Edilizia e trasporti traineranno nell’UE i nuovi posti di lavoro dovuti alle politiche di efficienza energetica

Edilizia e trasporti traineranno nell’UE i nuovi posti di lavoro dovuti alle politiche di efficienza energetica

Diffuso lo Studio commissionato dalla Direzione Energia della Commissione UE che fornisce l’attuale impatto socio-economico delle politiche sull’efficienza energetica e le stime al 2030 delle potenzialità nei vari settori e Paesi.

edilizia efficienza energetica


È stato diffuso qualche giorno fa lo studio “Assessing the employment and social impact of energy efficiency” (La valutazione dell’impatto occupazionale e sociale dell’efficienza energetica), richiesto dalla Commissione UE - Direzione Generale Energia (DG ENER) ad un gruppo di istituti specializzati, coordinati dalla Società di consulenza Cambridge Econometrics, specializzata nelle tecniche di modellazione e di analisi dei dati economici.

Lo scopo della ricerca era di:
- fornire un quadro completo dell'attuale impatto occupazionale delle politiche europee sull’efficienza energetica per tutti i settori economici (ed i loro sottosettori) in tutto il territorio dell'UE;

- valutare i cambiamenti settoriali che le nuove politiche di efficienza energetica fissati a livello nazionale e livello di Unione europea hanno creato;

- sviluppare strumenti di analisi di facile lettura (formule, indicatori, coefficienti, ecc.) da fornire ai responsabili politici per facilitare l’elaborazione di relative misure di implementazione dell’efficienza energetica.

Lo studio stima che al 2010 nell’UE-28 siano stati creati:
- oltre 900.000 posti di lavoro per la fornitura di beni e servizi per i quali la motivazione principale per l’acquisto è il risparmio energetico;
- sono stati 2.400.000 se si includono le attività correlate a beni e servizi che hanno la potenzialità della riduzione dei consumi energetici, ma non sono acquistati principalmente a tale scopo.

tabella estimates employment associatedGuardando al futuro (orizzonte 2030) lo studio ha ipotizzato diversi scenari per individuare quali settori potrebbero vedere un incremento di posti di lavoro. Tutti indicano che le potenzialità maggiori sono offerte dalla produzione e installazione di prodotti ad alta efficienza energetica nei trasporti e, soprattutto, nell’edilizia, in quanto si tratta di settori ad alta intensità di manodopera.

Nel settore dei trasporti, la produzione di veicoli elettrici o ibridi creerà nuovi posti di lavoro e la domanda per nuove competenze, ad esempio nella produzione di batterie per auto, specifiche competenze di manutenzione e di ingegneri specializzati nel controllo delle emissioni. Ulteriori nuovi posti di lavoro potrebbero essere collegati al potenziale di esportazione di tali vetture.

Nelle costruzioni dovrebbe esserci un’aumentata domanda di nuove competenze nella gestione di nuovi materiali e tecnologie, nei processi di costruzione sostenibile, per pianificare, gestire e calcolare l’impronta del carbonio, per esempio.

In generale, ci sarà domanda di lavoratori altamente qualificati in posti di lavoro che coinvolgono il controllo, la consulenza, l’organizzazione, quali i gestori di grandi progetti di costruzione. Quando si tratta di costruire una forza lavoro competente, la scienza, la tecnologia, l’ingegneria e la matematica saranno fondamentali a causa della natura tecnologica di molte delle occupazioni.

In generale, dal quadro delle potenzialità a livello di Paesi membri dell’UE, si osserva un aumento dei posti di lavoro negli Stati che hanno fatto investimenti per quote significative del PIL nell’efficienza energetica (in generale, come i Paesi Baltici, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, ma anche Finlandia e Paesi Bassi) e/o quelli con grandi investimenti nei settore dei beni (ad esempio, le costruzioni, per Grecia e Italia).

Nei Paesi dove l’economia è trainata da beni di consumo e servizi (es. Francia, Austria e Portogallo) l’incremento di posti di lavoro derivanti dalle politiche di efficienza energetica sarà relativamente più basso e, in qualche caso, in contrazione.

tabella employment member state

Lo studio indica anche la necessità di competenze specifiche, mancando le quali l’adozione di misure di efficienza energetica potrebbe essere rallentata, come è appunto il caso del settore edile, dove a fronte di un grande potenziale di nuovi impieghi, si contrappone un elevato livello di lavoro autonomo che potrebbe limitare la formazione delle forza lavoro nelle competenze necessarie.

Nello studio si sottolinea, inoltre, l'esistenza di altre correlazioni, come l’incremento del valore degli immobili come risultato di una loro maggior efficienza energetica. Negli Stati Uniti, si calcola che gli edifici con prestazioni di efficienza energetica certificata abbiano sul mercato un valore superiore a quelli tradizionali non certificati, del 10-16%.

Il Main Report può essere scaricato qui, mentre le Appendix che contengono le descrizioni più dettagliate dei modelli utilizzati per produrre le stime macroeconomiche, un elenco dei riferimenti contenuti nel rapporto principale, i risultati dettagliati dell’esame della letteratura, le informazioni di base della Politica di efficienza energetica dell'UE e i dettagli dei casi di studio analizzati, sono in un Volume a parte.

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