazioni climatiche essenziali a livello globale, quali le concentrazioni di gas ad effetto serra, l’estensione del ghiaccio marino, la temperatura e la salinità dei mari.

In particolare, sono stati diffusi i dati raccolti dai satelliti dell’ ESA, soprattutto della missione Envisat che tramite il sensore Sciamachy (Spettrometro ad assorbimento per scansione di immagini destinato alla cartografia atmosferica) ha consentito di misurare gli incrementi dell’anidride carbonica e del metano dal 2003 ad oggi. In questo modo i Paesi che aderiscono al trattato di Kyoto hanno la possibilità di dimostrare i propri progressi o, più frequentemente, di vedersi piovere pesantissime multe per il mancato recepimento delle direttive comunitarie. 

L’interpretazione del modello non è stata facile perché il tempo di vita atmosferico dell’anidride carbonica si misura in anni - ha affermato Michael Buchwitz dell’Università di Brema e Direttore del progetto sui gas a effetto serra all’interno del CCI - Inoltre, le cose sono state complicate dalla necessaria operazione di filtraggio dei dati raccolti. Vogliamo mappare la distribuzione delle fonti regionali e la diffusione di queste due importanti inquinanti - Ciò è necessario per migliorare le previsioni sui cambiamenti climatici”.

Carbon dioxide levels 2002 12

I risultati, ottenuti grazie anche alla collaborazione tra l’ESA e il satellite giapponese per l’osservazione dei gas serra ‘GOSAT’, dimostrano che l’aumento di anidride carbonica degli ultimi dieci anni è stato pari a 0,5% annuo e che il metano, dopo anni di stabilità, ha iniziato a crescere a partire dal 2007 tra lo 0,3% e lo 0,5% ogni anno.

Il motivo principale dell'aumento di anidride carbonica negli ultimi dieci anni sono le emissioni provenienti dalla combustione di combustibili fossili, come il carbone, il petrolio e il gas, anche se sono state registrate intense fluttuazioni stagionali che Buchwitz attribuisce alle variazioni nella fotosintesi della vegetazione, risultando più intense nella metà settentrionale della Terra dove le foreste catturano in estate la CO2 (inalazione) e la rilasciano in inverno (espirazione).

"Alcuni modelli di distribuzione dell’anidride carbonica tendono a sottovalutare la forza del 'respiro' - ha sottolineato Buchwitz - ma dobbiamo indagare ulteriormente utilizzando diversi modelli e metodi”.

Le cause dell’aumento delle emissioni di metano sono meno chiare. Anche se le mappe satellitari rivelano regioni in cui i livelli di metano sono particolarmente elevati, quantificare le emissioni richiede metodi basati su modelli sofisticati perché il trasporto atmosferico - come il vento - deve essere preso in considerazione. Comprendere sia le influenze naturali che quelle artificiali sui gas atmosferici è oggi la sfida scientifica chiave.

Global methane

Tra poco più di sei anni, nel 2020, partirà il satellite Biomass: sarà il settimo progetto dell’ESA e il primo in grado di misurare con grande accuratezza la quantità di biomassa e il ciclo del carbonio di tutte le aree verdi del Pianeta: informazioni che oggi è difficile raccogliere, ma che sono di fondamentale importanza per capire il ruolo delle foreste nel contesto dei cambiamenti climatici. Il “satellite verde”, come è stato soprannominato, servirà anche a mappare il terreno delle zone boschive per ottenere dati sulla geologia del sottosuolo.