A ECOMONDO premiate le buone pratiche urbane

A ECOMONDO premiate le buone pratiche urbane

Legambiente ha selezionato 23 esperienze positive messi in campo da comuni e amministrazioni per ridurre gli impatti ambientali e migliorare la qualità della vita, estratte dal Rapporto "Ecosistema Urbano 2016" da cui emerge che, pur nel rimescolamento della graduatoria di sostenibilità dei comuni capoluoghi di provincia, nella stragrande maggioranza delle città esaminate c'è una diffusa staticità.

Nella giornata di chiusura di ECOMONDO 2016 (Fiera di Rimini, 8-11 novembre 2016), presso l'Agorà di "Città Sostenibile" (la via italiana alla Smart City), Legambiente ha presentato "Buone pratiche urbane", estratte da "Ecosistema Urbano 2016", l'annuale Rapporto dell'Associazione del Cigno Verde sulla qualità della vita comuni capoluogo di provincia italiani e le ecoperformance delle pubbliche amministrazioni.

Da Alba, con la sua nuova flotta di mezzi elettrici per la raccolta dei rifiuti a Catanzaro, per la raccolta differenziata porta a porta che ha superato il 60%, da ScamBioLoGico la prima "Green Station" d'Italia a Potenza fino al Birrificio "Vale la Pena" a Roma gestito dalla Onlus "Semi (di) Libertà" finalizzata alla formazione ed all'inserimento professionale di lavoratori svantaggiati, sono 23 buone pratiche selezionate e premiate che hanno il pregio di introdurre significativi cambiamenti in ambiti specifici delle nostre città e che potrebbero essere riprodotte o utilizzate come spunto per interventi analoghi in altre realtà locali.
"Abbiamo selezionato tutte esperienze positive - ha spiegato Alberto Fiorillo, Responsabile Aree Urbane di Legambiente - che dimostrano come il cambiamento sia possibile, anzi è davvero a portata di mano, quando c'è davvero la voglia di creare discontinuità con il passato e di mettere in campo azioni per ridurre gli impatti ambientali e migliorare la qualità della città e la qualità della vita".

Ecco di seguito gli altri Comuni e buone pratiche premiati:
Bari per la sua nuova velostazione;
Bologna per il progetto BlueAp sulla resilienza della città;
Cosenza per il ciclo virtuoso della gestione dei rifiuti e la raccolta differenziata oltre il 50%;
Milano per le nuove tecnologie di asfalto riciclato;
Padova per il suo progetto di Parco Agro-paesaggistico Metropolitano (PaAM);
Padova
per "La stazione delle Biciclette";
Salerno per la raccolta differenziata dei Prodotti Assorbenti per la Persona, pannolini per bambini e ausili per l'incontinenza;
Udine per il progetto di lotta allo spreco nella sua declinazione energetica "Patto dei Sindaci/Mayors Adapt";
Udine per il suo progetto di orti urbani "L'orto e la luna";
"Abito, fare ambiente con i vicini di casa", un servizio di condivisione per chi vive in condominio o per chi vuole creare una comunità con i propri vicini di casa a Trento;
Chiesa di Sant'Aniello a Caponapoli (Napoli), riaperta al pubblico e divenuta luogo finalmente conosciuto da cittadini, studenti e turisti, grazie alla fruttuosa collaborazione tra Legambiente Campania e la Curia Arcivescovile di Napoli cui il Demanio, proprietario della Chiesa, ha affidato il bene;
Circolo di Legambiente "Città Futura" di Centocelle a Roma in collaborazione con la Comunità islamica per la partecipazione e il recupero di spazi urbani;
InGalera il primo e unico ristorante in Italia realizzato in un carcere, aperto al pubblico sia a mezzogiorno che alla sera a Bollate (Mi);
Istituto Comprensivo "Laura Lanza" a Carini (Pa) e il suo progetto di sperimentazione didattica e tecnologica di promozione del bello e del gusto estetico tra gli studenti;
"MiaGola" e "Neko Cafè" di Torino, due locali pubblici dove è possibile consumare un caffè, un aperitivo o una cena coccolando uno dei 9 gatti che vivono stabilmente nei locali e che non perdono occasione di andare a salutare gli ospiti;
"Muri d'autore" progetto della Fondazione Alfonso Gatto per un insediamento artistico all'aperto nel quartiere Fornelle a Salerno, che restituisce vitalità e creatività agli spazi pubblici;
Officina delle Bici della Casa di Accoglienza "Jannacci" a Milano, dove si insegna a riparare le biciclette e viene offerto un usato sicuro;
Quadrante, il progetto che ha sviluppato a Ivrea (To) un nuovo metodo di monitoraggio per avere in anticipo indicazioni sull'andamento delle concentrazioni di smog e sulla qualità dell'aria.

Come sopra accennato, la premiazione a ECOMONDO ha costituito solo un'anticipazione del XXIII Rapporto "Ecosistema Urbano 2016", realizzato da Legambiente in collaborazione con l'Istituto di ricerca Ambiente Italia e Il Sole 24 ore, e presentato il 14 novembre 2016 a Bari.
"Questo rapporto racconta un Paese a due velocità: quella delle amministrazioni e quella dei cittadini con le associazioni, i comitati di quartiere, le cooperative solidali – ha dichiarato la presidente di Legambiente, Rossella Muroni - E mentre le prime si confermano lente, rigide e quasi impermeabili ai cambiamenti, le seconde spiccano per vivacità e spirito d'iniziativa con tantissime buone pratiche che pur coinvolgendo concretamente un condominio, una strada o un quartiere, esprimono un'idea di città e di futuro ben più ampia, in grado di coniugare giustizia sociale e vivibilità, cultura e socialità, economia e ambiente. Ci auguriamo che queste iniziative siano da stimolo alle amministrazioni locali per migliorare le nostre città puntando a una nuova socialità e su un senso di comunità che nasce dalla condivisione e dalla cura di uno spazio sano e vivibile".

Su ciascuno dei 17 indicatori identificati come obiettivi di sostenibilità, alle città è stato attribuito un punteggio di una scala di riferimento che va da una soglia minima, al di sotto della quale non si ha diritto ad alcun punto, fino a una soglia da raggiungere per ottenere il punteggio massimo. I punteggi assegnati su ciascun indicatore identificano, in parole semplici, il tasso di sostenibilità della città reale rispetto ad una città ideale "non troppo utopica visto che, in tutti gli indici, esiste almeno una città che raggiunge il massimo dei punti assegnabili".
Il punteggio finale è successivamente assegnato definendo un peso per ciascun indicatore che oscilla tra 3 e 13 punti, per un totale di 100 punti.

Rispetto allo scorso anno c'è un rimescolamento generale delle graduatorie: c'è chi sale, chi scende di poco, chi crolla, ma sostanzialmente l'impressione generale che si ricava da una osservazione meno generica è che continua a prevalere, nella stragrande maggioranza delle città prese in esame, una diffusa staticità. Di fatto, il rimescolamento è molto probabilmente dovuto al lieve "rinnovamento" della ricerca, con l'eliminazione di indici che raccontavano ormai poco di nuovo sull'attualità del vivere quotidiano nei nostri centri urbani, ed il contemporaneo inserimento del dato sulla percentuale di consumi derivanti da fonti rinnovabili sul totale.

Quest'anno in testa alla classifica troviamo Macerata che scalza dalla vetta Verbania, la vincitrice dello scorso anno, grazie ad alcuni ottimi piazzamenti nei settori chiave della ricerca, con inquinamento atmosferico e raccolta differenziata.
Verbania conferma l'ottima posizione grazie alla superficie pedonalizzata e alla raccolta differenziata (1° posto con l'86,2%).
Sul terzo gradino si piazza Mantova per buone performance nella percentuale di raccolta differenziata (77%) e 2° posto assoluto nell'indice dedicato alla ciclabilità con 26,66 metri equivalenti ogni 100 abitanti.
Quarta è Trento che centra alcuni ottimi risultati mantenendo comunque una buona media quasi ovunque con pochi scivoloni.
Lo stesso vale per Bolzano, quinta, che torna tra i migliori proprio grazie a buone performance complessive e pochi passi falsi.

Tra le grandi città, Palermo, terz'ultima, ha risultati accettabili solo per i dati legati all'ozono, tra i più bassi in assoluto, e nel numero di auto circolanti. Performance deludente anche per Milano (73esima), con i peggiori dati in assoluto per le medie dell'Ozono e penultima nelle polveri sottili e nei consumi idrici e con solo il 4% di copertura dei consumi elettrici domestici provenienti da fonti rinnovabili.
Napoli (82esima), mostra perdite della rete idrica che superano il 40% e infrastrutture dedicate alle bici praticamente quasi inesistenti.
Roma (85esima), registra pessime medie per NO2, perdite della rete idrica che sfiorano il 45%, elevata produzione di rifiuti e zero per solare installato su edifici pubblici.
Infine, Torino (93esima), fa molto male sia per quel che concerne il biossido di azoto (NO2), in cui va peggio solo Milano, che nelle medie delle polveri sottili (PM10).

Tuttavia, sottolinea il Rapporto, anche per le città che occupano i posti più alti della classifica non si può non sottolineare alcune défaillance rilevanti. Tra queste la scarsa attenzione alle bici e ai ciclisti, i pochi passeggeri trasportati dal servizio TPL e l'elevato numero di automobili private circolanti di Macerata; gli elevati consumi idrici procapite e le pessime medie sull'ozono di Verbania; le elevate medie legate al monitoraggio delle polveri sottili (PM10) e dell'ozono di Mantova; gli alti valori di biossido di azoto a Trento così come a Bolzano.

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