Per ridurre le disuguaglianze e migliorare la crescita economica, la pace e la sicurezza

energia sostenibile

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha deciso con la Risoluzione 65/151 il “2012 Anno Internazionale dell’Energia Sostenibile per Tutti”. 
Secondo il Rapporto “The energy access situation in developing countries” dell’UNDP (Programma dell’ONU per lo Sviluppo), redatto con il supporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), quasi 1,5 miliardi di persone vivono ancora al buio, senza elettricità, l’80%delle quali nei Paesi meno sviluppati dell’Asia Sud-orientale e dell’Africa Sub-sahariana, e 1 miliardo di individui ne hanno una disponibilità intermittente. 

“La nostra sfida è la trasformazione - ha spiegato il Segretario ONU Ban Ki-moon - Abbiamo bisogno di una rivoluzione globale per l’energia pulita, una rivoluzione che renda l’energia disponibile e accessibile a tutti. E’ essenziale per rendere minimi i rischi climatici, per ridurre la povertà e migliorare la salute del Pianeta, la crescita economica, la pace e la sicurezza”.

Non è casuale che il lancio ufficiale dell’iniziativa sia avvenuto in occasione del tradizionale World Future Energy Summit che si è tenuto ad Abu Dhabi (16-18 gennaio 2012). In piena fase di crescita delle esigenze globali di energia, che nei prossimi 20 anni vedranno i consumi aumentare del 40%, il Segretario generale delle Nazioni Unite ha invitato i Paesi a maturare scelte accurate che portino nel lungo periodo all’abbandono dei carburanti fossili, ancora prevalenti e dannosi, perché l’accesso sostenibile all’energia è fondamentale per raggiungere gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio ((MDG).
“È il momento di colmare questo gap per l’accesso alle nuove energie - ha proseguito Ban Ki-moon - Per raggiungere gli obiettivi dobbiamo investire in capitale intellettuale che creerà nuove tecnologie verdi. Abbiamo bisogno di aumentare la spesa pubblica e privata in ricerca e sviluppo e che i Governi diano i giusti incentivi”.
Il Segretario Generale ha messo l’energia sostenibile tra le cinque priorità che guideranno il suo secondo mandato quinquennale.

In particolare, l’iniziativa servirà ad attirare l’attenzione globale sull’importanza dell’energia per lo sviluppo e la lotta alla povertà al fine di raggiungere entro il 2030 tre obiettivi:
• Garantire l’accesso universale a servizi energetici moderni;
• Raddoppiare il tasso di miglioramento dell’efficienza energetica;
• Raddoppiare la quota di energie rinnovabili nel mix energetico globale. 

Intervenendo all’Assemblea dell’IRENA (Agenzia Internazionale per le Fonti Rinnovabili) che proprio ad Abu Dhabi ha sede e di cui fa parte anche l’Unione europea, Ban Kimoon ha elogiato le finalità dell’Agenzia per stimolare la competitività e la crescita, oltre che a ridurre gli impatti dei cambiamenti climatici.
“E i benefici superano di gran lunga i costi, considerando che includono l’insicurezza crescente di energia e l’accelerazione dei cambiamenti climatici - ha concluso Ban Ki-moon - energia rinnovabile può anche contrastare le disuguaglianze e favorire l’accesso universale all’energia”.

Inoltre, come parte dell’iniziativa Sustainable Energy for All, la Fondazione delle Nazioni Unite, ente di pubblica assistenza creata nel 1998 dall’imprenditore Ted Turner con una donazione di 1 miliardo di dollari per sostenere gli obiettivi e le attività dell’ONU, ha lanciato un nuovo accordo globale Energy Access Practitioner Network che riunirà i professionisti del settore privato e della società civile che lavorano per la fornitura di servizi energetici e soluzioni relative alla elettrificazione, nell’ambito dello sviluppo di contesti nazionali dei vari Paesi.
Implementare un approccio più integrato alla pianificazione energetica, all’accesso ed allo sfruttamento dell’energia, a sostegno dell’Energia Sostenibile per Tutti, è determinante per raggiungere l’accesso universale di energia entro il 2030. La rete si concentrerà sia sull’elettrificazione a livello domestico e comunitario sia a scopi produttivi concreti, basati su mercato, applicazioni per salute, agricoltura, istruzione, piccole imprese, per soluzioni comunitarie e domestiche.

L’accesso all’energia sostenibile offre nuove opportunità ai più poveri per sfuggire i peggiori impatti della povertà, dando loro i mezzi per generare reddito, fornire servizi di assistenza sanitaria, migliorare l’istruzione e proteggere l’ambiente. La mancanza di accesso all’energia ostacola lo sviluppo e pone rischi per la salute umana e la sicurezza. Per esempio, il fumo di cucine inquinanti e inefficienti, l’assenza di illuminazione e di dispositivi per il riscaldamento (sono 3 miliardi gli individui che si affidano a biomasse tradizionali per scaldarsi, cucinare ed altre esigenze domestiche di base) provocano 2 milioni di morti premature ogni anno, specie di donne e bambini, causa di una serie di malattie croniche.

Fonti efficienti e rinnovabili di energia sono spesso l’opzione migliore e più conveniente per fornire l’accesso all’energia. L’utilizzo di prodotti a basso consumo riduce la quantità di energia che deve essere fornita per l’illuminazione e le altre necessità. Allo stesso modo, la distribuzione più efficiente dell’uso di energia potrebbe liberare l’energia che ora si perde o viene sprecata, così come i capitali da investire nella fornitura di energia supplementare o nello sviluppo economico.

Fonti di energia come l’eolico e il solare sono in grado di fornire energia senza impatti negativi per l’ambiente, raggiungere le aree rurali, in particolare attraverso la generazione distribuita e l’uso di mini-reti, e creare occupazione. Allo stato attuale, le fonti di energia rinnovabili forniscono il 19% del consumo globale di energia.
Se fossero supportate da forti politiche incentivanti, le energie rinnovabili potrebbero fornire più di tre quarti dell’energia mondiale entro il 2050. Le tecnologie rinnovabili su piccola scala potrebbero raggiungere un gran numero di persone che attualmente non hanno accesso all’energia.

Uno Studio pubblicato lo scorso anno sulla Rivista Proceedings of the National Academy of Sciences ha indagato la possibilità di valutare il prodotto interno lordo di determinate aree, specialmente di quelle dei Paesi in via di sviluppo dove non vi sono adeguati sistemi statistici, utilizzando la luminosità notturna delle immagini satellitari (Xi Chen and William D. Nordhaus: “Using luminosity data as a proxy for economic statistics”, in PNAS, 24 maggio 2011, Vol. 108, n. 21, pagg. 8589-8594).
Per quanto possa essere considerato poco attendibile sul piano scientifico, l’approccio denuncia come l’uso e consumo di energia elettrica possa costituire un fossato che separa, purtroppo, i poveri dagli agiati.

“Ogni sfida globale rinvia comunque all’accesso all’energia senza la quale è impossibile istruire i bambini, dare potere alle donne, migliorare la salute - ha osservato Reid Detchon, Vice Presidente di Energia e Clima della Fondazione delle Nazioni Unite - L’energia è il motore della crescita economica necessaria per ridurre la povertà. Questa iniziativa offre il primo esempio nella sua storia che le Nazioni Unite vogliono affrontare le questioni energetiche e la Fondazione è impegnata a realizzarne gli obiettivi”.