Cinemambiente di Torino e Energy Forum di Vienna evidenziano come siano ancora lontani gli obiettivi dell’iniziativa ONU per l’energia sostenibile per tutti entro il 2030.

Blackout

Alla 16 edizione di Cinemambiente in corso a Torino (31 maggio- 5 giugno 2013) è stato proiettato “Blackout”, mediometraggio (durata 47 minuti: trailer del film) della regista Eva Weber, in concorso per la sezione “One Hour” che affronta il tema del mancato accesso all’energia elettrica di una parte della popolazione mondiale.

Così, ogni giorno a Conakry (Guinea) durante le sessioni di esami, quando il sole tramonta, centinaia di giovani studenti iniziano un pellegrinaggio notturno alla ricerca della luce che li conduce a luoghi come stazioni di servizio e aeroporti o alla volta dei quartieri più ricchi della città. Solo un quinto degli abitanti del Paese, infatti, usufruisce dell’elettricità: un’emergenza sociale che oltre a causare parecchi danni a livello economico crea notevoli disagi alla popolazione, rendendo ancor più faticoso il cammino della fascia più giovane verso l’emancipazione legata alla cultura e all’educazione, l’unico strumento nelle loro mani per costruirsi un futuro migliore.

Qualche giorno prima, in occasione del Vienna Energy Forum (28-30 maggio 2013), la Banca Mondiale ha presentato “Global Tracking Framework”, il primo dei Rapporti per monitorare i progressi verso gli obiettivi al 2030 posti dall’iniziativa“Sustainable Energy for All” (SE4ALL)  lanciata nel 2011 dal Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon:

- fornire l’accesso universale all’energia;

- raddoppiare la quota delle energie rinnovabili nel mix energetico mondiale;

- raddoppiare il tasso di miglioramento dell’efficienza energetica.

regioni-e-ambienteIl quadro sintetico che ne esce non è confortante, tant’è che si sottolinea come “Continuare business as usual non permetterà in alcun modo di conseguire gli obiettivi dell’iniziativa”.

* Circa 1,2 miliardi di individui, l’equivalente della popolazione dell’India, non ha accesso all’elettricità, e 2,8 miliardi devono ancora fare affidamento su legno o altre biomasse per cucinare e riscaldare le loro case. Ci sarà bisogno di uno sforzo notevole per ampliare le opportunità di accesso all’elettricità e all’utilizzo di combustibili sicuri.

* Circa l’80% di coloro che non hanno accesso all’energia elettrica vive in aree rurali. Anche se 1,7 miliardi di persone hanno potuto accedervi, tra il 1990 e il 2010, questo dato è solo leggermente maggiore della crescita della popolazione nel frattempo (1,6 miliardi). Da ciò si evince che il ritmo di espansione dovrà raddoppiare per poter centrare l’obiettivo. Portare elettricità ad oltre un miliardo di individui che utilizzano attualmente fonti tradizionali, farebbe aumentare le emissioni di carbonio di meno dell’1%.

*Ci sono 20 Paesi in via di sviluppo dell’Asia e dell’Africa sub-sahariana, che rappresentano circa due terzi di coloro che non hanno accesso all’elettricità e tre quarti di coloro che utilizzano combustibili solidi di legno, carbone di legno, rifiuti di origine animali e vegetali per cucinare o riscaldare le loro case, che potrebbero offrire un grande potenziale per fare rapidi progressi verso gli obiettivi. Inoltre, si eviterebbero 4 milioni di morti premature ogni anno a causa dell’inquinamento indoor, la maggior parte delle quali sono di donne e bambini.

* Le energie rinnovabili nel 2010 hanno rappresentato il 18% dell’approvvigionamento energetico mondiale e il tasso di miglioramento dell’efficienza energetica, espresso in tasso di crescita annua dell’intensità energetica (CAGR) si è attestato a 1,3% tra il 1990 e il 2010. In entrambi i casi, c’è necessità di raddoppiare gli sforzi.

“La domanda di energia elettrica è attualmente superiore all’offerta: dobbiamo fare in modo di rendere l’elettricità abbordabile, produrla in modo sostenibile ed utilizzarla in modo più efficace - ha dichiarato alla presentazione del Report Rachel Kyte, vice-Presidente della World Bank -Far fronte ad una tale sfida, soddisfare i bisogni elementari delle popolazioni e in modo sostenibile, richiede da parte di noi tutti un livello di sforzi senza precedenti”.

Approfondimenti sul numero di maggio-giugno di Regioni&Ambiente.