"ExNovoMaterials in the circular economy", la Mostra allestita nella hall dell'ingresso sud, trasferisce con un viaggio rappresentato da contributi visivi e digitali, la suggestione e la novità di ciò che sta accadendo e indica un futuro dove l'economia circolare può attingere a se stessa, riducendo automaticamente l'impatto di prelievo delle risorse naturali.

Tra le numerose novità della XX edizione di ECOMONDO, la Fiera internazionale del recupero di materia ed energia e dello sviluppo sostenibile, in svolgimento fino all'11 novembre 2016 a Rimini Fiera, in contemporanea a Key Energy, Cooperambiente, H2R e Città Sostenibile, merita segnalazione la Mostra "ExNovoMaterials in the circular economy", allestita nella hall dell'ingresso sud, sotto la grande cupola, che è stata inaugurata ieri pomeriggio dal Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Gian Luca Galletti.

La Mostra, curata da Roberto Coizet, in collaborazione con Centro Materia Rinnovabile e Edizioni Ambiente, vuole "rappresentare" la svolta dell'economia che sta cambiando il significato dei rifiuti, trasformandoli in protagonisti dell'economia circolare.
Oggi alcuni materiali, che fino a ieri erano soltanto "rifiuti", possono assumere caratteristiche, prestazioni e continuità di flusso tali da costituire effettive linee di approvvigionamento per le industrie. I tradizionali accumuli di rifiuti, domestici e speciali, stanno diventando non più un problema, ma una risorsa: si trasformano in "miniere urbane" e "miniere industriali" che possono competere con le fonti tradizionali nel fornire materie prime ad alte prestazioni.
Molti di questi materiali sono già affermati, rappresentando economie interessanti e prestazioni sufficientemente garantite e continuative da poter diventare a pieno titolo le nuove commodities per vari settori industriali.

Per restituire con efficacia la suggestione e la novità di ciò che sta accadendo, non basta presentare i materiali per quello che essi sono oggi nella fase ancora iniziale della loro metamorfosi da rifiuti a materiali nobili, bensì occorre mostrare le tappe della loro evoluzione e le potenzialità che avranno nel prossimo futuro.

Sono già in produzione materiali che provengono da processi di economia circolare  - foto di Valerio Scoponi

Sono già in produzione materiali che provengono da processi di economia circolare - foto di Valerio Scoponi

Così, per raccontare che cosa sono gli ExNovoMaterials, la Mostra segue un itinerario ideale in 3 tappe.
1. Si parte dalla rappresentazione della "macchina" che oggi genera nuovi materiali per l'industria (ed ecco il "Labirinto delle Stanze" intorno alla Piazza del Packaging). Ciascuna materia si racconta per ciò che è e che potrà essere: carta, alluminio, legno, vetro, plastica, acciaio, olio minerale, gomma, compost e bioplastica. Al centro, uno spazio è dedicato all'imballaggio, strumento che molti materiali hanno in comune nella circolarità del processo da rifiuto a nuovo prodotto.
2. Si incontrano, poi, gli esempi della grande realtà economica che già oggi cresce grazie a questi nuovi protagonisti (le "Torri Testimonial" delle applicazioni industriali).
3. Si giunge, infine, allo Spazio della Sperimentazione e Innovazione, dove si riuniscono alcune esperienze di nuovi materiali realizzati da una decina di start up del nostro Paese.

Arriva dal Piemonte "Poliphenolia", realtà che crea e produce creme anti invecchiamento utilizzando polifenoli estratti da bucce e semi di uva al termine del processo di vinificazione.

Due giovani donne, Antonella Bellina e Elisa Volpi, due professioniste della moda, sono i volti dietro a "DueDiLatte", marchio che utilizza tessuti ricavati dal latte, grazie a tecniche di bio ingegneria.
Dalla plastica... alla super-plastica: è quello che fa l´azienda Werner & Mertz che attraverso un particolare processo riesce a ottenere dalla plastica una tipologia addirittura più resistente che viene usata per produrre bottiglie per detersivi.

Fertilana realizza invece, utilizzando gli scarti della lana di pecora, un ottimo fertilizzante adatto alla bioagricoltura.

Mogu (in giapponese, fungo) è il nome del progetto della Mycoplast, start up che sfruttando gli scarti agricoli e alimentari, come la paglia di riso, la segatura, i fondi del caffè e la buccia di pomodori e patate, e trasformandoli in ´cibo´ per tipi particolari di funghi, riesce ad ottenere un biomateriale leggero come il polistirolo e biodegradabile, impermeabile e resistente alla fiamma, sostitutivo delle terracotte.

In Italia si consumano 13 miliardi di uova all´anno e un´infinità di gusci che nessuno usa. Un team di ricercatori, però, ha trovato un metodo per calibrare gusci d´uovo e argilla, ottenendo un nuovo cemento completamente biocompatibile. Si tratta dei ricercatori di Calchéra San Giorgio, Centro di Ricerca e Formulazione che studia e produce materiali specifici per il restauro, il consolidamento strutturale ed il risanamento di edifici di interesse storico culturale.

GS4C è la start up milanese che lavorando con il basalto e trasformandolo in una fibra elastica propone una alternativa al vetro resina, materiale usato per la costruzione delle barche a vela non riciclabile a differenza del basalto. Si potrà così in futuro evitare l´affondamento delle imbarcazioni arrivate a fine vita.

Stone-brick, recuperando gli scarti della lavorazione lapidea, ovvero il cosiddetto "fango di segagione" che deriva dal taglio delle pietre, ottiene nuovo materiale per l´edilizia, sviluppato con una tecnologia innovativa.
Dal tavolo degli aperitivi all´arredamento. È la nuova vita degli anacardi. I ricercatori dell´azienda triestina AEP Polymers, analizzandone il guscio, sono riusciti a trasformarli in polimeri liquidi e schiume adatti per l´isolamento e l´arredo.

Equipolymers ha scoperto il modo per rendere eco-compatibili le bottiglie della Coca Cola. Grazie al lavoro di ricercatori italiani si è riusciti ad ottenere un riciclo della plastica PET tanto puro da poter essere utilizzato come componente della bottiglia più celebre al mondo di cui si producono circa 1 miliardo e 300 milioni anno di esemplari. Un accordo con la multinazionale consentirà di inserire nelle bottiglie una componente fino al 10% di nuovo materiale biocompatibile.

La produzione dai gusci di uova di materiali specifici per il restauro il consolidamento strutturale ed il risanamento di edifici di interesse storico culturale, proposta dalla Startup Calchéra San Giorgio - Foto di Valerio Scoponi

La produzione dai gusci di uova di materiali specifici per il restauro il consolidamento strutturale ed il risanamento di edifici di interesse storico culturale, proposta dalla Startup Calchéra San Giorgio - Foto di Valerio Scoponi

Sintetizzando, la Mostra trasferisce con un viaggio rappresentato da contributi visivi e digitali, la suggestione e la novità di ciò che sta accadendo, e indica un futuro dove l'economia circolare può attingere a se stessa, riducendo automaticamente l'impatto di prelievo delle risorse naturali.

La Mostra, prima del genere in Europa, sarà poi itinerante in Italia e all'Estero, ambasciatrice di un made in Italy di valore assoluto.