Ebola: centinaia di migliaia di affamati nei paesi più colpiti

Ebola: centinaia di migliaia di affamati nei paesi più colpiti

Secondo l’ONU, la mancanza di accesso al cibo in Guinea, Liberia e Sierra Leone potrebbe minacciare oltre un milione di persone entro Marzo 2015 se non viene drasticamente migliorato l’accesso al cibo e non vengono attuate misure volte a salvaguardare i raccolti e la produzione di bestiame.

ebola


Il numero di persone che soffrono d’insicurezza alimentare cronica a causa dell’epidemia di Ebola in Guinea, Liberia e Sierra Leone potrebbe raggiungere il milione entro Marzo 2015: così riferiscono tre rapporti nazionali pubblicati recentemente dall’ONU in collaborazione con l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e il Programma Alimentare Mondiale (WFP).

L’impatto devastante della malattia, la chiusura dei confini, le misure di quarantena, i divieti di caccia e le altre restrizioni stanno mettendo seriamente a rischio le possibilità di accesso al cibo per le persone, minacciando i loro mezzi di sostentamento, interrompendo il funzionamento dei mercati e delle filiere di lavorazione del cibo, ed esasperando le carenze alimentari dovute alle perdite dei raccolti nelle aree con i più alti tassi di infezione da Ebola.

A Dicembre 2014 è stato stimato che oltre mezzo milione di persone sta soffrendo di grave insicurezza alimentare nei tre paesi dell’Africa Occidentale maggiormente colpiti. In particolare, la perdita di produttività e di reddito delle famiglie dovuta alle morti e alle malattie causate dall’Ebola, nonché all’allontanamento di molte persone dai luoghi di lavoro per paura del contagio, sta provocando un rallentamento economico in tutte e tre le regioni coinvolte. E questa situazione si presenta in un momento in cui Guinea, Liberia e Sierra Leone hanno bisogno di importare più cibo, ma i redditi derivanti dall’esportazione dei beni alimentari risultano gravemente colpiti dalla crisi.

Nel loro rapporto, FAO e WFP sottolineano come l’epidemia di Ebola abbia causato un notevole shock nei settori alimentare e agricolo dei paesi colpiti. Sebbene, infatti, le perdite dei raccolti appaiano relativamente modeste a livello nazionale, grosse disparità nella produzione sono emerse tra le aree con alti tassi di infezione e le altre regioni. Soprattutto, la carenza di forza-lavoro ha ostacolato operazioni come la semina e la diserbatura, mentre le restrizioni ai movimenti e la paura del contagio hanno interrotto le filiere commerciali agricole.

Lo scoppio dell’epidemia ha rivelato la vulnerabilità degli attuali sistemi produttivi alimentari e delle relative filiere nei paesi maggiormente colpiti dall’Ebola - ha dichiarato il vicedirettore della FAO e rappresentante regionale per l’Africa Bukar Tijani - La FAO e i suoi partner devono intervenire urgentemente per impedire i disturbi al settore agricolo ed ai mercati ed il loro impatto immediato sui mezzi di sostentamento, che potrebbero condurre ad una crisi irreversibile della sicurezza alimentare. Con un supporto tempestivo, possiamo impedire all’epidemia di avere un impatto grave e di lungo termine sulle comunità rurali”.

Lo scoppio dell’epidemia di Ebola nell’Africa Occidentale è stato un campanello d’allarme per il mondo intero - ha confermato il coordinatore WFP per le Risposte alle Emergenze Denise Brown a Dakar - Il virus sta avendo un impatto terribile nei tre paesi coinvolti e continuerà ad ostacolare l’accesso al cibo per molte persone nel prossimo futuro. Sebbene stiamo lavorando con i nostri partner per migliorare la situazione, dobbiamo essere preparati al fatto che essa possa peggiorare”.

Necessaria un’azione urgente
FAO e WFP chiedono un’azione urgente per ristabilire il sistema agricolo in Guinea, Liberia e Sierra Leone. Le misure dovrebbero permettere alle popolazioni colpite di accedere alla fornitura di input agricoli come sementi e fertilizzanti in tempo per la prossima semina ed a migliori tecnologie per combattere la carenza di forza-lavoro. Il rapporto ONU raccomanda anche l’impiego di trasferimenti di denaro e di voucher per permettere alle popolazioni colpite di acquistare cibo in risposta alla riduzione dei salari e a contribuire così a stimolare i mercati. Questi sforzi dovrebbero andare di pari passo con l’adozione di misure volte a frenare il diffondersi della malattia, come campagne di sensibilizzazione e di formazione.

Le cifre
In Guinea, 230.000 persone soffrono di grave insicurezza alimentare a causa del virus, e tale numero raggiungerà le 470.000 unità entro Marzo 2015. La produzione agro-alimentare aggregata nel 2014 è risultata in calo di circa il 3% rispetto all’anno precedente.

In Liberia, si stima che 170.000 persone soffrano la fame a causa di Ebola, ed entro Marzo 2015 raggiungeranno le 300.000 unità. Il rapido incremento nella diffusione del virus ha coinciso con i periodi della crescita e del raccolto, e le carenze nella forza-lavoro hanno indotto un declino dell’8% nella produzione agro-alimentare aggregata.

In Sierra Leone, le stime FAO-WFP relative alla fine del 2014 indicano che sono 120.000 le persone senza cibo. Una cifra che si prevede arriverà a 280.000 unità entro Marzo 2015. La produzione alimentare aggregata è scesa del 5%; quella di riso addirittura è calata del 17% in una delle zone più colpite del paese, Kailahun, normalmente una delle aree agricole più produttive.

La risposta della FAO e del WFP alla crisi
La FAO sta fornendo assistenza a 200.000 persone in Guinea, Liberia e Sierra Leone. Tra le attività principali vi sono le campagne nelle comunità per aiutare a fermare la diffusione della malattia, rafforzando i programmi di prestiti e risparmi, in particolare quelli a favore delle donne; e la fornitura di aiuto materiale e finanziario alle famiglie vulnerabili per proteggerne i redditi e i mezzi di sostentamento.

Il WFP sta concentrando i suoi sforzi nel garantire i bisogni alimentari e nutritivi di base alle famiglie e alle comunità toccate dal virus nei paesi più colpiti. Finora l’organizzazione ha soccorso oltre due milioni di persone, oltre a fornire supporto logistico ai partner in campo medico, e sta costruendo centri per il trattamento dell’Ebola e magazzini di stoccaggio per gli interventi umanitari.

La portata della crisi sarà comunque ampia per tutto il 2015 ed entrambe le agenzie ONU richiedono con urgenza ulteriori finanziamenti per continuare ad aiutare le comunità più vulnerabili, le cui vite e i cui mezzi di sopravvivenza sono fortemente minacciati da questa terribile malattia.

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