La FAO lancia una nuova iniziativa per affrontare la crescente minaccia causata dal virus Ebola alla sicurezza alimentare. Il piano prevede lo stanziamento di 30 milioni di dollari per salvaguardare 90.000 famiglie vulnerabili in Guinea, Liberia e Sierra Leone.

ebola

La diffusione del virus Ebola preoccupa le autorità sanitarie mondiali che ancora oggi non riescono a capire se e quando si fermerà l’epidemia. Tutte le principali organizzazioni internazionali stanno intervenendo con ogni misura per bloccarne la propagazione, prima che superi la soglia d’allarme.

Anche la FAO ha lanciato pochi giorni fa un nuovo programma con l’obiettivo di dare assistenza urgente a 90.000 famiglie vulnerabili in Guinea, Liberia e Sierra Leone il cui approvvigionamento alimentare e i cui mezzi di sussistenza sono minacciati dall’effetto devastante che l’epidemia di Ebola sta avendo sulle economie rurali, sulle attività agricole e sui mercati.

Il Programma di Risposta Regionale per l’Africa occidentale incrementerà il lavoro che la FAO sta già facendo con i governi, con le agenzie delle Nazioni Unite e con reti locali di lavoratori agricoli, forestali e veterinari per contribuire a fermare la diffusione della malattia, affrontare le esigenze immediate e di lungo termine di cibo e nutrizione, e costruire la resilienza.

A tal proposito la FAO ha lanciato un appello urgente al fine di ottenere la stanziamento di 30 milioni di dollari per sostenere le attività legate al programma nel corso dei prossimi 12 mesi, organizzate intorno a quattro obiettivi fondamentali:

1.    contribuire a salvare vite umane fermando la diffusione della malattia attraverso la mobilitazione sociale, la formazione e la sensibilizzazione;
2.    sostenere i redditi e la produzione agricola per garantire la sussistenza;
3.    costruire la resilienza delle comunità nei confronti della minaccia della malattia;
4.    rafforzare il coordinamento per una migliore risposta.

Il nostro lavoro è parte dell’impegno complessivo delle Nazioni Unite di salvare vite umane e proteggere i mezzi di sussistenza - ha affermato Vincent Martin, responsabile del Centro di resilienza sub-regionale della FAO con sede a Dakar che coordina le attività di risposta - Stiamo seguendo un duplice approccio per aiutare i nostri partner dell’ONU ad arrestare la tragica perdita di vite umane e allo stesso tempo proteggere i redditi, i livelli di nutrizione e la sicurezza alimentare”.

Tra le attività previste: la mobilizzazione delle comunità per ridurre il rischio di infezione attraverso campagne di sensibilizzazione; l’incremento dei raccolti alimentari e commerciali e della produzione zootecnica ed ittica, introducendo strategie di micro-finanza per salvaguardare i redditi rurali; la creazione di sistemi di allarme e di risposta precoce per ridurre i rischi di Ebola nell’interfaccia uomo-animale. Il programma, inoltre, farà sì che i paesi si coordinino tra loro in modo da colmare le lacune di competenze, aumentando la condivisione delle conoscenze sulle migliori pratiche e costruendo network di collaborazione.

Questi interventi non possono aspettare - ha dichiarato Bukar Tijani, vice direttore generale e rappresentante regionale dell’Ufficio Regionale per l’Africa - L'epidemia sta già riducendo il potere d’acquisto delle famiglie vulnerabili, il che significa meno cibo nei loro piatti e aumento dei rischi nutrizionali per chi già vive con diete di pura sussistenza. Paura e stigmatizzazione minacciano, inoltre, di ridurre le attività agricole, mettendo così la sicurezza alimentare a rischio”.

Dai primi risultati emerge, infatti, una situazione molto preoccupante. In Sierra Leone, ad esempio, il 47% degli intervistati ha dichiarato che l’epidemia di Ebola sta notevolmente sconvolgendo le attività agricole. Nella contea di Lofa, l’area rurale della Liberia più colpita, i prezzi delle materie prime, tra cui gli alimenti, sono aumentati nel solo mese di agosto dal 30 al 75%.

Se non affrontato per tempo, l’impatto attuale dell’epidemia sui mezzi di sussistenza potrebbe portare a conseguenze di lunga durata sulle condizioni di vita degli agricoltori e sull’intera economia rurale. Per questo la FAO ha mobilitato i propri fondi per sostenere gli sforzi delle Nazioni Unite e dei governi. Tuttavia, è necessario fare molto di più e la FAO chiede un sostegno urgente per consentire all’Organizzazione di continuare ad assistere le comunità più indifese nei paesi colpiti e a rischio, salvaguardando il loro futuro.