Nel corso della presentazione del Rapporto di Sostenibilità 2013 del principale Consorzio in Italia per quantità di RAEE gestiti, l’economista e imprenditore belga Gunter Pauli ha tracciato i principi e le concrete attuazioni della “Blue Economy” di cui è l’ideatore, che crea maggiori flussi di reddito con minor impiego di capitali, utilizzando le tecnologie ispirate dal funzionamento della natura.

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Non sta a me dare consigli ai politici, quello che posso dire è che la raccolta differenziata dei rifiuti deve risultare interessante e che deve essere anche una fonte di guadagno - ha affermato Gunter Pauli, nell’intervista realizzata a margine del suo intervento al Convegno organizzato il 20 maggio 2014 da Ecodom (Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici) per la presentazione del suo “Rapporto di Sostenibilità 2013” - Dovrebbe essere un po’ come un film di Indiana Jones, che possa appassionare la gente, perché se invece risulta come qualcosa di fastidioso, di oneroso e pesante, nessuno seguirà questa strada. Il riciclo dei rifiuti deve essere sorprendente, divertente, oggi è cupo, sporco, difficile, dispendioso, nessuno lo vuole così. Ricordiamoci che siamo a Roma, gli antichi dicevano un giorno giochi, un giorno lavoro: trasformiamo il riciclo dei rifiuti in un grande gioco”.

Fondatore di ZERI (Zero Emissions Research Initiative), la rete internazionale di scienziati, studiosi ed economisti che si occupano di trovare soluzioni innovative alle principali sfide cui le economie e le società sono poste di fronte, progettando nuovi modi di produzione e di consumo, Pauli ha svolto una riflessione introduttiva sul tema “È possibile disaccoppiare crescita economica e sfruttamento delle risorse?”.
Ovviamente l’economista ed imprenditore belga ha tracciato i principi e descritto alcune concrete attuazioni di quella “blue economy” di cui è l’ideatore.
Diversamente dalla Green Economy, la Blue Economy non chiede alle aziende di investire di più per salvare l’ambiente, ma utilizzando le tecnologie ispirate dal funzionamento della natura che opera materialmente attraverso le strategie della biomimesi (modelli testati e confermati nel tempo che si trovano in natura), crea maggiori flussi di reddito con minor impiego di capitali.

Pauli ha ripreso alcuni degli esempi già inseriti nel suo libro “The Blue Economy: 10 years, 100 Innovations. 100 Million Jobs” e ne cita di nuovi, quali la “prima bioraffineria integrata al mondo che valorizza materie prime rinnovabili, come oli vegetali dal cardo, utilizzando terreni marginali, non coltivabili ad uso alimentare, dove cresce spontaneo”, che sta per realizzarsi a Porto Torres.

Anche recuperando correttamente elettrodomestici fuori uso si contribuisce ad una crescita economica senza consumare ulteriori risorse, riducendo al contempo gli impatti sull’ambiente ed evitando l’immissione in atmosfera di gas ad effetto serra, come emerge dal “Rapporto di Sostenibilità 2013” di Ecodom, il principale Consorzio in Italia per quantità di RAEE gestiti.

Grazie alle modalità di trattamento adottate nella gestione di 70.955 tonnellate di apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso ( 34.933 tonnellate di frigoriferi, congelatori, condizionatori - R1; 35.534 tonnellate di lavatrici, lavastoviglie, scalda-acqua, forni, cappe - R2; 488 tonnellate di piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo e computer - R4), e 
sono state reinserite nei processi produttivi oltre 62.300 tonnellate di materie prime riciclate (42.287 tonnellate di ferro; 7.486 tonnellate di plastica; 2.058 tonnellate di alluminio; 1.658 tonnellate di rame). Complessivamente, il tasso di riciclo dei raggruppamenti gestiti dal Consorzio ha raggiunto nel 2013 la percentuale dell’87,8%.
Anche nel 2013, anno in cui è iniziato in Italia l’iter di recepimento della nuova Direttiva europea sui RAEE - ha affermato Alberto Borroni, Presidente di Ecodom – il nostro Consorzio ha lavorato strenuamente per cercare di migliorare l’efficienza nella gestione dei RAEE, riuscendo a mantenere a zero i contributi chiesti ai produttori e, di conseguenza, ai consumatori. Oggi il nostro auspicio è che si riesca a costruire una vera e propria economia del riciclo, favorendo una migliore simbiosi industriale, un sistema in cui le materie prime scartate come rifiuti possano essere riutilizzate, come risorse, da altre industrie. È questo il sentiero lungo il quale Ecodom vuole camminare, per contribuire a creare un’economia a bassa intensità di carbonio, che riesca a disaccoppiare la crescita dall’uso delle materie prime, dall’emissione di gas che alterano il clima e, più in generale, dall’inquinamento”.

Grazie al processo di trattamento realizzato dagli impianti selezionati da Ecodom, nel 2013 si è evitata l’immissione in atmosfera di 856.014 tonnellate di anidride carbonica (CO2), una quantità pari a quella che verrebbe assorbita in un anno da un bosco esteso quanto la provincia di Rimini (867 Kmq).
 L’energia risparmata, grazie al riciclo di materie prime seconde dai RAEE trattati è stata di 270.170 GJ, pari al consumo energetico annuo di una città di 64.000 abitanti (come per esempio Carrara) o equivalente a quella necessaria per soddisfare il fabbisogno energetico della città di Milano (con 1.262.101 abitanti) per oltre 2 settimane.
La priorità per Ecodom è la tutela dell’ambiente - ha aggiunto Giorgio Arienti, Direttore Generale del Consorzio - Per questo motivo poniamo una continua attenzione alla qualità del trattamento dei RAEE da parte degli impianti nostri fornitori, che stanno costantemente migliorando le loro performances, in particolare per quanto riguarda l’estrazione dei gas ozono-lesivi. Come è spiegato nel nostro Rapporto di Sostenibilità, se tutti i RAEE dei Raggruppamenti R1 e R2 generati ogni anno in Italia fossero trattati con un livello di qualità analogo a quello ottenuto da Ecodom, il nostro Paese potrebbe avere, sia in termini di risparmio energetico che di minori emissioni di gas serra, un beneficio ambientale quasi quattro volte superiore a quello attuale”.