Edifici a energia quasi zero: le 5 raccomandazioni della Commissione UE

Edifici a energia quasi zero: le 5 raccomandazioni della Commissione UE

La Commissione ha rivolto agli Stati membri, i cui ritmi di realizzazione degli obiettivi della Direttiva 2010/31/UE - NZEB sono ancora troppo lenti, delle indicazioni per garantire che tutti gli edifici di nuova costruzione siano a energia quasi zero entro i termini prescritti dalla Direttiva.

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Sulla GUCE del 2 agosto 2016 (L 208) è stata pubblicata la Raccomandazione della Commissione UE del 29 luglio 2016 recante "Orientamenti per la promozione degli edifici a energia quasi zero e delle migliori pratiche per assicurare che, entro il 2020, tutti gli edifici di nuova costruzione siano a energia quasi zero", rivolta agli Stati membri per sollecitare l'elaborazione di Piani nazionali per aumentare il numero di edifici a energia quasi zero e assicurare che entro il 31 dicembre 2020 tutti gli edifici di nuova costruzione siano net zero energy, secondo quanto previsto dalla Direttiva 2010/31/UE - NZEB, attualmente in fase di revisione.

Gli edifici sono al centro della politica di efficienza energetica dell'Unione. Quasi il 40% del consumo di energia finale e il 36% delle emissioni di gas a effetto serra è causato da case, uffici, negozi e altri edifici. Migliorare le prestazioni energetiche del parco immobiliare europeo è fondamentale per raggiungere gli obiettivi dell'UE per il 2020 di riduzione delle emissioni e di efficienza energetica. Ciò sarà anche di aiuto per conseguire gli obiettivi di lungo  termine stabiliti nel quadro per le politiche dell'energia e del clima per il periodo dal 2020 al 2030 (Pacchetto "Clima ed Energia), nonché nella "Tabella di marcia verso un’economia competitiva a basse emissioni di carbonio nel 2050".

La Direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia è il principale strumento legislativo a livello di Unione europea per il miglioramento dell'efficienza energetica degli edifici.I principi su cui poggiano le disposizioni in materia di edifici a energia quasi zero sono uno dei pilastri della direttiva vigente e sono destinati a diventare la norma per gli edifici di nuova costruzione a partire dal 2020 e la completa attuazione dei requisiti per il 2020 riveste un'importanza fondamentale.
Tuttavia, la Commissione UE ha constatato, come risulta nella Relazione, presentata in pari data al Parlamento e al Consiglio, che gli Stati membri stanno realizzando gli obiettivi a un ritmo ancora troppo lento e che occorre accelerare.
A tal fine, la Commissione ha rivolto loro 5 Raccomandazioni.

(1) Adoperarsi più a fondo per attuare completamente e far rispettare le disposizioni della Direttiva sulla prestazione energetica nell'edilizia affinché tutti gli edifici di nuova costruzione siano a energia quasi zero entro i termini stabiliti dalla direttiva stessa.

(2) Elaborare le definizioni nazionali di "edificio a energia quasi zero" con un grado sufficientemente elevato di ambizione - non inferiore al previsto livello ottimale sotto il profilo dei costi per i requisiti minimi - e utilizzare le fonti energetiche rinnovabili nell'ambito di una progettazione integrata per soddisfare il modesto fabbisogno di energia degli edifici a energia quasi zero. Per la regione Mediterranea, i parametri di riferimento raccomandati sono:

- Uffici: 20-30 kWh/(m2.y) di energia primaria netta con un consumo normale di energia primaria pari a 80-90 kWh/(m2.y), di cui 60 kWh/(m2.y) proveniente da fonti rinnovabili in loco;

- Casa unifamiliare di nuova costruzione: 0-15 kWh/(m2.y) di energia primaria netta con un consumo normale di energia primaria pari a 50-65 kWh/(m2.y) di cui 50 kWh/(m2.y) proveniente da fonti rinnovabili in loco.. È opportuno garantire un'adeguata qualità degli ambienti interni per evitare il deterioramento della qualità dell'aria, del benessere e delle condizioni sanitarie nel parco immobiliare europeo.

(3) Per assicurare che a fine 2020 gli edifici di nuova costruzione siano a energia quasi zero, valutare il più rapidamente possibile l'opportunità di adeguare le pratiche esistenti. Si raccomanda altresì di definire il meccanismo da utilizzare per controllare il conseguimento degli obiettivi in materia di edifici a energia quasi zero e considerare la possibilità di introdurre sanzioni differenziate per gli edifici di nuova costruzione dopo l'entrata in vigore dei requisiti relativi agli edifici a energia quasi zero.

(4) Il contributo apportato dalle politiche e dalle misure di promozione degli edifici a energia quasi zero al conseguimento degli obiettivi dovrebbe essere più chiaro. Si raccomanda un collegamento più stretto tra le politiche, le misure e gli obiettivi in materia di edifici a energia quasi zero. Per facilitare la comunicazione delle informazioni a questo proposito, la Commissione ha messo a disposizione un modello, il cui uso non è obbligatorio ma raccomandato, per facilitare la comparabilità e l'analisi dei piani.

(5) Accelerare l'elaborazione di politiche specifiche a sostegno della ristrutturazione degli edifici esistenti per trasformarli in edifici a energia quasi zero. Dovrebbero essere elaborati insiemi coerenti di strumenti strategici (pacchetti strategici) per offrire agli investitori la necessaria garanzia di stabilità a lungo termine in materia di edifici efficienti, compresa la ristrutturazione in profondità degli edifici per trasformarli in edifici a energia quasi zero. Si raccomanda di raccogliere dati affidabili per controllare l'impatto delle politiche al fine di rispondere a esigenze specifiche e controllare la ristrutturazione del parco immobiliare esistente.

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