Ecolight: Ritiro Uno contro Zero e tanto altro...

Ecolight: Ritiro Uno contro Zero e tanto altro...

Occupandosi di tutte le categorie di RAEE, il Consorzio assicura la gestione e lo smaltimento con competenza, impegno e trasparenza, nel pieno rispetto per l’ambiente e in una logica di sviluppo sostenibile.

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Il Consorzio Ecolight si occupa della raccolta e trattamento dei rifiuti derivanti da apparecchiature elettrotecniche ed elettroniche, i cosiddetti Raee, delle pile e degli accumulatori per il corretto adempimento degli obblighi di legge. L'azione si basa su un codice etico, la carta dei diritti e dei doveri morali, quale principale strumento per garantire una gestione equa ed efficace della transazioni e delle relazioni umane.
La particolare attenzione rivolta all'efficienza dei processi consente a Ecolight di minimizzare l'impatto economico sul consumatore finale. I contributi RAEE richiesti da Ecolight, che gravano sul prezzo finale che i consumatori pagano all'acquisto dei prodotti, sono infatti più bassi della media.
Per meglio conoscere il Consorzio Ecolight abbiamo intervistato il Direttore generale, Giancarlo Dezio.

Direttore, di che cosa si occupa Ecolight?
Ecolight nasce nel 2004 dalla volontà di 47 aziende di dare seguito alla Direttiva europea riguardante raccolta, recupero e smaltimento delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Oggi Ecolight ha oltre 1.500 aziende consorziate tra produttori, distributori e importatori. L'obiettivo di Ecolight è assicurare la gestione dei rifiuti di tutte le apparecchiature elettroniche e da due anni e mezzo circa il Consorzio si occupa anche della raccolta di pile e accumulatori, il tutto nel pieno rispetto dell’ambiente. Ricordiamo che solo nel 2013 abbiamo raccolto circa 20.000 tonnellate di apparecchiature elettroniche.

Nel 2008 il Consiglio Direttivo di Ecolight ha approvato il proprio Codice Etico. Quali sono le principali indicazioni contenute?
Il Codice Etico è un strumento fondamentale per Ecolight in quanto permette e garantisce una gestione equa ed efficace dell’operatività e delle relazioni umane; inoltre, è un impegno per la ricerca di soluzioni che abbiano minor impatto ambientale, massima efficienza e contenimento dei costi.

Quali sono gli accordi, le collaborazioni poste in essere recentemente?
Innanzitutto Ecolight ha aderito al Centro di Coordinamento RAEE e al Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori, all'interno dei quali siamo promotori di alcuni importanti Accordi di programma. Uno di questi è l’accordo con l’ANCI, che ha portato alla regolamentazione delle raccolte presso le isole ecologiche.

Quali problematiche ha dovuto affrontare Ecolight in questi anni?
Il sistema RAEE e la Raccolta pile sono entrambi sistemi “giovani”. Tuttavia, abbiamo incontrato difficoltà nel momento in cui si è cercato di andare oltre ciò che era necessario per alimentare il quantitativo di raccolta. Abbiamo messo in atto diversi strumenti-servizi per alimentare il sistema di raccolta, oltre 4000 punti vendita ne hanno usufruito, per la raccolta e recupero dei prodotti che il consumatore all’atto dell’acquisto di una nuova apparecchiatura conferiva al punto vendita. La questione più recente è legata al fotovoltaico, con l’approvazione del nuovo Decreto che recepisce la Direttiva comunitaria, i pannelli fotovoltaici diventano a tutti gli effetti RAEE.

Nella zona di Bologna è attiva la sperimentazione del progetto europeo Identis WEEE realizzato in collaborazione con Hera e la fondazione spagnola Ecolum. Ce ne può parlare?
È un progetto innovativo, del valore di oltre 3 milioni di euro, supportato per il 50% dalla Comunità Economica Europea. Con questo progetto, in collaborazione con i nostri partner, abbiamo voluto perseguire due obiettivi: individuare strumenti per la raccolta di piccoli elettrodomestici e offrire un supporto necessario per assicurare la tracciabilità di questi rifiuti. Vogliamo evitare di far andare il consumatore all’isola ecologica, perché crediamo che sia l’isola ecologica a dover avvicinarsi a lui.
Sono stati realizzati alcuni prototipi: il RAEE Point, contenitore stradale per raccolta piccoli elettrodomestici, il RAEE Shop, sempre con funzione di raccolta ma posizionato vicino al punto vendita, il RAEE Parking, un cassonetto di grandi dimensioni e, infine il RAEE mobile. In 5 mesi oltre 3.500 utenti si sono avvicinati ai cassonetti e sono stati raccolte oltre 13 tonnellate di rifiuti.

I RAEE contengono materie prime interessanti dal punto di vista economico, ma anche sostanze dannose per l'ambiente. Come si può arginare il fenomeno dei flussi informali di RAEE? Sono necessari maggiori controlli o una regolamentazione maggiore del settore?
Il controllo non può prescindere da regole certe, si deve andare avanti con lo stesso passo. Ci sono vari fenomeni, tra cui quello dello sciacallaggio, che influiscono negativamente sulla qualità dei rifiuti che troviamo nelle isole ecologiche e costituiscono per noi un grosso problema.

La necessità di promuovere cultura ambientale nel Paese, ha portato molti soggetti a puntare sull’educazione e la formazione ambientale. Quali sono le iniziative di Ecolight per sensibilizzare i cittadini?
Abbiamo fatto una campagna in collaborazione con il WWF “Vita da Lampadina”, coinvolgendo oltre 6000 studenti, abbiamo poi realizzato il Museo del Riciclo, sostenendo anche il concorso internazionale "Rifiuti in cerca d'autore". Collaboriamo inoltre con “Marlisco”, Concorso internazionale per artisti, finalizzato alla realizzazione di opere d’arte sul tema dei rifiuti marini e del loro riciclo/riutilizzo, e il progetto“Rigenerart”. la manifestazione rivolta ad artisti e designer che, utilizzando totalmente o in parte materiale da riciclo, creano oggetti d’arte come quadri o sculture e oggettistica d’interni. .
Qual è il futuro del Consorzio? Quali sono i progetti in programma per i prossimi anni?
Abbiamo nuovi obiettivi per quanto riguarda la raccolta con l'introduzione del ritiro 'uno contro zero' per i RAEE di piccole dimensioni che andrà a sostituire l'attuale decreto 'uno contro uno'. Questo significa che il consumatore può entrare in un punto vendita della grande distribuzione e lasciare il suo piccolo elettrodomestico senza acquistare nuove apparecchiature.
In questo senso stiamo cercando di dare sempre più supporto alla grande distribuzione organizzata obbligata al ritiro 'uno contro zero'.

Un messaggio per i lettori…
L’ambiente è una cosa che andrebbe sempre più salvaguardata soprattutto per i nostri figli e per le generazioni future. Ricordiamo che le varie apparecchiature elettroniche contengono pericolose sostanze nocive che non possiamo permettere che si disperdano nell’ambiente.

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