Il Rapporto annuale dell’UNEP, che monitora le riduzioni di gas ad effetto serra intraprese per raggiungere l’obiettivo di mantenere entro i 2 °C il riscaldamento globale entro la fine del secolo, indica che il divario tra le emissioni attuali e quelle che sarebbero necessarie intraprendere è tuttora superiore per lo step al 2020 del 18-27% per attestarsi alla quota limite di 44 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente (GtCO2e).

EmissionsGapReport 2013

Come accade da 4 anni, l’UNEP (il Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite), qualche giorno prima dello svolgimento dell’annuale Conferenza delle Parti della Convenzione ONU sui Cambiamenti Climatici, pubblica il Rapporto sul divario tra gli impegni assunti dai singoli Paesi per ridurre le emissioni climalteranti e quel che sarebbe necessario fare per mantenere alla fine del secolo la temperatura globale entro un aumento di 2 °C, secondo quanto concordato alla Conferenza UNFCCC di Copenhagen (2009).

L’“Emissions Gap Report 2013” avverte che “gli impegni presi dai singoli Paesi, se pienamente attuati, contribuiranno a ridurre le emissioni nel 2020 rispetto ad un livello business-as-usual, ma non sufficienti con l’obiettivo del + 2 °C, lasciando un notevole e crescente divario che dopo il 2020 costringerà ad intraprendere azioni di mitigazione molto più pesanti”.

Secondo il Rapporto, per la redazione del quale hanno concorso 44 gruppi scientifici di 17 Paesi, per conseguire l’obiettivo posto a Copenhagen sarebbe necessario che al 2020 le emissioni globali si fermassero a 44 miliardi di tonnellate di CO2 equivalente (GtCO2e), per fermarsi a 40 GtCO2e nel 2025, a 35 GtCO2e nel 2023 e a 22 GtCO2e al 2050. Il divario al primo step è stimato tra gli 8 miliardi e i 12 miliardi di tonnellate di GtCO2e, ovvero tra il 18 e il 27% in più di emissioni. Questo significa che nel medio periodo sarà necessario aumentare notevolmente i tassi di riduzione delle emissioni globali, chiudere le infrastrutture ad alta intensità di carbonio, far maggiore affidamento su tecnologie non adeguatamente sperimentate, incrementare le spese per le azioni di mitigazione e non essere certi di riuscire a raggiungere l’obiettivo.

grafico EmissionsGapReport 2013

Come mette ben in evidenza il Rapporto, un’azione ritardata significa un più alto tasso di cambiamenti climatici nel breve termine - ha affermato il sotto-Segretario Generale delle Nazioni Unite e Direttore Esecutivo dell’UNEP, Achim Steiner - Tuttavia, l’obiettivo del 2020 può ancora essere raggiunto, rafforzando gli impegni attuali ed assumendo ulteriori iniziative, tra cui il potenziamento di iniziative di cooperazione internazionale in settori quali l’efficienza energetica, la riforma dei sussidi ai combustibili fossili e lo sviluppo delle energie rinnovabili. Anche l'agricoltura può dare il suo contributo visto che il settore è attualmente responsabile dell’11% delle emissioni globali, ancor di più che fossero prese in considerazioni anche quelle indirette”.

Gli scienziati concordano sul fatto che i rischi di danni irreversibili all’ambiente aumenterebbero significativamente se non si riuscisse a mantenere l’aumento della temperatura media globale entro i 2 °C, rispetto ai livelli pre-industriali entro la fine del secolo.
L’ultimo Rapporto del Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) ha confermato che è “estremamente probabile” (95-100% di probabilità) che l’attività umana sia la causa di questo riscaldamento.


box emission gap
Mentre ci accingiamo all’ultimo round di negoziati sul clima di Varsavia, c’è la necessità impellente che i Paesi aumentino più velocemente le proprie ambizioni per il superamento del gap di emissioni e per un futuro sostenibile per tutti - ha dichiarato Christiana Figueres, Segretario esecutivo UNFCC - Tuttavia, una maggiore ambizione nazionale non sarà sufficiente a dare risposta alle realtà scientifiche dei cambiamenti climatici, che è uno dei motivi per cui un nuovo accordo universale, in grado di catalizzare la cooperazione internazionale, deve essere raggiunto entro il 2015”.

L’Unione europea ha adottato il 14 ottobre 2013, durante il Consiglio “Ambiente”, la sua posizione in merito allo svolgimento della 19ª Sessione della Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (UNFCCC) di Varsavia (11-22 novembre 2013), imperniata in particolare sulla corretta attuazione delle decisioni esistenti e sull’avanzamento dei lavori nel quadro della piattaforma di Durban per un’azione rafforzata mediante iniziative intese a:
- colmare il più rapidamente possibile il divario esistente nel livello di ambizione in materia di mitigazione pre-2020;
- preparare il terreno per l’adozione entro il 2015 di un nuovo accordo globale sul clima post-2020.

L’UE ribadisce che il nuovo accordo abbia la forma di un protocollo giuridicamente vincolante applicabile a tutte le Parti della Convenzione.
Il Rapporto dell’UNEP costituisce un ulteriore avvertimento che il mondo non sta agendo come dovuto sul clima, denunciando che gli attuali tagli del carbonio sono troppo lenti - ha sottolineato Connie Hedegaard, Commissaria UE di Azione per il Clima - Ma la buona notizia consiste nel fatto che sono ancora possibili opzioni per colmare il divario, anche se il tempo stringe. Alcune, peraltro, sono abbastanza semplici da adottare: efficienza energetica, energie rinnovabili e riforma dei sussidi ai combustibili fossili. Il Rapporto, inoltre, indica che i Paesi in via di sviluppo già adesso rappresentano circa il 60% delle emissioni globali, indicando che il mondo non può combattere efficacemente i cambiamenti climatici senza che tutte le economie si impegnino con una loro equa quota”.