I valori fissati sono il risultato della sperimentazione effettuata da ISPRA e alcune ARPA per la valutazione del valore di attenuazione del campo elettromagnetico generato da impianti di teleradiocomunicazione e delle stazioni radio base della telefonia mobile, nei casi di presenza di pareti e coperture con finestre o altre aperture di analoga natura.
Oltre a costituire un ulteriore passo per la definizione di parametri sull’esposizione a tutela della salute, è il presupposto necessario per lo sviluppo delle reti mobili a banda larga.

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Il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ha firmato il Decreto recante “Linee guida per la determinazione dei valori di assorbimento del campo elettromagnetico da parte delle strutture degli edifici”.
Lo rende noto un Comunicato pubblicato il 7 ottobre 2016 sul sito dello stesso Ministero.

Si tratta di uno dei provvedimenti del pacchetto attuativo dell’art.14 della Legge n. 221/2012, che aveva introdotto delle disposizioni integrative alla normativa relativa ai limiti di emissione ad alta frequenza, stabiliti dal D.P.C.M. 8 luglio 2003 “Fissazione dei limiti di esposizione, dei valori di attenzione e degli obiettivi di qualità per la protezione della popolazione dalle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici generati da frequenze comprese tra i 100 kHz e 300 GHz”.
Gli altri due Decreti hanno riguardato le modalità di fornitura a ISPRA, ARPA/APPA dei dati di potenza degli impianti da parte degli operatori con cadenza oraria, e l’individuazione dei fattori di riduzione della potenza massima delle antenne.
Con questo decreto - ha spiegato Gian Luca Galletti - facciamo un altro passo avanti verso la definizione di parametri definiti sull’esposizione ai campi elettromagnetici, a tutela della salute dei cittadini”.
L’emanazione delle Linee guida è anche il presupposto necessario e urgente, come si evidenzia nelle premesse “al fine di consentire lo sviluppo delle reti mobili a larga banda e di garantirne l'operatività nell'ottica della diffusione delle tecnologie digitali”.
Tuttavia, sono trascorsi 18 mesi dai pareri espressi sul documento dalle competenti Commissioni parlamentari, prima che si giungesse alla firma del documento.

La definizione dei valori di assorbimento del campo elettromagnetico è il risultato di una sperimentazione effettuata dai tecnici dell’ISPRA e delle ARPA di Liguria, Piemonte, Umbria e Veneto e ha come scopo la valutazione sperimentale del valore di attenuazione del campo elettromagnetico generato da impianti di teleradiocomunicazione e delle stazioni radio base della telefonia mobile, nei casi di presenza di pareti e coperture con finestre o altre aperture di analoga natura. Per il rilevamento l’ISPRA ha definito apposite procedure operative che prevedono la rilevazione dei campi elettromagnetici in corrispondenza a due frequenze, 400 MHz e 900 Mhz, scelte per valutare sperimentalmente il valore di attenuazione.
 
Per tenere conto delle differenti proprietà schermanti offerte dai materiali in funzione della frequenza sono adottati 3 fattori di riduzione:
- per pareti e coperture senza finestre o altre aperture simili in prossimità di impianti di trasmissione superiori a 400 Mhz fissa il limite a 6 decibel;
- per pareti e coperture senza finestre o simili in presenza di segnali inferiori ai 400 Mhz la soglia è di 3 decibel;
- per l’esposizione nella condizione a finestre aperte, indipendentemente dalla frequenza di funzionamento degli impianti la soglia è pari a 0 decibel (assenza di riduzione). In questo caso ed esclusivamente nelle situazioni di criticità legate alla progettazione e realizzazione di reti mobili, il gestore può utilizzare fattori di attenuazione diversi da zero, compresi comunque nell’intervallo tra 0 e 3 decibel solo ed esclusivamente attraverso una motivazione documentata.
 
Successivamente le Agenzie potranno provvedere al rilascio del parere ambientale di propria competenza vincolando la validità dello stesso alla effettuazione di misurazioni, una volta che l’impianto è attivo per verificare la correttezza della documentazione prodotta.

I fattori di attenuazione saranno applicati sulla base delle indicazioni riportate sulla documentazione e/o sulla cartografia fornite dall’operatore. In assenza di tali indicazioni, gli edifici saranno sempre considerati come provvisti di finestre (tale considerazione vale anche nel caso di pareti di copertura, in cui è possibile la presenza di abbaini o lucernai).
Per quanto riguarda le pareti con finestre o altre aperture di analoga natura, i fattori di attenuazione da applicare potranno essere aggiornati in funzione di ulteriori studi pubblicati in letteratura.