Alla Settimana Mondiale dell’Acqua di Stoccolma all’ordine del giorno le tematiche del Rapporto del SIWI sulla necessità di una maggior collaborazione nella gestione di beni che sono strettamente correlati ed indispensabili per lo sviluppo. Sottoscritto dagli scienziati presenti alla Conferenza un Appello all’ONU per inserire la gestione resiliente delle acque piovane tra gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, se si vuole sradicare la Povertà, la Fame e la penuria di Acqua.

world water week

In occasione dello svolgimento dell’annuale World Water Week (Stoccolma, 31 agosto-5 settembre 2014), lo Stockholm International Water Institute (SIWI) ha diffuso il Rapporto “Energia e Acqua: il legame vitale per un futuro sostenibile” (Energy and Water: The Vital Link for a Sustainable Future) che, attraverso analisi e differenti punti di vista di specialisti e scienziati del settore su alcune delle principali opportunità e sfide che si pongono, si prefigge l’obiettivo di costituire un punto di decollo per una maggiore collaborazione tra i responsabili della gestione di Acqua ed Energia, beni strettamente interconnessi e fortemente interdipendenti, secondo il tema scelto dall’ONU per la celebrazione della Giornata Mondiale dell’Acqua 2014, perché le scelte fatte e le azioni intraprese in un ambito possono influenzare notevolmente l’altro, positivamente o negativamente, per cui c’è la necessità di limitare gli impatti negativi e di favorire le opportunità di sinergia.

I capitoli di questo documento sono stati preparati appositamente per il dibattito in corso alla WWW 2014 e includono:
- Acqua ed energia: evoluzione necessaria dal dialogo alla partnership?
- La sete crescente di energia: lo shale gas come parte della soluzione o parte del problema.
- Energia idroelettrica sostenibile nel contesto della sicurezza idrica ed energetica.
 - Foresta, acqua e stoccaggio del carbonio: la creazione di sinergie e il bilanciamento di compromessi in vista dei cambiamenti climatici.
- Acqua ed energia nel contesto urbano.
 - Nel bene e nel male: l'eterna interdipendenza di energia e acqua.
La futura agenda sullo sviluppo, si legge nel Rapporto "deve valutare adeguatamente l'acqua come una risorsa per lo sviluppo umano e il sostegno di un sistema Terra produttivo e resiliente”.
Il Rapporto evidenzia, tra l’altro: l'importanza della valorizzazione, gestione e conservazione dell’acqua dolce e dei suoi servizi e il valore degli ecosistemi nel migliorare i mezzi di sussistenza, la riduzione della povertà e il mantenimento della biodiversità.
Vi si sottolinea pure che sono ancora necessari progressi nella fornitura sicura e a prezzi accessibili dell'acqua potabile e servizi igienici adeguati.
Si raccomanda, infine, che l’obiettivo per lo sviluppo sostenibile (SDG) dedicato all’acqua, sia integrato dall’obiettivo che affronti e integri l'acqua in rapporto all’energia, ai cambiamenti climatici, alla sicurezza alimentare e alla salute.

Il mondo mancherà l’obiettivo di sradicare la fame e la povertà di miliardi di persone che vivono in regioni con scarse e variabili precipitazioni, senza una migliore gestione delle acque piovane.
È questo l’assunto della Dichiarazione inviata all’ONU e sottoscritta dagli scienziati presenti a Stoccolma, con la quale si ammonisce che non saranno raggiunti gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile proposti dal Gruppo di Lavoro delle Nazioni Unite, in particolare gli obiettivi Povertà (1), Fame (2) e Acqua dolce (6), in assenza di una gestione sostenibile delle acque piovane.
Più di 2 miliardi di individui vivono in alcune aree geografiche più aride e povere del mondo, che sono pure quelle dove la popolazione è in più rapida crescita. Queste regioni dipendono da precipitazioni molto variabili, inaffidabili e imprevedibili, e, quando piove, diluvia, rendendo le attività agricole un’ardua impresa. Tuttavia, la quantità d’acqua che cade sarebbe sufficiente e con metodi migliori di utilizzazione dell’acqua piovana, la produzione alimentare potrebbe essere drasticamente migliorata.
Lo sviluppo sostenibile per i poveri agricoltori delle zone aride dipende dalla capacità di costruire la resilienza ed aumentare la produzione agricola attraverso la capacità di utilizzo della acqua piovana locale, gravemente sotto utilizzata - affermano i firmatari del documento - Pratiche e tecniche gestionali, quali lo stoccaggio dell'acqua piovana, l’efficiente irrigazione supplementare e la gestione integrata di acqua, terra, colture e nutrienti, sono in grado di conseguire significativi aumenti di produttività, l’incremento di una agricoltura sostenibile su piccola scala per migliorare la sussistenza, lo sviluppo della comunità e la sicurezza alimentare. Ciò potrebbe anche aprire le opportunità per gli investimenti, stimolare ulteriormente lo sviluppo agricolo, beneficiando delle esperienze nei Paesi a medio e alto reddito”.
Pertanto - concludono i sottoscrittori - invitiamo l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite di aggiungere in qualsiasi Obiettivo relativo alla fame un target sulla gestione sostenibile e resiliente delle acque piovane al fine di migliorare la produzione alimentare, attraverso l'adozione di pratiche di gestione sostenibile dei bacini idrografici a tutte le scale, che mirino ad incrementare di oltre il 50% la resa di cibo per unità di acqua piovana”.