Il MiSE ha diffuso i testi dei 3 Decreti relativi alla rimodulazione degli incentivi alle fonti rinnovabili, previsti dal Decreto “Competitività”, la cui retroattività è a rischio di incostituzionalità.
Seppure non ancora pubblicati sulla G.U. erano attesi dagli operatori e produttori del settore che dovranno poi scegliere entro il 30 novembre tra le 3 opzioni.

tariffe spalma incentivi

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) con comunicato del 17 ottobre 2014 ha annunciato che il Ministro Federica Guidi ha firmato i primi 3 provvedimenti di attuazione delle norme per la riduzione delle bollette elettriche, in particolare per le PMI, varate la scorsa estate con il Decreto legge del 24 giugno 2014, n. 91, convertito con modifiche dalla Legge 11 agosto 2014, recante “Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l’efficientamento energetico dell’edilizia”, meglio conosciuto come “Decreto Competitività”, che contiene le norme del pacchetto taglia-bollette, comprese quelle dello “Spalma incentivi”.
Seppure non ancora in vigore, non essendo stati pubblicati sulla G.U, sul sito del Ministero sono disponibili i testi dei 3 Decreti.

Il primo provvedimento, concertato con il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Gian Luca Galletti e sul quale si è espressa favorevolmente l’Autorità per l’energia (AEEG), riguarda la Rimodulazione volontaria degli incentivi all’energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico. Il Decreto consente ai produttori da fonti rinnovabili interessati a operazioni di rifacimento o ripotenziamento del sito di ottenere un prolungamento di 7 anni del periodo di diritto agli incentivi, con una conseguente riduzione dell’erogazione annua.

Un secondo decreto attiene alle modalità di Rimodulazione degli incentivi agli impianti fotovoltaici da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE). Sulla base del provvedimento, ai produttori sarà riconosciuto, ogni anno, un acconto pari al 90%, calcolato sulla base della produzione effettiva dell’anno precedente, con saldo entro 60 giorni dall’invio delle misure sulla produzione effettiva e comunque entro il 30 giugno dell’anno successivo. Il Decreto disciplina le modalità di calcolo dell’acconto, le verifiche che il GSE è tenuto ad effettuare per evitare erogazioni indebite e la periodicità dei pagamenti, differenziata sulla base della dimensione degli impianti. Il Decreto consentirà di programmare e rendere più certe le erogazioni.

Il terzo decreto regolamenta la Rimodulazione degli incentivi agli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 200 kW nell’arco dei venti anni, offrendo così ai produttori il quadro completo delle opzioni ai quali gli stessi produttori possono accedere.

Da queste prime misure ci si attende una riduzione degli oneri di incentivazione dell’energia elettrica da fotovoltaico e da altre fonti rinnovabili compresi in 500-700 milioni di euro l’anno, a partire dal 2015 - si legge nel Comunicato - Si tratta dei primi risultati di un intervento di più ampio respiro, che comprende misure, in avanzata fase di definizione, per rendere più efficiente il mercato elettrico e ridurre il peso di alcuni altri oneri gravanti sulla bolletta dell’energia”.

Tali Decreti erano attesi dagli operatori del settore che dovranno effettuare entro il 30 novembre 2014 la scelta tra le tre opzioni di rimodulazione degli incentivi. Tuttavia, il Decreto contenente lo “Spalma incentivi”, “violerebbe sia le norme costituzionali in materia di retroattività e di tutela dell’affidamento, sia gli obblighi internazionali”, tant’è che assoRinnovabili e altre associazioni di produttori, forti di questo parere espresso dal Presidente Emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida, si stanno organizzando già da alcune settimane per ricorrere contro questo provvedimento, al fine di dimostrarne l'incostituzionalità e garantire il principio di certezza del diritto e di affidamento delle imprese verso lo Stato.
Oltretutto, il danno di immagine e di perdita di fiducia degli investitori ed operatori stranieri nei confronti del nostro Paese è ben superiore in termini economici dei vantaggi attesi sulle bollette dei consumatori dallo “Spalma incentivi”.

Il Governo, nonostante le dichiarazioni di voler incentivare le fonti rinnovabili, nel concreto sembra difendere più le lobby delle fonti tradizionali, come abbiamo già osservato.