Efficienza energetica: una potenzialità da 43 miliardi di euro nel periodo 2014-2020

Efficienza energetica: una potenzialità da 43 miliardi di euro nel periodo 2014-2020

Presentato a Milano nel corso di un Workshop, patrocinato da GSE e MiSE, il 1° Rapporto del CESEF “Efficienza energetica: leva per lo sviluppo del Paese. Proposte per competere, regolare, finanziare” mette in evidenza le grandi potenzialità del settore che non vengono ancora adeguatamente sfruttate sia per una domanda che stenta ad esprimersi sia per lo scarso supporto finanziario.

cesef

Efficienza energetica: leva per lo sviluppo del Paese. Proposte per competere, regolare, finanziare” è il titolo del Convegno che si è svolto a Milano il 7 ottobre 2014, patrocinato dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) e dal Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE), a cui hanno preso parte i vertici delle Imprese bancarie e industriali, delle Associazioni, delle Authority e del Governo, che ha preso in esame le strategie e i modelli di business per competere nel mercato dell'efficienza energetica, e le politiche pubbliche e le fonti di finanziamento del settore.

L’efficienza energetica è diventata non solo il perno delle politiche energetiche e ambientali nazionali e internazionali, ma anche una leva fondamentale per il rilancio economico e industriale del Paese. Ciò, sia in un'ottica di risparmi economici in grado di rilanciare i consumi delle famiglie e la competitività internazionale di prodotti e servizi; sia per le elevate competenze tecnologiche dell'industria italiana che configurano una filiera nazionale, motore per uscire dalla crisi economica.


Tuttavia, il settore evidenzia grandi potenzialità inespresse, sia dal punto di vista della domanda che stenta ad emergere, sia dell'offerta, ancora troppo caratterizzata da piccole aziende sottocapitalizzate, delle policy pubbliche, forse non sufficientemente ambiziose; sia, ancora, dei finanziamenti che solo in parte sostengono il settore, come ha rilevato lo Studio presentato nell’occasione e realizzato dal CESEF, il Centro Studi sull'Economia e il Management dell'Efficienza Energetica promosso da AGICI - Finanza d'Impresa, la cui mission è di indagare potenzialità, sostenibilità e redditività del settore dell'efficienza energetica in una prospettiva globale e indipendente, superando le visioni parziali, condizionate da interessi specifici, che spesso caratterizzano gli studi sul comparto, formulando proposte per i policy maker.

Secondo lo Studio, coordinato da Andrea Gilardoni, Prof. di Economia e Gestione di Impresa all'Università Bocconi di Milano e Presidente del CESEF, e dal Dott. Stefano Clerici dell’Osservatorio del CESEF e responsabile progetti dell’area utility di AGICI, il solo raggiungimento degli obiettivi di risparmio energetico vincolanti definiti dall’UE (25,8 Mtep risparmiati al 2020) genererebbe un giro d’affari di oltre 43 miliardi di euro nel periodo 2014-2020.

Il raggiungimento dei target tuttavia non è agevole a causa di una domanda che ha difficoltà ad esprimersi, anche a causa della legislazione vigente e di uno scarso sostegno del sistema finanziario. Su circa 25 miliardi di euro erogati ai progetti cleantech dal 2007 al 2012 solo il 2,4% era destinato all’efficienza energetica. In tale contesto i fondi europei 2014-2020 giocheranno un ruolo chiave nel finanziamento di interventi di efficienza energetica (oltre 4 miliardi destinati all’EE), ma occorre sfruttarli appieno attraverso una pianificazione efficace dei progetti.

Per quanto riguarda l’offerta, i protagonisti del settore sono oggi le società di servizi energetici, in particolare le E.S.Co, che, essendo caratterizzate da ridotta dimensione e bassa capitalizzazione, sono limitate nelle potenziali attività, soprattutto nei progetti industriali di ampie dimensioni. Anche le utility e produttori di tecnologie, potenzialmente in grado di investire nel settore, non fanno dell’efficienza energetica il loro core business, offrendola solo come elemento complementare.

Lo Studio ha analizzato circa 150 aziende per le sopracitate categorie, individuando 9 modelli di business dell’efficienza energetica che si differenziano per:
- dimensione dell’operatore;
- livello di focalizzazione sul settore;
- gamma di servizi offerti;
- grado di esternalizzazione;
- target di clientela.

tabella modelli business
I modelli di business dell’efficienza energetica (Fonte: AGICI)

Le E.S.Co (consulenziali e integrate) e le Società di Servizi Energetici (gestionali e consulenziali) identificano l’offerta di efficienza energetica in senso stretto, in quanto ne hanno fatto la loro principale attività. Tali soggetti hanno generato un fatturato complessivo pari a circa 6,5 miliardi di euro nel 2012, con una crescita del 1,4% rispetto all’anno precedente. Quello delle E.S.Co Consulenziali è il segmento che più è cresciuto in questi anni, tuttavia rimangono società piccole (in media 7 dipendenti) e ancora sottocapitalizzate.
In chiave strategica, le E.S.Co si dovranno evolvere significativamente in una prospettiva di riqualificazione della attività - ha osservato Stefano Clerici - Saranno richiesti dei processi evolutivi necessari per la salvaguardia della propria competitività di breve e lungo periodo. In primo luogo sembra indispensabile avviare processi di crescita dimensionale necessari a gestire e finanziare progetti di maggiore dimensione o molto frammentati; in secondo luogo potrebbero dover internalizzare i servizi hard (installazione e manutenzione) allo scopo di ottenere maggiori margini dalla gestione del progetto”.

Il quadro delineato apre interrogativi sul futuro del settore, sulla effettiva capacità di sviluppare autonomamente una attrattività di lungo periodo dal punto di vista del business e sulle modalità più opportune di intervento per una efficace azione di rilancio.

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