Sono state formalmente adottate le nuove norme europee per la promozione dei prodotti agricoli che potranno beneficiare per i prossimi anni di maggiori finanziamenti a livello UE, con la contestuale fine dei co-finanziamenti nazionali, con l’obiettivo di aumentare il grado di conoscenza dei consumatori riguardo ai meriti dei prodotti agricoli e dei metodi di produzione dell’Unione nonché a rafforzare la consapevolezza e il riconoscimento dei regimi di qualità.
Riconosciute due nuove IGP italiane: la piadina romagnola e la salama da sugo ferrarese.

enjoy from europe

La produzione alimentare dell’Unione europea è caratterizzata dalla diversità dei suoi prodotti e dalle loro caratteristiche specifiche, che sono legate alle diverse zone geografiche e ai differenti metodi di produzione tradizionali e che forniscono sapori unici, offrendo la varietà e l’autenticità che i consumatori ricercano sempre più spesso, tanto all’interno quanto all’esterno dell’Unione.

Sulla GUUE del 4 novembre 2014 è stato pubblicato il Regolamento (UE) n. 1144/2014 del 22 ottobre 2014 relativo ad Azioni di informazione e di promozione riguardanti i prodotti agricoli realizzate nel mercato interno e nei Paesi terzi che abroga il precedente Regolamento (CE) n. 3/2008, seppure continuerà ad applicarsi alle azioni di informazione e di promozione il cui finanziamento è stato deciso dalla Commissione anteriormente al 1° dicembre 2015.
Più specificamente, le azioni di promozione mirano ad aumentare il grado di conoscenza dei consumatori riguardo ai meriti dei prodotti agricoli e dei metodi di produzione dell’Unione nonché a rafforzare la consapevolezza e il riconoscimento dei regimi di qualità. Inoltre, esse dovrebbero aumentare la quota di mercato di tali prodotti, prestando particolare attenzione ai mercati di Paesi terzi che presentano il maggiore potenziale di crescita.

Le principali novità prevedono:
- un aumento significativo degli aiuti assegnati alle iniziative di informazione e di promozione sul mercato interno e nei Paesi terzi che raggiungeranno i 200 milioni di euro nel 2019, contro gli attuali 61 milioni;
- la creazione di una strategia di promozione dell'UE, per migliorare gli obiettivi delle misure di promozione e aumentare il numero di programmi che mirano in particolare a Paesi terzi;
- l’ampliamento della portata delle misure, affinché siano in grado di coprire una più ampia selezione di prodotti agricoli e dei prodotti alimentari (ad esempio, pane, pasta, cioccolato) con una maggiore flessibilità di menzionare marchi e origine dei prodotti, e di estendere i beneficiari ammissibili, includendo le organizzazioni dei produttori e quelle a livello UE;
- la fine dei co-finanziamenti nazionali che hanno provocato distorsioni della concorrenza a causa dei diversi contributi di finanziamento, compensata da contributi di cofinanziamento dell'UE significativamente più elevati rispetto al regime attuale;
- la semplificazione delle procedure amministrative, con la selezione d'ora in poi svolta in una sola fase presso la Commissione e l'eliminazione della fase di pre-selezione a livello di Stati membri;
- la facilitazione della gestione dei multi-programmi tramite una negoziazione a “sportello unico” presso la Commissione (Agenzia esecutiva) per agevolare l'applicazione e l’espansione di tali programmi, fornendo un elevato valore aggiunto europeo.

piadina romagnola

A dimostrazione del fatto che l'UE riconosce la specificità e particolarità di ognuno dei prodotti agro-alimentari prodotti nelle regioni dei vari Paesi membri, spesse volte secondo tradizioni secolari, in concomitanza con la pubblicazione del nuovo Regolamento di promozione dei prodotti agricoli, altri due prodotti tipicamente italiani sono stati riconosciuti come prodotti di Indicazione Geografica Protetta (IGP):
- la "Piadina/Piada Romagnola" la cui zona di lavorazione e confezionamento comprende il territorio della Romagna storica e più precisamente l’intero territorio delle Provincie di Rimini, Forlì, Cesena e Ravenna e dei comuni di Borgo Tossignano, Casalfiumanese, Castel del Rio, Castel Guelfo, Castel San Pietro, Dozza, Fontanelice, Imola, Mordano in provincia di Bologna;
- la "Salama da sugo" la cui zona di lavorazione, condizionamento e confezionamento comprende il territorio della provincia di Ferrara con esclusione dei comuni di Goro, Codigoro, Lagosanto e Comacchio.