L’energia elettrica green supera il carbone per capacità globale

L’energia elettrica green supera il carbone per capacità globale

Il rapporto dell'Agenzia Internazionale dell'Energia stila un quadro favorevole: per la prima volta l'energia rinnovabile ha superato i combustibili fossili, ma questa strada deve essere seguita anche nel settore dei trasporti e del riscaldamento.

La popolazione mondiale sta crescendo, ma vive in condizioni di vita estremamente diverse: i Paesi in via di sviluppo vedono incrementare le industrie e la domanda di energia elettrica; mentre i Paesi con un'economia avanzata si preoccupano di salvaguardare il Pianeta, avviandosi verso la de-carbonizzazione.

Il Medium-Term Renewable Energy Market Report 2016, pubblicato dall'IEA, analizza da vicino i vari settori dell'energia rinnovabile e la sua evoluzione nel mercato al 2021. Nonostante i progressi degli ultimi anni, l'IEA afferma che vi sono numerosi ostacoli al raggiungimento degli obiettivi fissati dall'Accordo di Parigi, tra cui i prezzi sempre più bassi dei combustibili fossili.

Il 2015 è stato un anno di grande sviluppo delle fonti rinnovabili, dovuto soprattutto a politiche di sostegno e riduzione dei costi, e per la prima volta hanno rappresentato oltre la metà della capacità di produzione dell'energia elettrica.

L'elemento positivo che il Rapporto vuole sottolineare è che la capacità delle fonti rinnovabili in tutto il mondo ha raggiunto quota 153 GW, il 15% in più del 2014, un record dovuto al solare fotovoltaico e all'eolico onshore.

Per i prossimi anni si stima che la quota di energia elettrica rinnovabile passerà dal 23% del 2015 a quasi il 28% del 2021, anno in cui, secondo il rapporto, si avrà una produzione elettrica da rinnovabili pari all'attuale consumo di Stati Uniti e Unione Europea sommati.

La crescita delle rinnovabili che si prospetta dal 2015 al 2021 è del 13%, dato più ottimista rispetto al Rapporto dello scorso anno e possibile anche grazie all'ulteriore diminuzione dei costi previsti sia per il solare, di circa un quarto, che per l'eolico onshore, di circa il 15% entro il 2021.

L'energia proveniente da fonti rinnovabili non hanno una crescita omogenea. Infatti, l'energia solare e l'eolica onshore rappresentano insieme il 75% della crescita globale della capacità elettrica da fonti alternative nel medio termine. Le altre rinnovabili crescono molto più lentamente: quella idroelettrica non riesce a decollare, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo; per il biogas si stanno studiando, in Cina in particolare, progetti per nuove tecnologie; mentre per l'eolico offshore si pensa che triplicherà la sua capacità entro il 2021 guidato questa volta dall'Europa, ma ancora stenta a crescere in modo consistente.

Anche l'utilizzo dell'energia rinnovabile non è uniforme in tutto il mondo, infatti il suo incremento è dovuto principalmente all'azione di 4 Paesi: Stati Uniti, che da soli rappresentano quasi la metà della prospettiva di crescita; la Cina, che sta dando forma a piani ambiziosi; l'India, che sta attuando politiche ambientali efficaci, soprattutto per quanto riguarda la crescita del solare; e il Messico.

Se si considera la crescita globale, non si può negare che è la Cina ad essere leader mondiale sull'espansione delle energie rinnovabili, rappresentando da sola quasi il 40% della crescita, e si stima che proprio nello stato asiatico, nel 2021, sarà presente più di un terzo del solare e dell'eolico onshore del Pianeta. Anche l'India ha un andamento positivo: le stime indicano che la capacità energetica proveniente dal solare aumenterà di 8 volte. La grande crescita del continente asiatico è favorita principalmente da due fattori: uno ambientale, l'inquinamento atmosferico è uno dei più gravi problemi presenti; e uno politico, la volontà di creare un ambiente politico favorevole, in Cina soprattutto, e rispondere alla crescente domanda di energia elettrica, in India principalmente.

La crescita statunitense è dovuta, invece, all'applicazione di politiche favorevoli all'uso delle rinnovabili, ad esempio con l'introduzione di incentivi fiscali. Con questa politica, si prevede che gli Stati Uniti possano divenire, in termini di aumenti per capacità di energia elettrica rinnovabile, il secondo più grande mercato mondiale.

Il Rapporto stima che la domanda di energia elettrica probabilmente si ridurrà nel prossimo quinquennio rispetto a quello passato, in quanto sono state apportate migliorie nei piani energetici dei vari Paesi e la produzione energetica intensiva sarà minore.

In media si valuta che le rinnovabili garantiranno, per il periodo considerato, il 60% della crescita dell'energia elettrica totale, ma si noteranno delle disparità tra i vari Paesi. Infatti, dove le economie sono più sviluppate, come negli Stati Uniti e in Europa, la crescita di utilizzo di energia rinnovabile sarà forte, accelerando così la de-carbonizzazione del settore energetico; invece, nelle economie emergenti, come l'India, in cui si prevede un aumento anche di domanda di energia elettrica, le fonti rinnovabili sono previste per soddisfare solo una parte della crescita.

Il Rapporto si sofferma ad analizzare anche il settore dei trasporti, considerando come ostacolo alla transizione verso i biocarburanti la diminuzione del prezzo dei carburanti fossili; e quello del riscaldamento domestico, di cui solo il 9% della fornitura mondiale di calore proviene da fonti rinnovabili, in testa l'Europa seguita dal Nord America. Esempio positivo è il Brasile, il quale soddisfa il fabbisogno del riscaldamento per il 40% da fonti rinnovabili. Si prevede un lieve progresso anche in questo settore per il 2021, stimando la fornitura mondiale di calore proveniente da fonti rinnovabili superiore al 10%.

L'IEA è convinta che nonostante si stiano facendo dei progressi nella de-carbonizzazione del mondo, ancora si è troppo lontani dagli obiettivi finali. Infatti, solo il solare fotovoltaico e l'eolico onshore stanno veramente rispettando i termini e, secondo l'Agenzia, si dovrebbe accelerare la transizione in tutti e tre i settori: dell'energia, dei trasporti e del riscaldamento.

di Sara Carrassi

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